Alluvione, Benevento città fantasma
Undici maceratesi accorrono in aiuto
I volontari della protezione civile di Belforte, Camporotondo, Cingoli, Civitanova e San Severino hanno risposto alla richiesta di sostegno. Il presidente della Regione Ceriscioli: "“Mettiamo a disposizione esperienza e capacità organizzativa"
Forze maceratesi a sostegno delle popolazioni campane sconvolte dalla catastrofica alluvione. Sono 11 i maceratesi volontari della protezione civile di Belforte, Camporotondo, Cingoli, Civitanova e San Severino sono a Benevento, divenuta una “città fantasma”, per aiutare la popolazione sconvolta da una tremenda ondata di maltempo (leggi l’articolo). Su ordine del dipartimento nazionale della protezione civile e su richiesta della regione Campania, garantiranno il supporto a chi, da giorni, sta operando in una situazione di vera emergenza in seguito all’esondazione di diversi fiumi provocata dalle precipitazioni che stanno colpendo dal 15 ottobre diverse zone della Campania.
54 volontari appartenenti alle organizzazioni nazionali Anpas, Misericordie, Ana, Cisom, Anai e Vab, e altri 54 tra volontari e funzionari della colonna mobile della Regione Marche, 35 di quella toscana e 30 di quella umbra sono arrivati in Campania. Con loro, volontari e tecnici portano oltre 90 mezzi, tra idrovore, idropulitrici, motopompe, elettropompe, pale meccaniche, fuoristrada, mezzi e automezzi di supporto alle attività. Allertati a notte fonda della necessità di partire, i volontari si sono ritrovati questa mattina alle 10 a Civitanova e sono giunti, scortati dalla polizia, al Coc piazzato allo stadio “Ciro Vigorito” di Benevento poco prima delle 17.
Solidarietà alle popolazioni colpite dall’alluvione è stata espressa dal presidente della Regione Luca Ceriscioli: “Mettiamo a disposizione l’esperienza e la capacità organizzativa del nostro sistema di protezione civile, secondo le indicazioni che verranno fornite, sul posto, dalle autorità competenti”.
Nel frattempo le venticinque associazioni di volontariato della regione Campania sono impegnate con 200 uomini e l’ausilio di mezzi speciali, lavorando con pale meccaniche, bob cat, moduli idrogeologici e macchine per il movimento terra. Altre criticità si sono registrate anche in altre zone della regione e, in particolare, in provincia di Napoli. La situazione più drammatica resta comunque quella di Benevento e dell’intera provincia Sannita. In molti hanno accolto l’appello del sindaco, Fausto Pepe, a lasciare le case nelle zone più a rischio. Chiuse ad oltranza anche le scuole e l’università del Sannio. Nella zona del Fortore disagi e comuni isolati, grossi danni subìti dalla rete viaria. Infatti, la viabilità provinciale è gravemente compromessa e la difficoltà nei collegamenti rende difficili anche i soccorsi. Manca l’energia elettrica e le comunicazioni telefoniche sono in alcuni comuni sono interrotte. Nel frattempo la procura della Repubblica di Benevento ha aperto un’inchiesta ipotizzando, contro ignoti, il reato di inondazione colposa.”Stiamo finendo le scorte di viveri per gli alluvionati – si legge nell’appello della Caritas – Ecco quali sono i viveri di cui più si necessita allo stato attuale: acqua, pale carriole, pane, biscotti, uova, merendine, marmellata o Nutella, affettati, cibo in scatola e anche prodotti per la pulizia della casa (scope, stracci, detersivi, sacchi dell’immondizia). Per informazioni: il numero 0824 – 315000.










Questa è L’Italia che mi piace 🙂
Bravi…Buon lavoro Angeli del Fango !!!!
Sono i volontari di Belforte, Camporotondo, Cingoli, Civitanova e San Severino. Non ci sono quelli di Macerata semplicemente perché la nostra città non ha un gruppo di volontari di protezione civile.
@ Mauro Angelo Blanchi
Eppure a Macerata, nonostante non siano mai state fatte delle simulazioni, abbiamo anche noi un bel protocollo per la Protezione in ambito comunale…
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Un protocollo -dicono i bene informati- poco aggiornato, ma pur sempre un protocollo.
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Certo che se mancano i volontari hanno ragione su a Palazzo: che aggiorniamo a fare il Piano di Protezione se tanto NON c’è NESSUNO che poi possa diventare operativo in caso di calamità???