di Walter Cortella
Ormai l’edizione 2015 della Disfida del pallone al bracciale può andare in archivio (leggi l’articolo). In attesa dello scontro finale, che per cause meteorologiche si è disputato lunedì anziché domenica, nel museo archeologico è stata organizzata un’accattivante performance nel corso della quale giovani elementi locali hanno dato vita a personaggi dell’antichità che fanno parte, in qualche modo, della storia di Treia, le cui origini risalgono, com’è noto, al tempo della Città Eterna. Nella sezione dedicata a quel periodo, Emiliano Lombi e i «figli» Leonardo Piermattei e Davide Gismondi hanno simpaticamente interpretato una famiglia di centurioni dell’antica Roma, mentre Emy Mogetta, della Pro Loco, illustrava ai presenti gli interessanti reperti di epoca romana ritrovati negli scavi effettuati vicino al Ss. Crocifisso, coadiuvata, dal grande erudito treiese Fortunato Benigni, filosofo, teologo, giureconsulto, autore del loro ritrovamento, per l’occasione guida d’eccezione.
Il ruolo dell’abate treiese (1756-1831) è stato interpretato da Alessandro Melchiorri, che ha avuto modo di interagire cordialmente con i numerosi visitatori. Nella sezione dedicata ai reperti di arte egizia, anch’essi provenienti dalla stessa area archeologica, le giovanissime Sara Angeletti e Rachele Gennaro hanno fatto gli onori di casa indossando i panni della dea Iside e della sorella Nefti, dinanzi al busto marmoreo del dio Serapide e sotto le due statue acefale di nera diorite. L’iniziativa, denominata «Il Museo vive!», fa parte di un vero e proprio percorso turistico ed è stato curato dall’assessore alla Cultura Edi Castellani con la regia di Victor Carlo Vitale. Grazie ad essa, il museo diventa un centro propulsore di iniziative culturali, capaci di attrarre un pubblico sempre crescente e decisamente più partecipe. Dopo questa prima parte, i visitatori hanno raggiunto il palazzo del Comune dove una nuova perfomance teatrale li ha introdotti nel mondo del pallone al bracciale. A far gli onori di casa ancora Emy Mogetta che ha illustrato ai presenti le numerose opere pittoriche che arricchiscono le ricche sale della Pinacoteca Comunale, nella quale fa bella mostra di sé il gigantesco dipinto di Agostino Bonisoli che immortala la fase finale del processo celebrato in Marocco e che costò la vita a cinque giovani frati francescani.
Nel corso della visita, grazie alla magia del teatro, si sono materializzati importanti personaggi della storia, a cominciare da papa Pio IX, interpretato ancora da Emiliano Lombi, sotto il cui pontificato fu riabilitato il nostro «carbonaro» Carlo Didimi, reo di aver condiviso il pensiero rivoluzionario di Giuseppe Mazzini. La figura del grande «pallonista» treiese, molto ammirato dai suoi contemporanei dell’800, è stata in qualche modo rievocata con un garbato gossip da due eleganti nobildonne dell’epoca, interpretate da Cristina Cippitelli e Lucia Farroni. Ma non poteva certo mancare, in questa fantastica galleria di personaggi marchigiani, il grande Giacomo Leopardi. Il poeta recanatese non interviene direttamente nella rievocazione. Il suo spirito aleggia nell’aria, mentre i versi immortali della canzone “A un vincitore del pallone”, composta nel 1821 in onore del Didimi, risuonano nella Sala Consiliare, impreziosita dai numerosi stemmi delle più famose e nobili famiglie treiesi. A declamarli è lo stesso campione treiese, nella caratteristica tenuta sportiva dell’epoca, impersonato da Alessandro Melchiorri. Intanto, Ilaria Silvestri, nei panni della scrittrice Dolores Prato (1892-1983), altra illustre figlia di Treia, osserva languidamente dalla finestra del Palazzo Comunale la bella piazza sottostante, immortalata nei suoi scritti. L’iniziativa, reiterata tre volte nel corso della settimana che ha preceduto la Disfida, ha raccolto lusinghieri consensi da parte dei numerosi visitatori. I percorsi turistici si ripeteranno in futuro, a partire già dal prossimo 4 ottobre, con una certa regolarità, anche a richiesta di gruppi di visitatori o di scolaresche, previa prenotazione presso la Pro Loco di Treia.
(Foto di Fabio Marchionne)
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