Assalto all’impianto di metano,
dipendente ferito alla testa
Il gestore: “Pensavo fosse finita”

MACERATA - Tre rapinatori hanno agito alle 22,20 di ieri al distributore della Pieve. Hanno costretto Adriano Massaccesi a consegnare loro l'incasso della giornata, circa 5mila euro, poi se ne sono andati con la sua auto dopo avergli puntato un'arma e averlo fatto sdraiare a terra
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Il distributore di metano

 

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Adriano Massaccesi, il gestore del distributore

 

di Gianluca Ginella

Violenta rapina in un distributore di metano, a Macerata. Tre uomini, armati di pistola, nella serata di ieri hanno atteso che il gestore del metano della Pieve, Adriano Massaccesi, 54 anni, uscisse dall’ufficio con l’incasso della giornata per entrare in azione. I malviventi hanno tirato il 54enne giù dall’auto per poi puntargli una pistola alla testa. Poi i banditi hanno ferito un dipendente, colpendolo alla tempia con il calcio di una pistola. Il bottino è di 4.980 euro. I rapinatori per allontanarsi hanno preso l’auto di Massaccesi, che poi hanno abbandonato a Sforzacosta.

rapina-metano-pieve-macerata-6-400x300«Ho pensato: è finita. Erano agitatissimi, mi hanno tirato giù dall’auto e fatto fare un volo di due metri. Mi hanno fatto stare a terra puntandomi le pistole. Dicevano: Dacce i soldi. Non credo mi riprenderò mai da quello che è accaduto». Adriano Massaccesi, 54 anni, gestore dell’impianto di metano della Pieve non riesce a trattenere le lacrime pensando a cosa è successo la sera precedente. Tutto è successo alle 22,20 di ieri. All’impianto di metano c’erano due persone: Massaccesi e un dipendente, Daniele Monachesi, 38 anni, di Corridonia. Massaccesi a quell’ora aveva concluso la contabilità e presa la cassetta con gli incassi (4.980 euro) è uscito. Monachesi lo attendeva con l’auto al cancello, circa duecento metri più in là. E’ allora che tre uomini sono entrati in azione. Completamente vestiti di nero, sul volto un passamontagna, armati di pistole Beretta (non è chiaro se autentiche o giocattolo) hanno raggiunto il distributore passando dai campi. Quando Massaccesi è salito in auto, una Audi Q3 acquistata 4 mesi fa, hanno aperto lo sportello e lo hanno tirato giù buttandolo a terra.

«Dicevano “Dacce i soldi, dacce l’incasso”, parlavano maceratese, uno di loro mi ha puntato una pistola alla testa. Ho detto che la cassetta era sul sedile» racconta il gestore. I malviventi a quel punto sono saliti sull’Audi per andarsene, ma non riuscivano a partire. Nel frattempo il dipendente ha fatto retromarcia perché non vedeva arrivare il suo titolare. Sono seguiti momenti concitatissimi. Massaccesi ha cercato di aprire lo sportello, chiedendo che non gli rubassero l’auto. «Allora uno di loro è sceso e mi ha puntato di nuovo la pistola alla testa e mi ha detto “Fai il bravo”». Intanto il dipendente, fatta retromarcia, è sceso dall’auto e uno dei rapinatori, forse pensando che stesse per chiamare la polizia, lo ha colpito con il calcio della pistola alla tempia lasciandolo a terra. I rapinatori sono poi riusciti ad allontanarsi con l’auto che poco dopo hanno abbandonato in via Natali a Sforzacosta di Macerata dove è stata ritrovata poco dopo dai carabinieri. Il dipendente ferito è stato portato al pronto soccorso dove gli sono stati messi tre punti di sutura alla testa. Ad agire sono stati certamente dei professionisti che avevano studiato il colpo. Durante la rapina hanno anche portato via il cellulare al gestore, poi ritrovato sull’auto. Cellulare è vettura sono sotto sequestro. «Altro che paura di morire, quello che mi ha aggredito era grosso e fuori di testa. E’ stata l’esperienza più brutta della mia vita» dice il gestore.

(Servizio aggiornato alle 18,40)

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Il box dove è stato aggredito Massaccessi

 

 

 



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