Rinviato a giudizio Giovanni Faggiolati,
accusato di evasione fiscale
MACERATA - Il noto imprenditore è sotto accusa perchè avrebbe dichiarato costi fittizi relativamente ad una sponsorizzazione ad una squadra di motocross per non pagare le tasse
di Gianluca Ginella
Rinviato a giudizio l’imprenditore Giovanni Faggiolati, è accusato di avere dichiarato, al fine di evadere le tasse, elementi passivi fittizi tra costi e Iva (in totale 96mila euro) attraverso fatture per sponsorizzazioni che sarebbero parzialmente inesistenti. Oltre a lui è stato rinviato a giudizio anche il legale rappresentante di una squadra di motocross, che avrebbe ricevuto le sponsorizzazioni, per aver consentito all’azienda di Faggiolati l’evasione delle tasse.
Il giudice Enrico Pannaggi del tribunale di Macerata questa mattina ha rinviato a giudizio il notissimo imprenditore Giovanni Faggiolati, titolare della Faggiolati Pumps azienda leader nel settore della produzione di elettropompe sommergibili. A Faggiolati il pm Stefania Ciccioli contesta di aver indicato, nella dichiarazione dei redditi per l’anno 2010, elementi passivi fittizi per 80mila euro di costi e 16mila euro di Iva. Questo al fine di evadere le imposte sui redditi e sul valore aggiunto, dice l’accusa. La cosa sarebbe avvenuta attraverso – prosegue l’accusa – fatture parzialmente oggettivamente inesistenti emesse da una società di motocross, la Asd Warm up racing di Recanati, per una sponsorizzazione.
Sotto accusa è finito anche il legale rappresentante della società, il 33enne Andrea Moschini. Gli viene contestato «al fine di consentire alla società Faggiolati pumps l’evasione su imposte, redditi e Iva» di aver emesso 8 fatture parzialmente oggettivamente inesistenti. Il processo che dovrà fare luce su queste accuse si aprirà il 12 novembre al tribunale di Macerata. Faggiolati è assistito dall’avvocato Renato Coltori, Moschini dal legale Riccardo Sacchi: «Ho scelto di non accedere a riti alternativi – dice Sacchi –perché un approfondimento istruttorio penetrante potrà di certo essere utile all’accertamento dei fatti e a fare emergere le ragioni del mio assistito».

