“Jemo!”, viaggio in bici
tra le terre ferite dal sisma
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SISMA - La sessione invernale del tour solidale ideato da Mauro Fumagalli e Silla Gambardella si è conclusa. Dopo l'ultima tappa di giugno, l'esperienza diventerà un documentario trasmesso da Sky Sport

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Un momento del tour nelle zone terremotate

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Un viaggio in bici nelle terre ferite delle Marche per raccontare una terra meraviglioso a pochi mesi dal terremoto. E’ giunta a conclusione la sessione invernale del tour “Jemo! La ruota non si ferma mai”. Le prime cinque tappe del viaggio, dal 15 al 19 dicembre, sono state pedalate nei luoghi più colpiti dal sisma. Il cicloviaggio solidale nato dall’idea di MarcheBikeLife nella figura di Mauro Fumagalli e Silla Gambardella, i due cicloreporter che con le loro bici stanno raccontando il territorio marchigiano in tutte le sue bellezze.
Lo scopo di “Jemo!” (“andiamo” in dialetto marchigiano) è anche quello di tracciare nuovi itinerari cicloturistici per promuovere il turismo nelle Marche dopo i danni creati dal terremoto.

 

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La sessione invernale che si è appena conclusa è stata la prima delle tre previste (ce ne sarà una seconda in primavera, a marzo, e una terza in estate, a giugno). In questi giorni i ciclisti hanno conosciuto da vicino quello che è avvenuto dopo il sisma e abbiamo osservato come il territorio si sta riorganizzando e quali prospettive di rinascita sono all’orizzonte o già in atto. Chi è rimasto nella propria terra? Chi è già pronto per ripartire con la propria attività? Grazie all’Unione montana dei Monti Azzurri, che si è fatta promotrice del progetto attraverso il suo presidente Giampiero Feliciotti, i ragazzi di Jemo hanno incontrato i sindaci dei 15 comuni e ci siamo fatti raccontare come stanno lavorando per riportare tutto alla normalità. Grazie a Copagri Marche è stato possibile anche incontrare alcune particolari realtà locali (piccoli e medi produttori, aziende agricole, artigiani) e scoprire anche l’anima produttiva, culturale ed enogastronomica delle Marche. «I danni del sisma sono evidenti –  spiega Mauro Fumagalli -, ma è altrettanto evidente la voglia di ripartire delle persone. I marchigiani sono gente tosta, si sono già rimboccati le maniche e in alcuni casi hanno cercato di cogliere nuove opportunità dalla situazione di difficoltà in cui si trovano. In quest’ottica, lo sviluppo del cicloturismo può essere una delle tante nuove opportunità di rinascita per il territorio». «Una terra così affascinante, così rispettosa della natura, così ancora fortemente radicata alle sue tradizioni e culture – aggiunge Silla Gambardella – ma poco conosciuta. Il cicloturismo può essere lo strumento giusto per visitarla nel rispetto della sua integrità. Anche le strade e i percorsi sembrano disegnati per venire incontro a questa vocazione: colline dolci e salite mai troppo severe, con pendenze adatte a ciclisti di ogni livello». Il progetto “Jemo! La ruota non trema mai”, dopo l’ultima tappa di Giugno, diventerà un documentario televisivo diviso in tre puntate che verrà trasmesso su Sky Sport HD – Icarus 2.0.

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