Bulgari a Treia da Rakvoski
nella valle delle Rose

Il grupppo folk stasera in concerto al teatro comunale. E’ l’unica enclave cattolica nel cuore di questo Paese dell’est. Con la comunità treiese un gemellaggio ed una fitta rete di scambi e di solidarietà. Tra i doni il volume “Il ragazzo e l’altopiano” (Ilari editore) al vicesindaco Bojidaz Stzehin

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La festa con gli ospiti bulgari

di Maurizio Verdenelli

(foto di Giuseppe Isidori)

Un viaggio in pullman massacrante da Rakvoski, Bulgaria a Treia, Italia: 1.700 chilometri d’un fiato solo (anzi due notti ed un giorno) per partecipare al san Patrizio Festival e…beccarsi, appena scesi, il fischietto imperioso ed implacabile di don Giuseppe Branchesi, il parroco di Santa Maria in Selva e Chiesanuova, il loro grande ‘gancio’ marchigiano. Guidata, con mano ferma, dal vicesindaco Bojidaz Stzehin la delegazione della città immersa nella Valle delle Rose, per cui la Bulgaria va famosa in tutto il mondo, ad un paio di centinaia di chilometri dalla capitale Sofia, si esibirà stasera al teatro comunale treiese, in uno dei clou della celebrazioni che la cittàdina di Carlo Didimi dedica al patrono che ha a mezzadria con l’Irlanda. Una festa piena di avvenimenti, c’è da sottolineare, che tuttavia non ha rispolverato ancora  il premio ‘Treiese dell’Anno’ rimasto allo stesso don Branchesi nel maggio del 2011, presenti il Governatore Spacca e l’allora candidato alla presidenza della Provincia, Pettinari, ai tempi della loro amicizia e sodalizio politico ormai in frantumi.

san patrizio (3)Quaranta persone: “chi balla, chi canta, chi danza” dice don Rumen Stanev, il sacerdote cattolico che le accompagna la città ‘gemella’ di Treia: un’operazione portata avanti dall’allora vicesindaco Giovanni Soldini. La Valle delle Rose con al centro Rakovski, 19.000 abitanti, è un’enclave cristiano cattolica: “una realtà spesso difficile da portare avanti” fa don Branchesi che in Bulgaria è andato più volte. “Per noi invece le Marche sono una conoscenza nuovissima –dice padre Rumen- ma a Roma, in Vaticano la delegazione ci è andata almeno due, tre volte”.

Ospite del comitato parrocchiale di Santa Maria in Selva, gli ospiti bulgari si sono rifocillati gustando anche il tipico ‘calcone’ treiese, un dop marchigiano, insieme con il vicario diocesano don Gabriele Crucinalli prima di prendere alloggio nei locali del convento del SS.Crocifisso a San Lorenzo. Prima ancora una brevissima cerimonia con la consegna da parte di chi scrive  al vice sindaco Stzehin del volume ‘Il ragazzo e l’altopiano’ (Ilari editore) che racconta di un altro sindaco coraggioso. “Anche noi abbiamo un devastante terremoto che ha semidistrutto la nostra città –dice l’amministratore bulgare- anche se nel 1928 ma quel ricordo è ancora vivo nella nostra comunità”

san patrizio (4)Poi la delegazione si è spostata in serata ad Appignano per un primo spettacolo e poi ancora l’ospitalità della cooperativa Talea. E stasera il gran finale in teatro prima della ripartenza per la Valle delle Rose…”già ma là non son tutte rose” dice ancora il parroco che da anni ha saputo creare una rete di aiuti e solidarietà tra la ricca cittadina marchigiana e Rakovski.

 

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