Piano costa, passa il sì in Regione
L’Abat: “Ora il tavolo tecnico
e la posa degli scogli”
PORTO RECANATI - Passata la variante con 30 voti a favore e 2 contrari. Ubaldi-Montali distanti anche in aula. Gambelli del Masaya crollato il 30 dicembre: «Ora mi aspetto la cosa più importante , che il Comune inizi a dialogare con la Regione: fa male vedere il sindaco entrare in assemblea senza che nessuno la venga a salutare»
di Alessandro Trevisani
È passata oggi pomeriggio in consiglio regionale, con 30 voti a favore e 2 contrari, la variante al Piano regionale di difesa della costa che permette l’utilizzo di difese rigide per i comuni di Fano, Montemarciano, Porto Recanati, Potenza Picena, Civitanova e Fermo (mentre un altro voto riguarderà presto Porto Sant’Elpidio). Festeggiano gli operatori portorecanatesi presenti tra il pubblico. «Ora mi aspetto la cosa più importante – commenta Cristian Gambelli, gestore del Masaya, crollato in parte in mare il 30 dicembre scorso – che il Comune inizi a dialogare con la Regione: fa male vedere il sindaco Montali entrare in assemblea senza che nessuno la venga a salutare». La presenza della Montali era segnalata anche dal vicesindaco Lorenzo Riccetti, in aula con lei, con un post apparso su Facebook. «Con Sabrina Montali in consiglio regionale per il voto sulla variante al Piano di Gestione Integrata delle Aree Costiere», ha scritto Riccetti. Il commento di Gambelli: «Ma anche in questo caso non vicino a noi e togliendoci anche il saluto». Osservazione che non è stata raccolta dal vicesindaco, ma che insieme alla presenza dell’ex sindaco Rosalba Ubaldi, tra gli operatori, non mancherà di far discutere le parti politiche e i cittadini. Tornando alla giornata Claudio Pini, presidente di Abat, anche lui presente ad Ancona ha commentato: «Festeggiamo un risultato inseguito da mesi – ha detto – ma questo è solo un punto di partenza: ora vogliamo un tavolo tra l’assessore Giorgi, il sindaco Montali, il presidente Spacca e i tecnici, per capire bene chi deve fare e cosa. Sennò continuiamo col “tocca a te’ di questi ultimi mesi”.

L’ex sindaco Rosalba Ubaldi assiste al Consiglio Regionale seduta tra gli operatori di Porto Recanati
A Lido delle Nazioni lo stallo va avanti dal giugno 2014, da quando cioè la ditta appaltatrice per l’intervento di ripascimento, la Dicearco di Messina, si è rifiutata di scaricare sabbia, lamentando il mutato stato dei luoghi. Da allora è seguita una vicenda di accuse reciproche nella quale il Comune di Porto Recanati è intenzionato a chiudere con la ditta siciliana, rescindendo il contratto e indicendo un nuovo bando. Ma la variante cambia qualcosa tra le parti? E l’obiettivo di Abat qual è? «Far sì – ha risposto Pini – che sia Lido delle Nazioni che Scossicci (le zone più colpite dalle mareggiate in questi anni, ndr) siano messi in condizione di lavorare nella stagione entrante. Già domani la Giorgi e le Ferrovie saranno a Roma per discutere il da farsi: speriamo che Dicearco inizi i lavori, dopodiché si faccia una variante in corso d’opera, includendo la posa degli scogli. Del resto se entro il 1 giugno non si comincia con i lavori il ministero potrebbe togliere al Comune i soldi stanziati, e sarebbe un dramma».
Stessa musica la suona Gambelli: «Per Lido delle Nazioni mi aspetto un ripascimento protetto. I 4 milioni e 200 mila euro (stanziati da Roma nel 2010 e resi disponibili a dicembre 2013, ndr) non andranno persi se il Comune chiederà una modifica al progetto. Anche perché ora che è possibile mettere scogli è matematico che un’eventuale causa con il Comune la Dicearco la vincerà». Festeggia anche l’assessore alla Difesa della costa e del suolo Paola Giorgi, che ha commentato: «Oggi è davvero un giorno speciale, perché finalmente possiamo dare risposte puntuali a emergenze che stanno devastando tratti di costa di significativo valore ambientale e per l’economia balneare, con compromissione della stessa sicurezza degli insediamenti costieri interessati dai fenomeni di erosione marina».
Non è però stata ammessa all’ordine del giorno la mozione del consigliere forzista Enzo Marangoni, che chiedeva alla Regione di derogare al divieto dell’utilizzo di massi a protezione del litorale. Un tentativo di sbloccare la querelle tra i gestori di Lido delle Nazioni, che i massi li vorrebbero posare a loro spese, e il sindaco Montali, che non intende muovere una pietra senza l’avallo della Regione, la quale ha sempre privilegiato i sacchi di sabbia e rifiutato i blocchi di cemento, in quanto provocano «L’accentuazione dei fenomeni erosivi». «Dispiace il no alla proposta di Marangoni – ha commentato il vicesindaco Riccetti – del resto non è passata nemmeno quella di Ottavio Brini (anche lui FI, ndr) di istituire da subito un tavolo di confronto con Spacca, la Giorgi e il sindaco di Porto Recanati». Ma la variante che cosa cambia? «Nell’immediato – ha detto Riccetti – poco o nulla: vero che finalmente saranno permessi gli scogli, ma quanto a Lido delle Nazioni l’assessore Giorgi mette ancora tutto sulle spalle del nostro sindaco, dimenticando che i suoi tecnici e lo stesso Spacca invitano il Comune a risolvere il contratto con Dicearco, per un sostanziale inadempimento della ditta, pena lo stop al finanziamento». La sensazione è quella di aver fatto un passo avanti e due indietro, ma ne capiremo di più nelle prossime ore, dopo il viaggio a Roma della Giorgi e dei vertici delle Ferrovie.



Approvata la legge per la difesa della costa. Bocciata la proposta di nulla osta per difesa provvisoria. La linea legalitaria della Giunta Comunale di Porto Recanati trova conferma. Ora tutti al lavoro per la ricostruzione e la preparazione della nuova stagione balneare. E’ inutile andare alla ricerca della paternità di un atto dovuto alla collettività. Gli interessati sanno bene quale è stato l’iter del provvedimento e chi ha fatto che cosa. Non credo si possa cercare chi è più o meno amico dei balneari o addirittura chi è il nemico dei balneari. Facciamo parte tutti della stessa comunità e tutti dobbiamo rallegrarci di questo risultato. Alla Giunta Comunale l’onere della sollecita attuazione delle proprie competenze, all’opposizione un’attenta e costruttiva vigilanza. E soprattutto, quando si tratta di intervenire su argomenti di contenzioso tra amministrazione pubblica e privati, non si sparino soluzioni che, pur sembrando logiche, non sono applicabili a contenziosi nati per inosservanze contrattuali. Buon lavoro.