Omicidio-suicidio a Sambucheto,
trovati i fogli in cui la mamma
spiega il drammatico gesto

TRAGEDIA - La giovane donna ha lasciato sulla scena del crimine diversi appunti in cui racconta la sua esistenza. Il materiale è stato sequestrato dagli inquirenti. Domani l'autopsia
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Da sinistra: Laura Paoletti col figlio Giosuè, le immagini della scena del crimine e il padre della donna, Giuseppe

Da sinistra: Laura Paoletti col figlio Giosuè, le immagini della scena del crimine e il padre della donna, Giuseppe. (Foto di Lucrezia Benfatto)

 

di Gianluca Ginella 

Laura Paoletti ha detto addio e spiegato la sua vita in una serie di appunti che sono stati trovati sul luogo del delitto e sequestrati dagli inquirenti. In quegli scritti, diverse pagine, la giovane ha raccontato la sua esistenza e il suo disagio. Da quanto emerge, quanto scritto dalla giovane, che nel pomeriggio di sabato si è tolta la vita e ha ucciso il suo bambino, Giosuè, di sei anni, conferma che il motivo che l’ha spinta a compiere il gesto è stato principalmente di non lasciare il figlio al suo ex convivente, anche se si trattava di un periodo limitato di ore.

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Il colonnello Stefano Di Iulio (foto di Lucrezia Benfatto)

Laura ha detto addio. Lo ha fatto in una serie di fogli che i carabinieri del Reparto operativo di Macerata e della Compagnia di Civitanova hanno trovato ieri nell’appartamento di via Mariano Cingolani a Sambucheto di Recanati, dove la giovane era ospite del papà Giuseppe, in attesa di trasferirsi nella casa che stava ristrutturando. Fogli che, da quanto emerge, contengono pensieri e il racconto della sua esistenza. Fogli in cui la giovane spiega qual era il suo disagio e nei quali fa anche riferimento al drammatico gesto che ha compiuto ieri. Gli appunti della giovane donna, 32 anni, sono stati trovati sulla scena del delitto. E’ stato sin da subito chiaro che si trattava di appunti scritti da poco e che dovevano servire a raccontare i perché di quanto sarebbe stato scoperto. Perché ieri, approfittando di essere sola in casa (il padre era uscito con la compagna, Veruska Trivellini per accompagnarla dal parrucchiere), ha preso un fucile da caccia calibro dodici del padre e con quella ha ucciso il figlioletto di 6 anni, Giosuè, per poi puntare l’arma contro se stessa. Anche dagli scritti emerge la ricostruzione che sin qui è stata data del movente: la giovane non voleva lasciare il figlio al padre. Una motivazione che era stata anche quella che il 24 dicembre del 2014 aveva spinto Debora Calamai a uccidere il figlio Simone mentre si trovava nella sua casa di San Severino in attesa arrivasse il papà a prenderlo. Anche Giosuè aspettava il papà che alle 16 sarebbe arrivato e con lui sarebbe rimasto fino alle 21. Gli investigatori ieri hanno inoltre sequestrato il computer di Laura Paoletti e svolgeranno analisi sui tabulati telefonici. Un ulteriore accertamento sarà quello relativo alla custodia del fucile usato dalla donna per togliersi la vita. Da quanto emerso si trovava in un armadietto metallico che era chiuso a chiave. Le indagini sulla vicenda sono condotte dai carabinieri del Reparto operativo di Macerata, della Compagnia di Civitanova e dalla pg della procura, coordinate dal pm Claudio Rastrelli. Ieri gli investigatori hanno ricostruito l’accaduto nel giro di poche ore. In base alle macchie di sangue, alla posizione dei corpi, stesi vicini sul pavimento col fucile sotto il corpo della donna, hanno subito reso chiaro che si è trattato di un omicidio suicidio. Domani sarà svolta l’autopsia dal medico legle Mariano Cingolani.



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