Da Simone a Giosuè,
piccole vittime di mamme che uccidono

L'omicidio-suicidio di oggi pomeriggio a Sambucheto fa tornare in mente l'ultimo delitto accaduto in provincia: era la vigilia di Natale del 2014 quando, a San Severino, Debora Calamai colpì a morte il figlio di 13 anni
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Laura Paoletti con il piccolo Giosuè

Laura Paoletti con il piccolo Giosuè

 

di Alessandra Pierini

A distanza di poco più di un anno dall’ultima volta, in provincia di Macerata si torna ad uccidere. Ancora una volta è il più terribile degli omicidi, quello di una madre su un figlio, a interrompere l’apparente tranquillità di una comunità non nuova a choc di questo tipo.
Questo pomeriggio a Sambucheto di Recanati è stato Giosuè Lucaroni, 6 anni, a morire per mano di colei che gli ha dato la vita (leggi l’articolo). Secondo l’unica pista al vaglio degli inquirenti la mamma Laura Paoletti, 32 anni, nel pomeriggio ha imbracciato un fucile e, dopo averlo colpito a morte, lo ha usato su se stessa. Quattordici mesi fa a San Severino ad essere ucciso a coltellate dalla mamma Debora Calamai la notte della vigilia di Natale era stato Simone Forconi, 13 anni.
Due piccoli innocenti, due mamme che non hanno retto al peso e alla complessità di un ruolo per loro diventato insostenibile.

Debora Calamai in una foto insieme al figlio Simone

Debora Calamai in una foto insieme al figlio Simone

Storie diverse quelle di Laura che ha seguito suo figlio nella morte e di Debora che si trova in una casa di cura, pur nella loro unicità hanno degli aspetti in comune: la fine di una storia d’amore, la condivisione di un figlio con qualcuno che non si ama più e un rapporto da rivedere e trasformare con i padri dei loro bambini. E il rimpianto dei loro papà di non aver fatto in tempo a salvarli.  Lorenzo Lucaroni avrebbe dovuto passare a prendere Giosuè questo pomeriggio alle 16. Così anche Enrico Forconi che avrebbe dovuto riabbracciare Simone subito dopo cena.
E il tragico finale che inevitabilmente porterà a chiunque ad interrogarsi su cosa può portare una mamma ad un gesto che raccoglie in sé un tale disumano livello di disperazione.



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