I Cancelli scomparsi di Porta Garibaldi

MACERATA - Furono smontati per l'ultima volta negli anni '60 per agevolare la costruzione del sottopassaggio. I laterali, mai ritrovati, sono stati sostituiti con dei nuovi realizzati al costo di 480mila lire
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Il ricollocamento dei Cancelli in piazza Garibaldi la scorsa settimana

Il ricollocamento dei Cancelli in piazza Garibaldi la scorsa settimana

di Mario Monachesi

I cancelli sono detti anche “Porta Romana” o “Porta Garibaldi”. Prima ancora “Porta San Salvatore” dalla chiesa omonima preesistente nell’area. Dal 1523 in questo luogo sorgeva un fortino a cuneo progettato da Cristoforo Resse e la “Porta Boncompagna” (1579) opera dell’architetto Pompeo Floriani eretta in onore di Gregorio XXIII. Il fortino venne demolito nel 1808, la vecchia porta riuscirà a resistere fino al 1857 allorché fu abbattuta in occasione della visita di Papa Pio IX. Le attuali palazzine furono costruite nel 1871 dall’ingegner Agostino Benedetti. Dieci anni dopo, nel 1881, il Comune fece montare una grande cancellata in ghisa realizzata dall’anconitano Rodolfo Buccolini, formata da due cancelli grandi, centrali, e due più piccoli, laterali. L’opera pesantissima, scorreva su due binari. Il giorno del posizionamento ci si accorge che essi, per il peso, non possono essere manovrati a mano ma hanno bisogno di un qualche accorgimento, se non di un marchingegno. Rimandata l’inaugurazione, un non meglio identificato signor Rossi propone con successo, dopo qualche giorno, di far scorrere i pesanti cancelli su due binari. Negli anni ’60, per agevolare la costruzione del sottopassaggio, i cancelli vengono smontati e riposti, momentaneamente, da qualche parte. Finiti i lavori e giunto il momento di rimontare il tutto… pare che mancassero all’appello i due cancelli più piccoli, quelli laterali. Per sostituirli ne vennero realizzati due nuovi, al costo di 480.000 lire, dalla fonderia Canullo. La gente si chiese: “Che fine hanno fatto quelli vecchi?” La fantasia popolare si scatenò. Addirittura si affermó: “Sono stati venduti negli anni ’20…” e altri replicarono: “Falso!” giurando di ricordarseli al loro posto prima dell’inizio dei lavori per il sottopasso. La conclusione è che quei cancelli non furono più ritrovati.



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