Taglio del nastro per la nuova dialisi
Il sindaco lancia un sos per l’ospedale

TOLENTINO - Inaugurato il nuovo centro che offrirà cure e assistenza a un centinaio di pazienti. Pezzanesi richiama l'attenzione sul futuro del nosocomio: "Abbiamo poco, lo facciamo funzionare bene e non lo vogliamo perdere perché per i nostri cittadini è molto". Il direttore Maccioni: "Scelte ponderate, senza penalizzare nè sprecare"
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Il taglio del nastro del nuovo centro dialisi dell'ospedale di Tolentino

Il taglio del nastro del nuovo centro dialisi dell’ospedale di Tolentino

 

inaugurazione dialisi ospedale tolentino 2015 foto ap (2)

Un momento dell’intervento di Giuseppe Pezzanesi, sindaco di Tolentino

 

di Marco Cencioni

(foto di Andrea Petinari)

«Siamo qui per l’inaugurazione di una struttura da sempre vanto e punto di riferimento di questo ospedale: lo voglio chiamare così ancora per molto tempo». Sono le parole che non lasciano spazio ad interpretazioni del sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi ad aprire la cerimonia del taglio del nastro del nuovo reparto dialisi della struttura. Il primo cittadino dichiara di «non voler fare polemica, di essere orgoglioso di questa importante iniziativa» ma è evidente il messaggio che ha voluto mandare in occasione dell’inaugurazione della nuova struttura, concetto che ha più volte ribadito: «Abbiamo poco, lo facciamo funzionare bene e quel poco non lo vogliamo perdere perché per i nostri cittadini è molto». Pezzanesi sottolinea il grande investimento economico fatto nella nuova struttura (circa un milione di euro, ndr)» definendolo «una buona notizia che ci rende molto felici», ma dichiara «la riforma sanitaria si sta calando sul territorio e sta portando diverse amarezze» e ribadisce «il prossimo 29 ottobre ci sarà un consiglio comunale aperto (leggi l’articolo) al quale parteciperanno 17 sindaci per testimoniare un messaggio forte. L’ospedale può restare quello che è e continuare a dare un servizio essenziale ai 38mila cittadini dell’unione montana, 22mila dei quali abitano a Tolentino: la popolazione non capirà ulteriori tagli, le strutture importanti non possono essere ancora sottoposte ai raggi x».

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Il direttore dell’Area Vasta 3, Alessandro Maccioni

«Le parole del sindaco mi ricordano un po’ mia madre, che mi picchiava soprattutto nei giorni di festa» afferma suscitando le risate dei presenti il direttore dell’Area Vasta 3, Alessandro Maccioni – Voglio subito smorzare il filo di tensione che ho avvertito e che capisco possa esserci. Stiamo facendo molta attenzione ai finanziamenti per la sanità, operando scelte ponderate senza penalizzare né sprecare anche visti i tempi che corrono, diversi rispetto a quelli che anni fa hanno permesso la programmazione di questo intervento – sostiene Maccioni – Dopo otto anni di lavori ritengo che oggi, con questa inaugurazione, ci sia un segno tangibile della buona politica. Voglio ringraziare gli operatori, chi tutti i giorni è a contatto con i malati. Loro spendono la loro faccia e anche la nostra, gli siamo sempre vicini. Questo reparto dà una risposta non solo a Tolentino ma a tutta l’Area Vasta: essere in grado di prestare servizio ad un centinaio di pazienti non è cosa da poco». «Per me è una gioia essere qui oggi – afferma il primario  Franco Sopranzi – perché non esiste solo l’ospedale di Tolentino o di Macerata, stiamo costruendo una rete nefrologica gestendo un’unica unità operativa che lavora su due presidi ospedalieri, dividendo le terapie. L’esistenza di una dialisi diffusa è molto importante e oggi viene confermata una scelta fatta tanti anni fa dalla Regione: bisogna portare le strutture sul territorio per non far viaggiare troppo i pazienti.

Il dottor Franco Sopranzi

Il dottor Franco Sopranzi

Devo dire che questo reparto è nato prima di Macerata, nel 1973, la prima struttura in provincia – ricorda Sopranzi – Ampliata e diretta dal 1981 dalla dottoressa Paola Vitali è sempre rimasta al quarto piano, ma con il tempo è diventata strutturalmente vecchia nonostante gli sforzi fatti. Non abbiamo cambiato la qualità del servizio, abbiamo solo cambiato il posto. I pazienti saranno al piano terreno, la dialisi deve stare lì. ci siamo riusciti dopo tanto lavoro, speriamo di averlo fatto bene».
«Papa Francesco ha detto nella sua lettera “Laudato Sii” che si confrontano nel mondo di oggi tre mentalità: quella dell’accumulo e della speculazione, quella dello spreco e quella del prendersi cura – dice il vescovo Nazzareno Marconi nel suo intervento –
Prendersi cura delle persone è il vero futuro e lo costruisce con speranza».

L'ex segretaria Marche e membro del consiglio nazionale della Aned, Marianna Lolli

L’ex segretaria Marche e membro del consiglio nazionale della Aned, Marianna Lolli

«Porto il saluto dei tanti marchigiani con problemi renali riuniti nell’associazione nazionale emodializzati dialisi e trapianto (Aned) – afferma l’ex segretaria Marche e membro del consiglio nazionale della Onlus, Marianna Lolli – Dieci anni fa constatammo la necessità di realizzare un nuovo reparto viste le troppe criticità rilevate. Dopo tutto questo tempo si giunge al termine di questo percorso virtuoso con grande gioia di tutti i pazienti che sono costretti dalla patologia a diventare frequentatori abituali dell’ospedale. Anche in un’occasione lieta bisogna ribadire che non bisogna tornare al passato specialmente se significa far pagare ai più deboli un presunto risparmio: per noi la dialisi è una famiglia, ringrazio il dottor Sopranzi e la sua equipe». Erano presenti il presidente della Provincia Antonio Pettinari, l’ex direttore Area Vasta 3 Pierluigi Gigliucci, il consigliere regionale Francesco Micucci della quarta commissione sanità, l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Macerata Narciso Ricotta e Francesco Comi che, salutato dal direttore Alessandro Maccioni, è stato invitato, visto che era presidente della commissione sanità all’epoca dei fatti, a portare la sua testimonianza.

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Francesco Comi

«Sono intervenuto come cittadino di Tolentino ed ex amministratore perché sono contento di condividere con gli operatori e i pazienti questo momento molto atteso dato che i rinvii, i problemi per appaltare l’opera e le difficoltà sono stati molteplici. E’ un appuntamento di cui Tolentino aveva bisogno perché il servizio si qualificava sul buon lavoro del personale e sulla pazienza delle famiglie e degli operatori, ma si trovava in condizioni non degne. Averlo realizzato in termini di eccellenza penso che sia il minimo che si poteva offrire a tutti».
«Quello che si respira in quella sala è quello che manca nell’istituzione, molto spesso distaccata – conclude il vice presidente dell’assemblea regionale, Marzia Malaigia – C’è collaborazione che dà a questo evento più positività. Sono orgogliosa di rappresentare la Regione, iniziative come queste danno speranza a chi bisogno».
La nuova struttura, di 16 posti letto, si trova al piano terra con ingresso indipendente, aspetto che, dal punto di vista organizzativo, è molto importante per i pazienti molto spesso defedati o trasportati in barella. E’ dotata di un nuovo impianto di trattamento e distribuzione dell’acqua biosmotizzata (trattata in modo da renderla idonea a venire a contatto o essere infusa nel sangue) con un anello di distribuzione in acciaio che potrà essere disinfettato chimicamente e sterilizzato con il vapore secco. Sono, inoltre, presenti letti bilancia ed apparecchiature per emodialisi tutti nuovi e di ultima generazione.

Il sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi, il dottor Franco Sopranzi e il vescovo Nazzareno Marconi

Il sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi, il dottor Franco Sopranzi e il vescovo Nazzareno Marconi

Alla struttura afferiscono attualmente 45 pazienti in trattamento emodialitico trisettimanale, 15 pazienti in trattamento dialitico peritoneale e 32 pazienti portatori di trapianto renale che effettuano i controlli ambulatoriali. Essa accoglie i pazienti provenienti da tutta la zona “interna” dell’area vasta sia del distretto sanitario di Macerata (ex Zt9) che del distretto sanitario di Camerino (ex Zt10). Tali pazienti vengono seguiti in rete con la struttura dell’ospedale di Macerata dove oltre al centro dialisi, sono presenti letti autonomi di degenza nefrologica per la diagnosi e il trattamento delle acuzie.

 

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Il vice presidente dell’assemblea regionale, Marzia Malaigia

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Il vescovo Nazzareno Marconi

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Pierluigi Gigliucci, ex direttore Area Vasta 3

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