Stalking all’amante
“Ero esasperata, mi faceva paura”

SAN SEVERINO - Imputato un imprenditore settempedano che aveva avuto una relazione extraconiugale con una donna che poi avrebbe iniziato a perseguitare. Oggi è stata sentita nel corso di un processo che si sta svolgendo al tribunale di Macerata

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Tribunale Macerata (1)«Ero esasperata, avevo paura del mio ex» questa la testimonianza di una donna che è stata vittima per un paio di anni di presunti episodi di stalking da parte dell’uomo, un imprenditore settempedano 51enne, con cui aveva avuto una relazione in un periodo in cui l’uomo si stava separando dalla moglie. La donna nel corso del processo ha riferito in merito ad una lunga serie di reati che venivano contestati al suo ex in un processo che si sta svolgendo al tribunale di Macerata. la donna ha ricostruito il rapporto con l’uomo, di cui era stata l’amante, e ciò che è accaduto tra il 2008 e il 2010 periodo in cui sarebbero avvenuti i presunti episodi di stalking. Nel capo di imputazione si parla sia di numerose telefonate che l’uomo avrebbe fatto alla donna, che di sms dal contenuto minaccioso con frasi come: «Se non torni con me ti uccido e se non lo faccio oggi, lo farò domani» e «se non torni con me, io ne combino di tutti i colori, tanto non mi frega di andare in galera» e ancora «ho cercato di farti capire le mie ragioni, dato che non hai capito farò del male a te e a chi ti sta vicino. E poi telefonerò a tutte le persone che hai nella rubrica del telefono e racconterò le tue cose private e particolari intimi». L’uomo è anche accusato di aver rubato il cellulare della donna, strappandoglielo di mano. E, tra le altre contestazioni, è accusato di aver preso le chiavi dell’auto della donna (da qui l’accusa di violenza privata) e di averla costretta a salire sulla sua auto, percorrendo alcuni chilometri con lei (da qui la contestazione di sequestro di persona). L’imprenditore è difeso dall’avvocato Paolo Marchionni. «Neghiamo le contestazioni, dalla testimonianza della donna è emerso un rapporto complesso, era un doppio binario e non era una cosa unidirezionale». Al processo la donna si è costituita parte civile, assistita dall’avvocato Beatrice Magnalbò. Pm Stefano Lanari.

(Gian. Gin.)


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