Dante Ferretti a “Che tempo che fa”
ricorda Macerata

TV - Il premio Oscar ieri sera da Fazio ha paragonato la sua infanzia maceratese al film Hugo Cabret. Ha parlato di Umberto Eco, Federico Fellini, Martin Scorsese. L'intervista si è conclusa con un nuovo invito. Poi la telefonata a Macerata alla nipote Renata: "Come sono andato?"
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di Maurizio Verdenelli

“Maestro, la prego non parli male di Macerata…”. E lui fedele alla promessa del vicesindaco, l’affascinante Stefania Monteverde, ‘chez’ Fabio Fazio è stato ligio alla consegna. Niente calembour, niente ironie, soltanto grande divertissement tanto che il conduttore, completamente conquistato, gli ha chiesto di poter tornare, la prossima volta con Francesca Lo Schiavo (in questi giorni negli States) metà della sua anima e grande assistente, detentrice al pari di lui di un ugual numero di Oscar: tre.
ferretti fazio1Parliamo of course di Dante Ferretti, ospite d’onore ieri sera della popolare trasmissione su Rai3 ‘Che tempo che fa’. Una vera star tra le star: ‘E’ venuto Marty (Scorsese ndr), siamo andati a cena da Leone (Sergio ndr)…’ ha raccontato, tanto da impressionare lo stesso conduttore che con i protagonisti stellari c’è abituato. “Ma quanto è divertente lo zio!” ha esclamato davanti alla tv la pronipotina Carolina, 7 anni, figlia di Renata Lelli, a sua volta figlia di Mariella, l’indimenticabile sorella maggiore di Dante -che curava, ricordo, il fratello con la premura di una madre. Racconta Renata: “Un vero trionfo televisivo, ieri sera. Appena spente le luci del ‘salotto’, il primo pensiero è stato quello di telefonargli ma poi non l’ho fatto per timore di disturbarlo. Ecco invece alzarsi la suoneria del mio cellulare: era lui! ‘Come sono andato, Renata?’. “Zio, che onore, sei andato una meraviglia!!!”. Che grande festa in casa alla sua voce!”
Hugo-Cabret_coverMacerata, la sua ‘piccola città nelle Marche’ (“Che in realtà ama profondamente, è un innamorato timido, non ha bisogno di stimoli per parlarne bene” dice Renata) è emersa prepotentemente anche dall’intervista in tv, mentre alle spalle dei ‘magnifici due’ passavano le immagini dei film di maggiore successo e ‘monumentali’, dal Barone di Munchausen, Amleto a quelli premiati dall’Oscar, in primo piano Hugo Cabret. “Quando mi hanno fatto leggere la sceneggiatura, la torre, l’orologio mi sono detto: Tutto questo io l’ho vissuto”. Ed è nato un film meraviglioso, ispirato alla ‘città sulla collina’ che ha vinto l’Oscar più bello. Già, come nasce una scenografia? Ferretti lo ha spiegato benissimo, con le profonde distinzioni rispetto alla sceneggiatura. “Ne parliamo con il regista all’inizio, poi vado avanti perché di solito ho carta bianca e finora non ho deluso nessuno. Spero naturalmente che continui così. Tuttavia, per ‘The Aviator’ (il primo Oscar ndr) ho chiesto a Marty di dare un’occhiata in corso d’opera, in particolare ai disegni su Los Angeles, la città del protagonista, il miliardario Howard Hughes, impersonato da Leo Di Caprio. Scorsese non si voleva muovere: ‘Sono stanco…’. Ed io: ‘Via Marty, sei ad appena 50 metri da me, e c’è una sola porta a dividerci. Alla fine s’è alzato dalla sua poltrona ed è venuto ad osservare i bozzetti, esclamando subito come se si aspettasse altro: ‘Oh, my God…ma è Los Angeles’. Appunto!”.
ferretti fazio2E’ stato come un fuoco d’artificio, Dante: i 30 chili persi con la dieta ferrea (impostagli da una specialista) della mela sembrano averlo proiettato in un iperuranio leggero, pieno di glamour. L’inizio è stato davvero promettente. Un incipit nel nome di Umberto Eco e naturalmente de ‘Il nome della rosa’, che Dante ha ‘disegnato’. “Mi telefona il responsabile di una prestigiosa rivista di turismo e bellezze architettoniche: ‘Maestro – mi fa – ma questa importante abbazia medievale a 50 km da Roma non l’avevamo mai ‘censita’…Lei, mi dicono, ne sa qualcosa…”. ‘Si, gli rispondo, l’ho costruita io, ma se vuole fotografarla si affretti perché tra poco la demoliscono”. Eco ha approvato la scenografia? “Certo, i primi incontri sono stati con lo scrittore cui ho mostrato anche i bozzetti del labirinto verticale. Tutto bene, tutto ok”.
ferretti fazio3Poi Pasolini e soprattutto Fellini. “Con Federico ci si incontrava al solito bar, a Cinecittà. E dai con l’eterna domanda. ‘Dantino, cosa hai sognato?’. Alla fine li inventavo i sogni, per paura che mi licenziasse. Federico aveva capito ma faceva finta di niente, solo Giulietta non aveva compreso che il marito mentiva sul fatto che non capisse che io mentissi… alla ricerca di un sogno che non facevo. Alla fine compresi che tutta la vita è sogno e che la scenografia di un film deve contenere errori, come la scenografia della vita e che dunque anche gli attori per calarsi più veridicamente nella trama devono trovarsi davanti a degli imprevisti come nell’esistenza quotidiana”.
ferretti fazio6Cinecittà. “Sono di casa in America (ha una casa a Miami Beach, città della quale è tra i top ten, ndr) ma sono da sempre appassionato di Roma e di Cinecittà” stanziale all’attrezzeria che fu di Federico Fellini. Se Hollywood viene talvolta a Cinecittà dove produce anche film famosi come ‘Gangs of NY’ si deve al maceratese Dante Ferretti, tre Oscar e dieci nomination.
Ma quest’anno, gli chiedo, nulla…. “Avrebbe meritato tantissimi ‘Cenerentola’ di Kenneth Branagh (che ha sbancato i botteghini ndr) ma il film è uscito troppo presto rispetto ai tempi dell’Academy Awards”. Vero.
ferretti fazioEd ora, all’ex assessore alla Cultura, è rimasto un sogno. Quello di conquistare con la luce la ‘sua’ Macerata, fortezza che gli si è sempre negata. Parliamo del progetto (che CM ha dato in esclusiva) per illuminare il capoluogo: la luce in movimento per correggere, ampliare, valorizzare come un enorme ‘pennarello’ sul viso di una donna un po’ avanti con gli anni, le imperfezioni, le corruzioni di una bellezza un po’ svanita. Non lo dice, ma ci tiene assai, Dante a far bella la ‘sua’ donna di pietra. “Trovate i soldi” ha esortato l’altra sera il sindaco Carancini che gli sedeva accanto (entrambi avevano rinunciato per l’occasione ai pantaloni rossi, abituali per il sindaco, provocatori per il premio Oscar) nel salotto del guru Massimiliano Colombi, sul palco del ‘Lauro Rossi’. ”Altrimenti trovate le candele”, ed è stato l’unico calembour/anatema di Dante in questa eterna commedia maceratese degli Errori.



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