Rosetta approda all’università
Tutto sulla sonda “ghiotta” di comete
MISTERI DEL CIELO - Incontro al museo delle Scienze Unicam che si è collegato via Skype con i progettisti da Camerino

Il collegamento con Cesare Barbieri, progettista della sonda durante l’incontro di questo pomeriggio
di Monia Orazi
Rosetta, la prima sonda che ha svelato i misteri delle comete, approda a Camerino. E’ stata protagonista, oggi pomeriggio, dell’incontro al museo delle Scienze Unicam, con tutte le notizie sulle ultime sensazionali scoperte. Una su tutte quella più recente: la presenza di azoto molecolare sulla cometa, attorno al quale orbita, la 67P/Churyumov/Gerasimenko, cometa gioviale. Si tratta di un vero e proprio primato scientifico, già era nota la presenza di azoto sulle comete, specie nella chioma e nella coda, ma sinora era stato trovato con acido cianidrico e ammoniaca. L’aver scoperto molecole “solitarie” di azoto fornisce agli astronomi indizi preziosi su come è nato il nostro sistema solare, sulla possibile origine della vita e su quali fossero le sue condizioni all’inizio, visto che si pensa che la cometa 67P sia sia formata nella stessa epoca.
La scoperta è stata resa possibile proprio da Rosetta, quando tra il 17 ed il 23 ottobre si trovava a soli 10 km dal centro della cometa, tramite 138 misure raccolte da Rosina (Rosetta Orbiter Spectrometer cor Ion and Neutral Analysis). L’azoto è uno dei “mattoni” della vita, da tempo gli scienziati hanno avanzato l’ipotesi che la vita sulla Terra sia stata portata dalle comete, che conterrebbero le ammine, molecole antecedenti a quelle organiche di cui sono costituite le forme di vita. Nel corso dell’incontro “Rosetta cacciatrice di comete”, si è tenuto un collegamento via Skype con i progettisti della sonda, Alessandra Rotundi e Cesare Barbieri, che incanta astronomi e tanti appassionati dei misteri del cosmo. Tante le scoperte scientifiche permesse da questa missione partita dalla Terra dieci anni fa, con la sonda Rosetta che ormai si trova ad oltre 522 milioni di chilometri dal nostro pianeta con il segnale radio che impiega a raggiungere la Terra oltre 29 minuti, pronta a rivelare tutti i segreti della cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko, a cui si è avvicinata al punto massimo possibile, solò sei milioni di chilometri proprio il giorno di San Valentino, quasi come un bacio tra le stelle.
C’è attesa per l’avvicinamento massimo al Sole, previsto il 13 agosto prossimo, quando la sonda transiterà a 183 milioni di chilometri dall’astro, in orbita tra la Terra e Marte. La missione, che Unicam racconta in una mostra aperta sino al prossimo novembre allestita nel museo delle Scienze, di cui è stata inaugurata dopo l’incontro di oggi una nuova sezione allestita dall’Asi (Agenzia Spaziale Italiana), sarà operativa sino alla fine di quest’anno. La cometa avvicinandosi al Sole, offrirà uno spettacolo irripetibile, si potranno studiare gli effetti dell’astro sulla sua superficie, che sarà erosa dal calore, inoltre si formerà la chioma, una corona intorno al nucleo e addirittura due code, una azzurrina fatta di gas più chiari e l’altra fatta di polveri, molto suggestive e probabilmente visibili ad occhio nudo e ricche di informazioni utili per gli astronomi. Sarà possibile seguire tramite Rosetta le avventure della cometa sino alla fine di quest’anno, anche se secondo alcuni scienziati i pannelli solari di cui è dotata la sonda, permetteranno di seguirò fino a metà del 2016, quando poi andrà perduta per sempre, nel mistero dello spazio. L’avvicinamento al Sole permetterà di ricaricare le batterie del lander Philae, atterrato sulla cometa lo scorso novembre, e ora in “sonno”, che dovrebbe completare una serie di importanti esperimenti. Importantissimo il ruolo dell’Agenzia Spaziale Italiana, all’interno della missione Rosetta.
L’occhio elettronico che ha permesso di fotografare con 860 colori che coprono lo spettro luminoso, la cometa 67/P è Virtis (Visible and Infrared Mapping Spectrometer), di cui è responsabile Fabrizio Capaccioni, dell’Istituto di astrofisica e planetologia spaziali dell’Istituto nazionale di astrofisica, fornito dall’Asi e realizzato da un consorzio italo-franco-tedesco. Tra le ultime scoperte quella del ghiaccio su una regione pianeggiante del nucleo della cometa. L’appuntamento spaziale “Rosetta cacciatrice di comete”, è stato realizzato grazie alla collaborazione con l’Asi, l’Agenzia Spaziale Italiana. Sono intervenuti il prof. Flavio Corradini, rettore Unicam, la professoressa Maria Chiara Invernizzi, diirettore del sistema museale Unicam, Angelo Zinzi, responsabile dell’esplorazione del sistema solare presso l’Asi – Science Data Center, Maria Rosaria D’Antonio, dell’ufficio comunicazione e rapporti con il pubblico dell’Asi.
