Scintille in Consiglio
per la fabbrica di acqua minerale

SEFRO - É il progetto contenuto nella convenzione con l'Assem che è stata discussa ieri sera. Non sono mancati i toni accesi tra il sindaco Giancarlo Temperilli e il consigliere Barbara Temperilli

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Giancarlo Temperilli, sindaco di Sefro

Giancarlo Temperilli, sindaco di Sefro

di Monia Orazi

Una fabbrica di acqua minerale a Sefro ed una centrale idroelettrica sullo Scarsito per produrre energia. Sono i progetti contenuti nella convenzione con l’Assem (azienda di distribuzione energetica di San Severino), che ieri sera è stata discussa in consiglio comunale. Non sono mancati i toni accesi tra il sindaco Giancarlo Temperilli e Barbara Temperilli, capogruppo di minoranza. Un vecchio progetto, quello di trasformare la Sefro acque, società partecipata al 51 per cento dal Comune di Sefro e per il resto dall’Assem, già allo studio della precedente amministrazione comunale. Da Sefro arriva l’acqua che alimenta San Severino. Una storia che nel tempo si è complicata, con i due pozzi della sorgente di San Giovanni eventualmente da chiudere ed un contenzioso tra Comune e municipalizzata di San Severino, per un prestito erogato da questa all’ente, per un importo di oltre centomila euro, per cui l’Assem in passato ha inviato un decreto ingiuntivo per il pagamento di quanto dovuto. Sul tema Sefro acque e sull’impiego del denaro pubblico, era già intervenuto alcuni anni fa l’allora consigliere provinciale della Lega nord, Luigi Zura Puntaroni (leggi l’articolo). «Nella convenzione si prevede di aumentare a 38,8 litri al secondo il prelievo dalla sorgente – ha detto il sindaco Temperilli –, l’Assem porterebbe il tutto a quindici litri, di cui dodici per l’imbottigliamento dell’acqua minerale, mentre tre andrebbero al Comune di Sefro. L’Ato ha dato l’ok alla centralina idroelettrica che costituisce un’occasione di entrata per il Comune stimata in 50 mila euro l’anno, insieme alla concessione per l’imbottigliamento di acqua minerale, non ancora ottenuta, per cui abbiamo avuto contatti con alcune aziende».

Barbara Temperilli, consigliere di minoranza del gruppo Uniti per Sefro

Barbara Temperilli, consigliere di minoranza del gruppo Uniti per Sefro


Immediata la replica di Barbara Temperilli di Uniti per Sefro: «Il mercato dell’acqua in bottiglia è cambiato, Comune ed Assem non possono sobbarcarsi l’onere dell’imbottigliamento. A chi interesserebbe investire alcuni milioni di euro, sapendo che la delibera è impugnabile da chiunque? Io credo nessuno – ha commentato il consigliere -, la convenzione dal punto di vista economico non ha più senso. Secondo lo studio idrogeologico c’è il rischio di intaccare le acque profonde. L’apertura non sarà fruttuosa. La Regione ha espresso il parere, il rischio idrogeologico comporta possibilità di frane, smottamenti e modifica dei corsi d’acqua. Non me la sento di esporre Sefro alla speculazione delle multinazionali».
«Proprio tu che in campagna elettorale dicevi di non svendere l’acqua di Sefro – ha continuato la Temperilli nei confronti del sindaco – tiri fuori una convenzione che ripete ciò che anni prima avevamo studiato noi. La responsabilità di questa delibera devi prendertela tu, il fallimento di questo progetto dipende da te». Pronta la risposta del primo cittadino: «Pensiamo che durante la crisi la Troticoltura Rossi è cresciuta, diventando la prima in Europa. Dalla crisi occorre saper trarre opportunità, per l’azienda di acqua minerale abbiamo avuto alcuni contatti, ma la concessione non c’è. La centralina elettrica può produrre corrente per un totale di centomila euro l’anno, di cui la metà andranno al comune, dire che è insufficiente mi sembra un insulto. Stiamo studiando due progetti industriali che possono produrre entrate, lo studio sulle acque profonde all’epoca era giusto, non vedo perché per noi debba essere un cappio al collo». A mettere pace ci ha pensato il vice sindaco Corrado Carminelli: «Il prestito dell’Assem è di 120mila euro, vogliamo tutti raggiungere lo stesso obiettivo di riparare al debito. L’Assem fattura milioni con la nostra acqua e non ci è mai stato riconosciuto nulla, cerchiamo di fare dei passi avanti». Il punto è stato rinviato e la convenzione sarà discussa in un prossimo consiglio comunale.


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