Morte del sindaco Gentilucci,
36enne rinviato a giudizio
PIEVE TORINA - Il dramma si consumò il 27 maggio di due anni fa. Imputato il conducente del fuoristrada contro cui si scontrò l'auto del primo cittadino
Rinviato a giudizio il 36enne accusato di aver causato la morte del sindaco Luigi Gentilucci. L’udienza preliminare si è svolta questa mattina al tribunale di Macerata, davanti al giudice Domenico Potetti.
Rinviato a giudizio Alessandro Binotti, il giovane di Caldarola che si trovava alla guida di un fuoristrada Mitsubishi L200 e che, dice l’accusa, dopo aver tagliato una curva si era scontrato frontalmente con l’auto del sindaco di Pieve Torina Luigi Gentilucci. Lo schianto era avvenuto, il 27 maggio del 2013, nel comune di Serrapetrona davanti alla cava Baroni. L’auto di Gentilucci venne completamente distrutta. Il sindaco, trasportato all’ospedale di Torrette, ad Ancona, morì alcune ore dopo lo schianto. Binotti è accusato di omicidio colposo dopo la perizia svolta dalla procura che però viene contrastata dalla difesa (Binotti è assistito dagli avvocati Corrado Zucconi Galli Fonseca e Roberto Bianchi) che sostiene che non vi furono comportamenti irregolari alla guida. Al processo si sono costituiti parte civile i tre figli di Gentilucci, Alessandro (sindaco di Pieve Torina), Matteo e Eleonora, che hanno avanzato una richiesta di risarcimento di un milione di euro cadauno, la moglie di Gentilucci e il fratello. Sono assistiti dagli avvocati Alessandro Scaloni, Jacopo Allegri e Matteo Melandri.
(Gian. Gin.)
