Agricoltori marchigiani al Brennero
contro il cibo contraffatto

Il presidente di Coldiretti Marche, Tommaso Di Sante: "Fermare la speculazione sui prodotti favorita dalla mancanza di trasparenza"

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Agricoltori manifestano al Brennero

Agricoltori manifestano al Brennero

Nel 2015 è aumentato del 17 per cento il valore delle importazioni nelle Marche di cibo straniero, pronto per essere spacciato per locale grazie alla mancanza dell’etichetta d’origine, mentre le imprese agricole chiudono i battenti. A denunciarlo è la Coldiretti regionale con gli agricoltori marchigiani al Brennero che assieme a migliaia di colleghi provenienti da tutte le regioni hanno fermato i tir provenienti dall’estero per scoprire le schifezze che ogni giorno oltrepassano i confini del nostro Paese. «Contiene materie prime straniere circa un terzo (33 per cento) della produzione complessiva dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati con il marchio Made in Italy, all’insaputa dei consumatori e a danno delle aziende agricole – accusa il presidente di Coldiretti Marche, Tommaso Di Sante -. Occorre dunque fermare chi fa affari sulle spalle degli agricoltori e dei consumatori con le speculazioni sui prodotti favorite dalla mancanza di trasparenza sulla reale origine e sulle caratteristiche degli alimenti, che stanno provocando l’abbandono delle campagne». Dall’inizio della crisi ad oggi sono scomparse 6.300 impresa agricola marchigiane, con conseguenze devastanti sull’economia e sull’occupazione e sull’immagine ma anche sulla sicurezza alimentare ed ambientale dei cittadini. La chiusura di un’azienda significa, infatti, maggiori rischi sulla qualità degli alimenti che si portano a tavola e minor presidio del territorio, lasciato all’incuria e alla cementificazione.

Alla frontiera del Brennero è arrivato anche il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina reduce dal Consiglio dei Ministri dell’agricoltura a Bruxelles dove sono state varate importanti misure di sostegno all’agricoltura. A dare aiuto agli agricoltori del Nord sono giunti rinforzi dalla Sicilia, Sardegna, Marche, Umbria, Lazio, Puglia, Basilicata e Calabria. Sono migliaia gli agricoltori della Coldiretti presenti con trattori, bandiere e manifesti che stanno verificando i contenuti dei camion dove sono stati scoperti prodotti stranieri sfacciatamente spacciati per italiani.


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