Esposto in procura sul radar:
“Gli esperti dicono di spegnerlo”

POTENZA PICENA - Un gruppo di residenti ha presentato un corposo dossier con dati e documentazione che proverebbero che vi sono rischi per la salute e come i metodi di calcolo sugli effetti dannosi utilizzati dalle istituzioni non siano adeguati
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radar potenza picena (2)

 

Radar di Potenza Picena, esposto in procura di alcuni residenti: presentato un faldone di 500 pagine con tutta la documentazione raccolta nel giro di alcuni anni sui rischi per la salute. Il dossier sul radar è stato presentato in procura a marzo, è invece della scorsa settimana la firma di un protocollo da parte di Arpam, Aeronautica, Asur, comune di Potenza Picena e prefettura, che garantisce che non si sono registrati effetti negativi sulla salute dei residenti, e le onde emesse sono al di sotto dei limiti (leggi l’articolo). Ciò che sostiene chi ha presentato l’esposto però è che, tra l’altro, i metodi di calcolo sulle emissioni non sono adeguati.

L'avvocato Edoardo Marabini

L’avvocato Edoardo Marabini

Insomma se la partita sui rischi del radar sembrava chiusa, l’esposto sembra destinato ad aprire ai supplementari. Anche perché chi ha presentato l’esposto dei residenti (Sauro Gattafoni, Samuela Gattafoni, Angelina Zizzi, Maria Teresa Taroni), assistiti dall’avvocato Edoardo Marabini (a sua volta firmatario dell’esposto), parla di rischi significativi e di documenti che darebbero prova di questo. Una vicenda annosa quella del radar, e ora la più cospicua documentazione mai presentata arriva sui tavoli della procura di Macerata. Al centro ci sono, secondo chi ha presentato l’esposto, le potenti emissioni elettromagnetiche generate dall’apparato, e «le possibili omissioni degli organi preposti alla tutela della salute».

radar potenza picena (1)

In sintesi, l’esposto contiene: «Gli studi sugli effetti biologici dovuti alle esposizioni ai campi elettromagnetici del radar – viene spiegato in un comunicato redatto da chi ha presentato l’esposto –, i pareri di autorevoli esperti tra cui anche quello del ctu che ha operato nell’inchiesta sui radar del poligono di Quirra, i documenti circa l’inadeguatezza dei metodi di calcolo delle emissioni, finora adottati dalle istituzioni per la tutela della salute pubblica, le possibili omissioni degli organi di controllo competenti, il programma dettagliato e documentato di tutte le azioni necessarie a salvaguardia della salute dei cittadini e degli operatori della stazione radar».  Documenti che sono frutto di anni di lavoro. Sul radar il 20 aprile 2013 si era svolto un convegno al quale avevano partecipato scienziati arrivati per l’occasione da varie parti del mondo e che in seguito «hanno motivato e sottoscritto una risoluzione, secondo la quale il radar di Potenza Picena viene definito non sicuro, raccomandandone lo spegnimento (questi i video di alcuni momenti del convegno: https://youtu.be/JMnYP52wvfs; https://youtu.be/vj6KgsRx99c; https://youtu.be/rLmqDry0HQk ). «L’esposto alla procura si è reso necessario visto l’immobilismo degli enti competenti, anche successivamente al ricevimento della corposa documentazione redatta dagli scienziati dell’Icems (International commission for electromagnetic safety) intervenuti al convegno e alle loro raccomandazioni, nonché a fronte del ripetersi di una informazione distorta e non rispondente alla realtà».

(Gian. Gin.)



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