Tre assessori esterni e soglie elettorali
Accordo sullo statuto in Consiglio

REGIONE - Mediazione in seconda lettura sulle modifiche statutarie. Cambiano anche le soglie per il premio di maggioranza

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di Gabriele Censi

Non più sei (leggi l’articolo) ma saranno tre gli assessori nominati dal presidente fuori dal Consiglio regionale. E’ la mediazione che è stata raggiunta oggi in assemblea sulle proposte di modifica allo Statuto della Regione Marche. L’approvazione definitiva è avvenuta a larghissima maggioranza (si trattava della seconda lettura ma il provvedimento dovrà tornare di nuovo in aula in forza delle modifiche effettuate). Contrario solo il consigliere D’Anna, astenuto il gruppo di Centro Destra Marche -FdI. E’ stato raggiunto un accordo anche sulla sulla legge elettorale che sarà riformata in aula entro il 31 marzo. Il premio di maggioranza sarà assegnato alla coalizione che supererà una delle tre soglie stabilite: sopra al 34% saranno assegnati 16 seggi, sopra al 37% 17 seggi e sopra al 40% 18 seggi, escluso il presidente. Ricordiamo che il consiglio con la riduzione stabilita dalla spending review ha in totale 32 seggi.

Francesco Massi

Francesco Massi

Questo, sostanzialmente, quanto emerso dal dibattito in aula, successivo alle due relazioni introduttive dei consiglieri Paolo Perazzoli, per la maggioranza, e Francesco Massi, per la minoranza. Il coordinatore di Ncd si dichiara soddisfatto per l’accordo: “Eravamo stati accusati di inciuciare con il Pd ma oggi si dimostra che la nostra posizione moderata era la proposta più di equilibrio nel rispetto delle prerogative del consiglio e dell’esecutivo”.  Oltre alla possibilità concessa al presidente di scegliere gli assessori anche al di fuori del Consiglio nel numero massimo di tre la modifica statutaria prevede anche la riduzione delle Commissioni da sei a quattro. La futura legge elettorale, per il resto mantiene l’impianto complessivo, con il turno unico e la preferenza secca per il consigliere, e garantirebbe la presenza in Consiglio al competitor perdente.

Anche Marche 2020 si intesta il risultato: “Con senso di responsabilità – dice Paola Giorgi – nei confronti della comunità regionale, abbiamo ridotto i costi della politica con il dimezzamento degli assessori esterni da 6 a 3, ribaltando la modifica statutaria, voluta in prima lettura dal Pd. Questo è solo il primo passo:  Marche 2020  è determinata a fare di più non limitandosi solo a tale procedimento, ma continuerà la sua azione  di riduzione mirata e ponderata dei costi della politica. Grazie al nostro decisivo contributo si andrà anche a modificare la legge elettorale, rendendola consona e lontana dall’ illegittimità costituzionale, garantendo così la volontà dei cittadini elettori”.


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