Messe di Natale,
ecco le chiese che riaprono

MACERATA - Alcuni edifici saranno restituiti ai fedeli per le celebrazioni natalizie. La funzione di mezzanotte del 24 dicembre sarà presieduta dal vescovo Marconi all'Abbadia di Fiastra, il 25 invece monsignore sarà a Tolentino nella chiesa dello Spirito Santo

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Il terremoto ha gravemente danneggiato le chiese della diocesi

Messe di Natale, le riaperture dopo il terremoto. Per le imminenti festività natalizie, salvo imprevisti, verranno restituite ai fedeli le chiese di diverse parrocchie in provincia. Su 188 edifici di culto della diocesi di Macerata, Tolentino, Recanati, Cingoli e Treia infatti ben 150 hanno subito danni: alcune si sono rivelate fin da subito inagibili, mentre altre è stata necessaria la temporanea chiusura in via precauzionale. A Macerata, con la cattedrale di San Giuliano seriamente compromessa, i fedeli potranno partecipare alle sante messe natalizie, festive e feriali nelle chiese del Sacro Cuore e nel santuario della Madonna della Misericordia. Un’altra “buona notizia” arriva dalla chiesa della Santissima Annunziata dell’Abbazia di Fiastra. Qui monsignor Nazzareno Marconi il 24 dicembre a mezzanotte celebrerà la Santa Messa della Notte di Natale, mentre la Celebrazione eucaristica del Giorno di Natale verrà presieduta a Tolentino, nella chiesa dello Spirito Santo, alle 10.30. Nello stesso Comune, tra i più devastati dal sisma, sarà riaperta la chiesa del Sacro Cuore in zona Bura. Porte aperte per celebrare la festa anche nella chiesa parrocchiale di San Lorenzo di Urbisaglia, in quella di San Donato a Montefano e a Santa Maria in Selva, a Treia.

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Nazzareno Marconi

«Queste feste di Natale hanno per la nostra Diocesi un carattere particolare – dice il vescovo Marconi – alcune famiglie vivono in situazioni di fortuna, cacciate fuori casa dalla violenza del terremoto. In varie strutture ospitiamo persone colpite dal sisma, molti celebrano la Santa Messa in condizioni provvisorie. Qualche parrocchia rimasta intatta ospita le celebrazioni delle parrocchie vicine più danneggiate. Tutti più o meno siamo toccati da questa situazione». In questi mesi la Curia si è mobilitata con un apposito Ufficio diocesano di coordinamento del sisma presieduto dal vescovo stesso, aiutato da monsignor Pietro Spernanzoni. Al pool di esperti il compito di verificare l’entità delle lesioni, rapportandosi con enti e istituzioni per garantire al più presto un piano di salvaguardia e recupero degli innumerevoli “tesori” artistici presenti in tutto il territorio maceratese. Inoltre, è stata avanzata la richiesta per i container o le tensostrutture a servizio di varie comunità parrocchiali. Si attende la consegna per la Concattedrale di San Catervo e per la chiesa di San Francesco di Tolentino, per la struttura di San Donato a Colmurano e per quella dedicata ai Santi Vito e Patrizio a Chiesanuova di Treia.


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