Maceratese, mister Magi teme il Fano
“Ha un calendario più facile”

SOMMA ALGEBRICA - Il tecnico biancorosso vede il bicchiere mezzo pieno dopo il pari con il Chieti. Giovedì si torna in campo per il derby con il Matelica
- caricamento letture
Enrico Maria Scattolini

Enrico Maria Scattolini

 

di Enrico Maria Scattolini

LA SOLITA STORIA DEL BICCHIERE “Mezzo pieno” per Magi, entrato in sala stampa ancora commosso per il gratificante encomio ricevuto, insieme ai suoi ragazzi (+), dagli spettatori dell’Helvia Recina allo stop di Maceratese-Chieti (leggi l’articolo). Alle mie perplessità, il mister ha precisato: ”Io sono sempre contento quando la mia squadra gioca bene, con orgoglio e cuore, ed ottiene l’applauso della tifoseria..”. “Intanto però il Fano si sta avvicinando: comprensibile dopo Campobasso, meno contro il Chieti in casa.” “Tutti sapevamo e sappiamo che la formazione di Alessandrini ha un calendario più facile. Se è così brava da vincere sempre…Bisogna prendere atto delle sue qualità..Io dico che lotteremo sino in fondo.” Ok! Però se il traguardo della Maceratese è l’arcimeritato successo finale, è sicuramente più importante anteporre la concretezza al senso estetico.

Il calendario delle prossime partite

Il calendario delle prossime partite

La grinta di mister Magi

La grinta di mister Magi

LE ULTIME DUE PARTITE HANNO DIMEZZATO il residuo vantaggio sull’immediata inseguitrice (-). Però ancora sufficiente a sei turni dalla sospirata promozione.

MA CHE INDUBBIAMENTE propone un finale thrilling (-), al contrario di quanto si poteva ragionevolmente prevedere alla vigilia dell’incontro di ieri pomeriggio all’Helvia Recina.

DIREI ADDIRITTURA SINO AD UN ATTIMO PRIMA dell’errore di Kouko dal dischetto degli undici metri (-). Drammatizzato, cinque minuti più tardi, dal piattone sul fondo di Bartolini, calciato da posizione ideale per riportare in vantaggio la benamata.

ESSENDO STATA SINO AD ALLORA FAVOREVOLE ai biancorossi l’inerzia dell’incontro (+). Per le numerose occasioni da rete che hanno punteggiato l’intero incontro, massime quelle clamorose del primo quarto d’ora della ripresa.

PUR SE NON ERANO MANCATI campanelli d’allarme (-). Nelle circostanze della spettacolare deviazione in calcio d’angolo di Saitta sulla conclusione di Orlandi indirizzata all’incrocio dei pali della porta maceratese, al pronti/via; e del rigore di Esposito, ribattuto dal portierino siciliano in grande spolvero.

Il rigore parato da Saitta ad Esposito

Il rigore parato da Saitta ad Esposito

E PUR SE L’ECCESSIVA PRODIGALITA’ dei padroni di casa (-) era stata nel frattempo punita dal pareggio di Broso. Ineluttabile applicazione della più nota (ahimè!) legge del calcio che non perdona la perseveranza negli sbagli..

ALEGGIAVA DUNQUE LA SENSAZIONE (+) che, prima o poi, le cose si sarebbero aggiustate e che i padroni di casa sarebbero riusciti a schiodare il risultato, indirizzandolo verso il successo. Prezioso per le situazioni che stavano maturandosi sui campi d’impegno dei competitors: scontato ma perentorio il vantaggio del Fano sull’arrendevole Fermana (doppietta del solito Sivilla); invece sorprendente (e benaugurante per la Maceratese, in prossimità ormai dello scontro diretto con i rossoblù al “Riviera delle Palme”) lo svantaggio casalingo della Sambenedettese con la Vis Pesaro.

GIUSTAPPUNTO COME SAREBBE ACCADUTO (+) se Kouko e Bartolini, ma soprattutto il primo, ovviamente, avessero carpito l’attimo fuggente.

La tifoseria della Maceratese nella gara interna con il Chieti

La tifoseria della Maceratese nella gara interna con il Chieti

MACERATESE SPENTA (-), da lì sino alla fine. Nonostante la supremazia numerica a causa dell’espulsione del difensore abruzzese Di Pietro.

COMPRENSIBILMENTE AMMOSCIATA (-), innanzitutto sul piano psicologico, per la consapevolezza di aver fallito un obiettivo importante nonostante l’habitat propizio, e poi perché stanca nei suoi giocatori cardine per la gran fatica inutilmente profusa e sofferta.

HA FATTO BENE IL GRAN PUBBLICO (FINALMENTE!) DELL’HELVIA RECINA ad applaudirla. Coralmente, dalla gradinata, alla curva ed alla tribuna (+). Perfino toccante, per chi ha il cuore che pulsa biancorosso.

E MERITATAMENTE, perché i biancorossi hanno dato il massimo (+) contro un avversario fra i più in forma del girone come l’attuale Chieti. Che ha giocato aperto, sfruttando la serenità dell’ormai conclamata allocazione in zona play-off; che ha spesso utilizzato un uomo in più a centrocampo per alzare il baricentro, nel contesto di una apprezzabile impianto di manovra; e che non ha mai concesso tranquillità ai padroni di casa, al netto del primo quarto d’ora del secondo tempo, allargando il raggio d’azione sulle fasce ,soprattutto per il contributo della catena mancina, pressante con le continue percussioni dell’under Giron e l’inventiva dell’esperto (temutissimo) o Esposito.

Il dirigente della Maceratese Giulio Spadoni

Il dirigente della Maceratese Giulio Spadoni

MA SOLO IN PARTE GLI ABRUZZESI sono riusciti a mascherare la strutturale debolezza della propria difesa (-). La Maceratese l’ha quindi aggredita, essendo questa la sola opportunità di gioco possibile. La scelta di Magi, per altro connaturata al DNA dei suoi giocatori, sarebbe stata sicuramente vincente (+) se non si fosse rarefatta dentro l’area ospite. Con gli errori, sovente al limite dell’incredibile, degli attaccanti (-).

CONSEGUENZA ANCHE della frenesia di un ritmo sostenutissimo, ma necessario, che sicuramente ha loro annebbiato le idee al momento topico (-).

TUTTAVIA L’UNICO MODO di mettere in difficoltà il Chieti era proprio quello di affrontarlo all’arma bianca. Come i biancorossi hanno fatto, guadagnandosi il plauso dei propri tifosi (+). Anche se, al tirare dei conti, la ricompensa è stata assai modesta.

FORSE SAREBBERO STATI OPPORTUNI UN PAIO DI ACCORGIMENTI. Il primo riguardo ad una maggiore attenzione (-) nel controllo di Giron, spalla di Esposito sin dalle battute iniziali della partita..Insieme hanno messo in mezzo Cordova, sulla sinistra del fronte di attacco teatino. Producendo, fra l’altro, l’assist del terzino al fromboliere nella circostanza del penalty abruzzese (poi annullato da Saitta), nonché la verticalizzazione e successivo traversone del terzino che hanno propiziato il pareggio di Broso.

Il capitano della Maceratese Alfredo Romano

Il capitano della Maceratese Alfredo Romano

IL SECONDO RELATIVO AL RIGORISTA DELLA MACERATESE. La designazione ufficiale di Kouko poteva essere corretta in favore di Romano – di seguito nella lista dei prescelti -, come accaduto in un precedente incontro all’Helvia Recina (+), dopo il doppio disastro di Fano. Era infatti evidente il nervosismo dell’ivoriano, che non aveva metabolizzato il ricordo della facile palla-gol divorata nelle battute iniziali della ripresa.

I DUE HANNO CONFABULATO prima dell’esecuzione della sentenza arbitrale, che aveva tutta l’aria di essere decisiva per i destini delle due contendenti. Si saranno sicuramente messi d’accordo (+). A mio parere, sarebbe stato però opportuno l’intervento diretto di Magi. Il quale, sicuramente consapevole dello stato emotivo di Kouko, avrebbe dovuto rovesciare la gerarchia. Affidando il tiro a …piedi più sicuri.

MI VIENE D’AGGIUNGERE UN’ALTRA CONSIDERAZIONE: esauritasi la spinta offensiva dei biancorossi senza frutti, perché Magi non è passato al 4-4-2 per irrobustire la zona degli intermedi, come (apprezzabilmente) fatto negli ultimi matches? Probabilmente non si sarebbe aperto il “buco” della retroguardia maceratese in cui si è infilato il suddetto Giron (-), con effetti devastanti per la medesima.

Il gol del vantaggio della Maceratese

Il gol del vantaggio della Maceratese

STA DI FATTO, IN OGNI CASO, che la Maceratese ha perduto la bellezza di quattro punti (oltre a quello in più indirettamente assegnato al Fano) in queste situazioni di assoluto vantaggio. Una differenza fra il potenziale ed il reale che avrebbe potuto già aggiudicare di fatto ai biancorossi il salto di categoria. E che invece sta alimentando le sempre più convinte speranze di rivalsa degli avversari diretti (-). Sivilla i gol non li sbaglia, a differenza di altri.

GIOVEDI’ A MATELICA. Meno male che arriva subito quest’appuntamento pre-pasquale (508 biglietti per i tifosi biancorossi). Puo permettere ai biancorossi di smaltire la rabbia di ieri attraverso il ritorno alla confidenza con il successo (-). A questo punto indispensabile, al di là del bel gioco! Ma ci sarà da soffrire perché la formazione del presidente Canil disputerà la partita della vita. Certi ricordi sono ancora freschi, al di là del campanile. E delle virtù degli ospitanti.

COME FARA’ IL CHIETI (+) a Fano, nel penultimo appuntamento della stagione ”Parola mia”. Donato Ronci dixit (allenatore teatino).

LA MACERATESE A MATELICA giocherà però con un uomo in più. Il proprio pubblico (+). E’ in ballo il prestigio sportivo di una città: del capoluogo di provincia, nello specifico. Peccato che i biglietti a disposizione degli ospiti siano soltanto poco più di cinquecento (-).

MOLTO PROBABILMENTE MANCHERA’ ROBERTO SENTIMENTI, ricoverato in ospedale nei giorni scorsi per un malore. Auguri di pronta guarigione da tutti i maceratesi e miei personali. Forza Roberto! Abbiamo tutti bisogno del tuo sentimento biancorosso e della tua professionalità (+).



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X