Dove suona la campanella:
dalle letterine alle sveglie all’alba,
la scuola nei giorni del sisma
TERREMOTO - La vita degli scolari è cambiata, alcuni si alzano prestissimo, altri stanno in tensostrutture o vanno in istituti sulla costa. Tra loro Anna che va a Loreto ma è una bimba di Visso e al sindaco scrive: "Spero presto farai le case di legno, così torneremo a studiare"

Le elementari di Pievebovigliana

La letterina di Anna
di Monia Orazi
A scuola ai tempi del terremoto, tra chi tenacemente resiste e chi non ha avuto altra possibilità se non quella di spostarsi lungo la costa, con tanta voglia di tornare alla normalità. Come quella che ha espresso la piccola Anna della quinta A della scuola primaria di Visso, in una lettera al sindaco Giuliano Pazzaglini che martedì scorso è andato a trovare i piccoli alunni alla ripresa delle lezioni scolastiche a Loreto. Si legge nella letterina, contornata di cuoricini e stelline: “Caro Giuliano sindaco, ti scrivo questa lettera per dirti che vorrei che farai il prima possibile le case in legno, perché così riavremo la scuola e potremo ristudiare”. La nuova scuola è una struttura lungo la costa per gli alunni di Visso, Ussita e Castelsantangelo, elementari e medie, l’ex istituto alberghiero di Loreto, in via Marconi, di proprietà dei padri Scalabriniani. Per loro le lezioni sono iniziate lunedì 5 dicembre. “Abbiamo individuato la struttura in concerto con Regione, Protezione civile e Miur – spiega il sindaco Giuliano Pazzaglini – ci sono volute tre settimane per sistemarla e renderla accogliente per le otto classi di elementari e medie. Il rientro a scuola segna un primo importante passo verso la normalità, ma noi stiamo lavorando per riportarli quanto prima a Visso. Non abbiamo avuto altra alternativa, la maggior parte delle persone si trovano al mare, per questo è stato deciso di aprire la scuola a Loreto, per non disperdere la comunità”.

Il ritorno dalla scuola a Pieve Torina

La ludoteca della Cri a Pievebovigliana

Lavoretti di pasta a Pievebovigliana
Sono tornati a scuola mercoledì i bambini della scuola dell’infanzia di Pieve Torina. Anche per loro è pronta la tensostruttura vicino al campo base di accoglienza nella piazza del paese ed il sindaco Alessandro Gentilucci ha dato il via libera all’inizio delle lezioni, con un’apposita ordinanza. I bambini della scuola primaria erano già ripartiti all’interno della tensostruttura del centro sportivo. Spiega Gentilucci: “Da noi le scuole sono ormai ripartite in una tensostruttura, i cui divisori ci sono stati donati dal comune di Amatrice, siamo in attesa dei moduli. Questo ha segnato per noi un primo ritorno alla normalità, anche se i piccoli alunni fanno tantissimi sacrifici, prendendo il pullman dalle località costiere al mattino presto. In momenti come questi dobbiamo essere uniti, è una situazione drammatica. Sono impegnato a lavorare su diversi campi, non ultimo quello del popolo delle partite Iva, artigiani e commercianti che non hanno diritto ad ammortizzatori sociali, le emergenze qui sono tante”. Nella vicina Pievebovigliana i 53 bambini delle elementari e delle medie vanno a scuola nella tensostruttura allestita dal ministero dell’Interno che riporta all’esterno la scritta “Ripartiamo dalla scuola”.
All’interno il pavimento in legno, ci sono divisori per le classi e servizi, la struttura è perfettamente riscaldata e pronta a sfidare l’inverno, l’allegro vociare degli alunni si diffonde ovunque. “Ci sono ancora dei problemi logistici e di organizzazione – spiegano due insegnanti, una della primaria e l’altra delle medie – ma i bambini sono tranquilli, hanno voglia di ritrovarsi e stare insieme, diversi vengono dal mare e si alzano prestissimo”. Tra Pieve Torina e Pievebovigliana gli orari di trasporto sono diversi, anche se entrambi i Comuni sono all’interno dell’istituto comprensivo Paoletti di Pieve Torina. A Pievebovigliana vengono a scuola alcuni bambini da Fiordimonte, Fiastra, Muccia, alcuni dalle frazioni a volte distanti diversi chilometri dal capoluogo, con il trasporto complicato dalle strade interrotte. Difronte alla tensostruttura per elementari e medie, c’è la tenda bianca, con disegni colorati all’esterno che ospita la ludoteca gestita dalla Croce Rossa, una struttura unica nella zona dell’entroterra, per trovarne un’altra si deve andare a San Severino, accanto c’è la tenda riscaldata per i bambini della scuola dell’infanzia, impegnati a giocare con alcune maestre. A gestire la ludoteca quattro volontarie della Croce Rossa, tutte provenienti dai comitati della Toscana che gestiscono il campo di emergenza di Pievebovigliana. “Abbiamo deciso di aprire la ludoteca perchè alcuni genitori avevano necessità di lasciare i figli a scuola prima dell’orario di inizio, i piccoli restano fino alle otto e mezzo o alle nove, a seconda delle necessità, poi li accompagnamo a scuola – raccontano le volontarie della Croce Rossa, Silvia Ghelardoni, Gloria Faccetti, Francesca Giordano, Giusy Sanna – al pomeriggio il lunedì, il mercoledì ed il venerdì siamo aperti dalle 13 alle 18,30, il martedì e il giovedì dalle 16,30 alle 18,30.
Con i bambini facciamo attività con la pasta, li facciamo giocare, gli facciamo fare la merenda, attività ludiche sportive finalizzate allo sviluppo di abilità e competenze, attività manuali, ludiche all’interno e all’aperto, pasta di sale, pitture, collage, la fantasia la fa da padrona e loro sono molto fantasiosi. Le attività della ludoteca fanno parte di un progetto della Croce rossa, sperimentato nel tempo con figure addette che vengono formate, proprio per le attività di ludoteca e in altre emergenze, anche durante il terremoto dell’Aquila, è stata allestita una ludoteca. Ci lavoravano non soltanto le volontarie ma anche le suore Cri, molte nella vita sono insegnanti di scuola”. Le attività della ludoteca sono molto apprezzate dai bambini e dalle famiglie spiegano le volontarie: “Le attività sono ben accette, perchè aiutano le famiglie che sanno che i figli sono gestiti bene da persone competenti. I bambini vivono la realtà extrascolastica in maniera più serena, risocializzano spesso la ludoteca è un momento in cui i bambini iniziano a tirare fuori vissuti traumatici sui quali si può pensare di lavorare. Può diventare per i bambini un primo punto in cui fare eventuali segnalazioni se c’è bisogno di uno psicologo, perchè si vedono dei comportamenti critici, che vengono visti a scuola e in famiglia passano inosservati, perchè anche i genitori stanno vivendo lo stesso dramma”. Nei momenti più “affollati” nella ludoteca di Pievebovigliana, si possono trovare anche una ventina di bambini. A Muccia nonostante il 90 per cento degli edifici sia inagibile, il Comune è riuscito a trovare una sistemazione alternativa per la scuola dell’infanzia ed elementare. Per i più piccoli la scuola è ospitata in un’altra struttura di proprietà comunale, mentre le elementari sono nell’ex mensa del villaggio Quadrilatero, in un prefabbricato. Scuole distaccate “al mare”, per i bambini di Fiastra all’oratorio dei Salesiani di Porto Recanati, elementari e medie, mentre la scuola dell’infanzia, in attesa dei moduli, è dislocata presso l’agriturismo Fabrizi a Campobonomo.

