Telese a Matelica: “Non mollate mai,
neanche al 94esimo”

Il conduttore di Matrix è stato accolto a palazzo Ottoni da una sala gremita in occasione del "Matelica Festival". Intervistato dal giornalista Pietro De Leo ha presentato il suo ultimo libro “Gioventù, amore e rabbia” dicendo: "Mattei è partito da qui. Quando qualcuno pensa in grande, il benessere dura per generazioni"

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Luca Telese intervistato da Pietro De Leo

di Monia Orazi

«La storia italiana è stata fatta dalle minoranze, che poi sono diventate popolo. Anche Enrico Mattei è partito da qui. Mattei compare nel capitolo in cui parlo del polo della chimica. Quando qualcuno pensa in grande, il benessere dura per generazioni». Sono le parole del giornalista Luca Telese, venerdì pomeriggio a Matelica per presentare il suo libro “Gioventù, amore e rabbia” e per dare un messaggio di speranza ai giovani, in un’Italia ancora immersa nel buio della crisi. L’evento, inserito all’interno di Matelica Festival, è stato voluto dal Comune, realizzato grazie all’intervento dell’imprenditrice Ilaria Bruzzechesse. Intervistato tra ritmo e provocazione dal giornalista Pietro De Leo, Telese non ha risparmiato aneddoti ed ironia, in un pomeriggio incalzante, con fiumi di parole e una verve inarrestabile che hanno catturato i tanti giovani presenti nella sala Boldrini di palazzo Ottoni. «Ho firmato il mio primo vero contratto dodici anni dopo aver iniziato a lavorare – esordisce il conduttore di Matrix – soltanto chi ha tenacia, passione ed idee, riesce a fare la differenza. In Italia nelle gerarchie prevale il cretino, che per sostituirlo sceglie uno più cretino di lui, finchè per sbaglio si sceglie qualcuno di più talentuoso che interrompe la catena disevolutiva».

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Sala Boldrini gremita per l’incontro con Telese

Il giornalista così spiega le pagine scritte nel saggio: «Il mio è un libro arrabbiato ed amaro, ma pieno di speranza. L’immagine che avevo dell’Italia in crisi è quella di un paese attraversato da due terremoti, il primo economico con la fine finanziaria, la rottura delle idee, di qualsiasi progetto. Il secondo è generazionale, con la prevalenza di chi invece di voler tramandare qualcosa alle nuove generazioni, pensa che la storia finisca con loro». Tra i motivi di speranza, per Telese, vi sono le elezioni in Grecia: «Sono contento di essere qui alla vigilia della giornata del voto in Grecia, che segna la battaglia campale, della terza guerra mondiale che si sta combattendo contro l’austerità. Ieri è stato sparato un supercannone contro la Germania, domenica toccherà a Tsipras o Marie Le Pen. Questa crisi è come una grande carestia che deve rompersi». Ecco l’arte italiana dell’arrangiarsi, nelle parole del giornalista: «In Italia c’è l’antieroismo che diviene eroe. Questo è un paese che tocca sempre il fondo, ma miracolosamente è sempre risorto. La Merkel è dell’idea che i paesi latini vadano puniti, perchè non hanno dentro la cultura del rigore. Abbiamo la mania di esserci venduti tutto, come la siderurgia in Umbria, i tedeschi prima hanno depredato».

telese 3Nonostante il panorama desolante, ci sono elementi positivi su cui riflettere: «In questo circolo occorre dare speranza – sostiene Telese – la giovinezza non è solo anagrafica, noi esportiamo braccia. Parlo di rabbia per la classe dirigente di bassissimo livello che ci sta lasciando per strada, un po’ di amore ci vuole per ricostruire le cose. Parlo nel libro dell’Italia che non si arrende e che vuole cambiare, gli esempi che racconto sono eroi omerici, persone senza riflettori che decidono comunque di fare qualcosa, come gli operai sardi di Porto Torres, che hanno trasformato lo sciopero in reality e l’Isola dei Cassintegrati ha fatto il giro del mondo. Mi piace chi fa il proprio dovere, anche se non ha un palcoscenico e non deve prendere la medaglietta». Episodi come “la casa a sua insaputa” dell’ex ministro Scajola o dell’abitazione a costo ridotto nei pressi del Colosseo per l’ex sottosegretario Patroni Griffi, la parentopoli della Sapienza a Roma con la famiglia Prati, sono raccontati da Telese con ironica lucidità, per evidenziare le aberrazioni del sistema della Casta, «anche se l’anticasta, ha prodotto più danni della casta». «Il mio lavoro è quello di essere un mediatore culturale, devo spiegare alla gente ciò che accade, cerco di raccontare ciò che vedo, questo è il paese che va combattuto – ha aggiunto Telese – non bisogna mollare mai, neanche dopo il 94esimo, se ce la fai a resistere, poi la luce riesci a vederla, se uno si impegna ce la fa, saltano le vecchie regole, siamo tra le macerie, si cercano tutti alibi per non applicare le regole». L’Italia è una nazione in cui non esiste mai una definizione netta per nulla, secondo il conduttore di Matrix: «In quel libro che è un capolavoro, ‘Se questo è un uomo’ di Primo Levi, si parla della categoria della zona grigia, dove la vittima diviene carnefice e viceversa, credo sia questa la descrizione per interpretare l’Italia, dove i cialtroni divengono seri e viceversa. Per questo mi piace raccontare storie, è la cosa più nobile del mio mestiere, un volto, un nome, vanno oltre le ideologie. La differenza tra chi ce la fa e no, la fa chi ragiona su ciò che occorre ora».

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In prima fila il sindaco Alessandro Delpriori . Nell’uditorio anche molti giovani

Se il treno dei sogni non arriva, occorre arrangiarsi da soli: «Una lezione per la vita me l’ha data Piero Chiambretti, che è il totale contrario di ciò che si vede in tv, un torinese preciso, sabaudo e triste – spiega il conduttore – non posso stare ad aspettare un treno che non arriva. Aprì dapprima un negozio di articoli magici ma andò male. A San Salvario mise su un talk show sul marciapiede della strada, fu notato e approdò in televisione. Mai invidiare nessuno, occorre trovare curiosità nelle cose, ciò che è utile per noi, non si smette mai di imparare, questo fa la differenza in chi ce la fa. Siamo una generazione nata senza la capacità di contestare, andare all’estero non è la morte civile, la tecnologia ed il web ci permettono di avere una vetrina». Il pomeriggio si è aperto con il saluto del sindaco Alessandro Delpriori, del presidente del consiglio comunale Alessandro Casoni. Uno sguardo alla crisi e la voglia di ribaltare ciò che sembra inevitabile, sono emerse dalle parole dell’imprenditrice Ilaria Bruzzechesse: «Ho vissuto in Italia e all’estero, in Italia occorre attaccarsi alle cose con le unghie e con i denti, se si vuole arrivare da qualche parte. Ho molti amici partiti per l’estero, sono sfuggiti al precariato, erano mantenuti dalla famiglia. Alcuni sono tornati, ma sono dovuti ripartire. L’Italia è un posto per cui alla fine se ne esce fuori, ma la lotta tra generazioni, che prima non c’era, sta diventando forte. Chi ci vuole insegnare come si resiste, ha messo la mia generazione nella precarietà più totale, in questo paese in cui se si ammazzano tre persone si è più tutelati, che se si fa impresa. Loro non avrebbero resistito neanche un secondo, non possono insegnare a noi come si resiste»


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