Unicam con il National Geographic
nel “deserto delle balene”

CAMERINO - La sezione di Geologia presenta domani (giovedì 18 giugno) i risultati di un progetto svolto in Perù

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Il gruppo dei ricercatori

Il gruppo dei ricercatori

La sezione di Geologia dell’università di Camerino organizza per giovedì 18 giugno il workshop di presentazione dei risultati del progetto “Il Lagertstatte della Formazione Pisco in Perù”. I geologi della Scuola di Scienze e Tecnologie dell’università di Camerino, coordinati dal prof. Claudio Di Celma, ed i ricercatori delle Università di Pisa e Milano-Bicocca e dei musei di Rotterdam, Bruxelles, Parigi e Lima stanno infatti collaborando per seguire un importante progetto multidisciplinare in ambito geologico-paleontologico nel Perù meridionale. Lo scopo della ricerca è quello di studiare l’evoluzione dei principali gruppi di vertebrati marini dell’era cenozoica in una zona remota del deserto costiero del Perù nota col come di “deserto delle balene”. Il progetto, che negli ultimi anni ha portato a importanti scoperte e pubblicazioni scientifiche a livello internazionale, è sostenuto dal Miur (Prin) e dal prestigioso Committee for Research and Exploration del National Geographic. Nel corso del workshop, che si terrà presso il Polo di Geologia di Unicam con inizio alle ore 9.30, saranno illustrati i risultati conseguiti in questo primo anno di ricerche

«La cosa più emozionante – racconta il prof. Claudio Di Celma – è stato scoprire ogni giorno decine di reperti paleontologici molto rari, per lo più costituiti da scheletri completi di balene e delfini, nonché uccelli, tartarughe marine, squali, foche e coccodrilli. Tutti questi animali popolavano le acque di questo antico mare insieme all’unico esemplare mai rinvenuto di leviatano (Liviatan melvillei), un feroce predatore antenato del capodoglio che impiegava le più grandi fauci che un mammifero abbia mai spalancato e suoi enormi denti per afferrare e divorare le balene di cui si nutriva». La terza campagna di ricerca in meno di un anno si è appena conclusa ma il team è già in piena attività per programmare la prossima e per scoprire tutti i segreti dell’ambiente di vita del leviatano e ricostruire gli eventi della storia geologica del Pacifico orientale tra i 9 e i 7 milioni di anni fa.

Claudio Di Celma

Claudio Di Celma

«Questi studi, – continua Di Celma – oltre a consentire la pianificazione di azioni orientate alla salvaguardia e alla gestione di questo immenso patrimonio naturale, forniranno anche conoscenze importanti sulle cause che hanno permesso la formazione del più importante giacimento al mondo di vertebrati marini fossili, sulla circolazione oceanica del nostro pianeta durante il Miocene e sulla sua profonda influenza sul sistema climatico globale. Conoscere come era la vita sulla Terra milioni di anni fa e la storia delle rocce che ne conservano le tracce ci permetterà quindi di meglio comprendere i cambiamenti climatici globali in atto e il loro impatto sugli ecosistemi marini. Comprendere il passato è ancora una volta una chiave di lettura per il futuro»”.


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