Cannabis, Cionfrini:
“Perché è meglio legalizzare”
DIBATTITO - Il segretario regionale del Psi controbatte alle ragioni del no portate avanti da Giuseppe Bommarito "Sorprende come gli argomenti non tengano conto dei dati a disposizione. E' dimostrato come nella lotta alla droga, l'approccio della repressione semplicemente non funziona"
Cannabis libera o no? Il testo presentato a fine luglio da Roberto Giachetti (Pd), sulla legalizzazione e appoggiato da un gruppo trasversale di 221 deputati accende il dibattito. La discussione ostruita da circa 2000 emendamenti (molti dei quali presentati da Area Popolare) è slittata a settembre. Intanto anche su Cronache Maceratesi la questione sta facendo discutere. All’opinione contraria di Giuseppe Bommarito (leggi l’articolo) replica il segretario regionale del Psi Maurizio Cionfrini. Analizzando le argomentazioni di Bommarito (rivoluzione online dello spaccio, supercannabis con thc elevata e allargamento del mercato illegale), Cionfrini controbatte portando le ragioni del sì alla proposta.
«Sorprende come questi argomenti non tengano conto di numerosissimi dati che oggi abbiamo a disposizione – dice Cionfrini – In primis il fatto che è ampiamente dimostrato come, nella lotta alla droga, l’approccio della repressione semplicemente non funziona. Gli studi a tal proposito sono numerosissimi quindi basta citare quello del 2014 della London School of Economics al quale hanno partecipato, tra gli atri, 5 premi Nobel in economia. Le conclusioni sono chiarissime: la repressione alla droga ha prodotto come effetto un abbassamento dei prezzi e un alzamento della purezza dei principi attivi. E passando dal mondo accademico a chi la lotta alla criminalità la fa tutti i giorni, va ricordato il parere positivo della Direzione nazionale Antimafia e Antiterrorismo, secondo cui la legalizzazione se correttamente attuata, potrebbe portare: “ad una rilevante liberazione di risorse umane e finanziarie in diversi comparti della pubblica amministrazione, ad una ancora più importante liberazione di risorse nel settore giustizia, dove sono decine di migliaia i procedimenti penali che richiedono l’impegno magistrati, cancellieri ed ufficiali giudiziari, ad una perdita secca di importanti risorse finanziarie per le mafie e per il sottobosco criminale, ad una contestuale acquisizione di risorse finanziarie per lo Stato, attraverso la riscossione delle accise, al prosciugamento in una più ampia prospettiva di legalizzazione a livello europeo, di risorse economiche e finanziarie per il terrorismo integralista che controlla la produzione Afgana di cannabis”».
«Sono quindi le politiche repressive – continua Cionfrini – ad aver portato all’aumento della qualità e della potenza della marijuana che l’avvocato Bommarito giustamente segnala. L’idea poi che la marijuana faccia da apripista per altre droghe, nota come “teoria del passaggio”, è anch’essa priva di fondamento scientifico. Lo studio del 2010 del “National Institute of Health” dimostra come il passaggio automatico droga leggera-droga pesante non sia provato. Quindi non solo non si può affermare seriamente che chi usa droghe leggere passi poi automaticamente a quelle pesanti, ma è del tutto fuori luogo minacciare scenari apocalittici. Infine il fatto che, come ricorda l’avvocato, oggi con internet ci siano più forme per ottenere la marijuana e qualità sempre più potenti, dovrebbe essere un incentivo maggiore a spingere lo Stato ad una regolamentazione seria. Se c’è una cosa ampiamente dimostrata dalla storia del proibizionismo è che uno dei suoi effetti è quello di aumentare il mercato illegale di un bene con alta richiesta. L’esempio dell’alcool durante gli anni ’30 è lampante, ma senza andare tanto indietro nel tempo è sufficiente vedere la diffusione di droghe leggere e pesanti oggigiorno nonostante le politiche repressive. La guerra alla droga condotta come è stato fatto finora consegna al diritto penale un problema sociale, cosa inaccettabile per uno stato che si vuole laico ma che ha ancora molta strada da fare per esserlo. In conclusione la mia posizione a favore della legalizzazione della marijuana si basa su due principi fondamentali: la libertà della persona e la responsabilità nei confronti della società. Non si tratta come a volte si vuole far credere di essere a favore dell’uso delle droghe leggere, come non si tratta di essere a favore dell’uso dell’alcool o del tabacco. Si tratta di prendere atto di una situazione per poterla controllare. Uno stato laico rispetta le scelte delle singole persone e se ne interessa solo quando queste sfociano in comportamenti anti-sociali. A questo proposito vorrei ricordare come sia stato proprio il Partito Socialista Italiano a promuovere la legge sull’omicidio stradale che manda in galere chi provoca un incidente ubriaco o drogato».

Invece di fare appelli a non utilizzare nessun tipo di oppiaceo o fumo perchè danneggia, quella macchina meravigliosa che è il corpo umano e soprattutto il cervello ,si fanno leggi per l’utilizzo e la diffusione di tali prodotti.Molti miei conoscenti che hanno fatto uso di tali prodotti ora o sono al cimitero o stanno in ospedale con le chemio . Ho 66 anni, faccio a piedi 10 KM al giorno a passo veloce, mi sento in forma come a 20 anni e mai fatto uso di tali prodotti..Meditate Giovani siate più lungimiranti dei nostri politici non fumate nessun tipo di roba …
Occorrerebbe chiedersi chi è che gestisce i campi delle piante ‘della droga’. Ossia ci si deve chiedere se lì i contadini sono lavoratori autonomi oppure dipendenti di qualche multinazionale.
Il guaio endemico dei socialisti è quello di affrontare i problemi usando la mente astratta. Ossia, pensano in forma teorica e poi la calano nella realtà. Dicono – nel caso dell’articolo – che la realtà è quella per la quale qualcuno si vuole drogare e loro fanno la legge perché questa volontà sia rispettata. Se costa la salute e la vita della vittima “chi se ne frega”: l’importante è che il principio sia rispettato. Che è quello che magistralmente Aleister Crowley ne ha fatto l’unico Comandamento della sua religione di Thelema (Volontà): “fai ciò che vuoi sarà tutta la legge”. Continuando di questo passo, i socialisti, oltre alla libertà a pederasti e lesbiche di avere figli con uteri in affitto e fregandosene del neonato che cerca la madre e poi il padre, rendendolo un “diverso” fin dalla nascita pure nella sua formazione affettiva (non avendo la figura della madre, quando è figlio di pederasti, o del padre, quando è figlio di lesbiche), alla fine permetteranno pure i matrimoni incestuosi e di esseri umani con i cani, se questa è “la scelta delle singole persone” da rispettare.
Quando poi applicano i principi del Socialismo ottengono governi inetti, perché fanno leggi teoriche non basate sulla realtà psicofisica della gente. Se vogliono rimanere al governo, perché il potere piace pure per mangiare, devono diventare dei despoti, camuffati da nuovi nomi, vedi Fascismo, Nazionalsocialismo, eccetera, ma tutti al servizio del grosso capitale e dell’alta finanza. La quale – è bene qui ricordarlo – ha foraggiato il bolscevismo di Lenin e quindi del comunismo.
La cosa che non mi va ancora giù è la legge Merlin. Questa socialista teorica voleva salvare la dignità della donna resa “oggetto” dallo Stato per soddisfare le esigenze maschiliste con le case di tolleranza. Quindi, chiudiamo i casini, liberandone le donne. Risultato: a noi diciottenni dell’epoca non rimase che la via amanuense, dato che le ragazze della nostra epoca se la tenevano ben serrata, mentre alle donnine liberate dalla demagogia socialista non rimase altro che la strada, sfruttate dal crimine organizzato, vessate, malmenate e a volte uccise.
Nell’articolo si avanzano degli argomenti, per lo più supportati da studi, a favore della legalizzazione delle droghe leggere come misura per arginanane e controllarne la diffusione.
Uno può essere d’accordo o, legittimamente, in disaccordo. E ci mancherebbe pure.
Mi sfugge, però, cosa c’entrino:
a) I coltivatori di canapa sfruttati dalle multinazionali. La legge in discussione al Parlamento permetterebbe di tenere dellle piantine in casa o in dei club come in Spagna. Semmai è quando la coltivazione è in mano ai cartelli criminali che i contadini vengono sfruttati. Ma va bè.
b) Le scelte salutiste di camminare 10 km al giorno e vari conoscenti morti o in chemioterapia. E’ scientificamente provato che è impossibile morire di thc. Se uno ne vuole sapere di più: http://www.vice.com/it/read/casi-overdose-marijuana-verit-gemma-moss
c) I socialisti, Lenin, la Merlin, Aleister Crowley, i satanisti, i pederasti, gli uteri in affitto e i cani da sposare?!?! Ma che è, un fritto misto? C’è gente che non ha bisogno delle droghe a quanto vedo per viaggiare.
Sarebbe bello una discussione basata sugli argomenti perchè se uno viaggia ogni tanto si accorge che su qesti temi siamo ancora al Medio Evo.