Gli Uffizi si preparano a ricevere Leopardi

Manoscritti leopardiani da Bologna a Firenze, la nuova collocazione a marzo seguendo il cammino del poeta

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La mostra a Bologna

di Donatella Donati

Il sindaco di Visso Giuliano Pazzaglini me lo ha dato per certo. Il prezioso patrimonio di manoscritti leopardiani in questi giorni ancora all’Archiginnasio di Bologna sarà nel mese di marzo a Firenze dove se ne sta preparando la collocazione. Il viaggio dei manoscritti segue un pò il cammino che ha fatto Leopardi nella sua vita quando dal soggiorno bolognese passò a quello fiorentino dove letterati ed amici lo circondarono di affetto. Anche a Bologna era stato molto bene. Oltre l’amicizia con il conte Pepoli di cui era pure maestro, quella dolce e confidente con Teresa Malvezi aveva rallegrato le sue serate. Le conversazioni con lei, si parlava soprattutto di poesia, si prolungavano fino alla mezzanotte tanto che il marito della signora sembra che espresse qualche sospetto su quegli incontri che avevano invece un contenuto prettamente letterario. Leopardi andava anche a teatro in quel teatro comunale costruito alla fine del 1700 dal Bibiena e che nell’800 era stato adattato al gusto sontuoso dell’epoca. Col conte Pepoli, i due erano quasi coetanei, era nata una amicizia sincera e il conte lo invitò a recitare l’epistola che il poeta gli aveva dedicato nel Casino dei nobili. Il contenuto della poesia sollevò qualche perplessità perché Leopardi in essa negava la possibilità per l’uomo di poter attingere la felicità che solo il dispiegarsi del vero poteva giustificare.
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L’8 febbraio il professor Marco Antonio Bazzocchi nella sala dello Stabat Mater ha riproposto la lettura della poesia fatta dall’attore Simone Tangolo e da lui commentata con singolare chiarezza e affettuosa vicinanza al pensiero del grande poeta. La sala era colma di gente e attore e professore si sono divisi grandi applausi. Così il nostro Leopardi spera di essere ricevuto a Firenze. Giuliano Pazzaglini deve concordare le prossime date e farle coincidere con il ritorno dei manoscritti a Recanati per essere anche lì oggetto di esposizione e di laboratori di poesia simili a quelli bolognesi, un modello per il successo che tutta l’operazione ha ottenuto. Quando ieri il sindaco Pazzaglini ha parlato con me era a Roma, meta frequente di tutti i sindaci del cratere. La capitale può essere raggiunta ora molto facilmente perché, solo da pochi mesi, è stato inaugurato il susseguirsi di gallerie comode e luminose che uniscono le Marche all’Umbria in tempo brevissimo. Utilissimo oggi è il percorso che permette il contatto veloce con la Protezione civile romana e il rapporto con i vari uffici ministeriali che rappresentano la rete burocratica a cui è affidata la ricostruzione dopo il terremoto. Le scosse non sono finite e il timore di tutti è che il tempo le renda quasi una caratteristica del territorio attenuandone la pericolosità. L’attenzione invece deve essere sempre tesa e consapevole e qualunque sussulto del Governo e dei governanti può pregiudicare gli aiuti al cratere e per questo dobbiamo essere sempre vigili e continuare a coinvolgere l’Europa e l’Unione. Il sindaco di Issy les Moulineaux, André Santini, città gemellata con Macerata in una lettera affettuosa ha molto lodato la volontà di ripresa delle attività produttive locali. Gli avevo inviato le nuove confezioni di cioccolatini al liquore delle sorelle Varnelli adattate proprio alla pubblicità delle zone terremotate. Una piccola iniziativa che però riafferma l’importanza della comunicazione, della necessità di tenere vivi tutti i contatti che possono concentrare l’attenzione su una situazione così straordinaria e pericolosa. Bisogna chiedere di non essere dimenticati e incentivare tutti i rapporti che possono aiutarci a sentirci meno soli.


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