Assenteismo, il parere di Americo Sbriccoli: “Il medico non c’entra”

L'INTERVENTO - Il presidente dell'Ordine spiega che è falso e ingiusto considerare il professionista correo della falsa certificazione medica. Una precisazione espressa dopo i vigili assenteisti di Roma. «Capita che il camice bianco abbia il sospetto che il certificato richiesto non corrisponda a una vera necessità, ma allo stesso tempo non può sottovalutare o sottrarsi dal farlo laddove il paziente insistentemente lamenti un fastidio o una malattia. Va considerato che se dovesse succedere qualcosa, poi le accuse ricadrebbero sul medico stesso»
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Il professore Americo Sbriccoli, presidente dell'ordine dei medici della provincia di Macerata

Il professore Americo Sbriccoli, presidente dell’ordine dei medici della provincia di Macerata

Assenteisti o malati veri. Non è cosa facile fare luce su questo tipo di situazioni di cui si è tanto discusso nelle ultime settimane a proposito del caso vigili urbani di Roma accusati di assenteismo. Il presidente dell’Ordine dei medici di Macerata, Americo Sbriccoli, interviene a fare chiarezza sulla responsabilità dei medici sui certificati presunti falsi.

«Spesso si considera il medico correo della falsa certificazione medica – spiega il presidente – questo è falso e ingiusto nei confronti della categoria. A fare notizia, ovviamente, è la massa dei certificati che sono stati scritti e i medici ovviamente non sono colpevoli di tutti. Un medico ne scrive un numero relativamente basso, due o tre al massimo. Certo – continua Sbriccoli – capita che il medico abbia il sospetto che il certificato richiesto non corrisponda a una vera necessità, ma allo stesso tempo non può sottovalutare o sottrarsi dal farlo laddove il paziente insistentemente lamenti un fastidio o una malattia. Va considerato che se dovesse succedere qualcosa, poi le accuse ricadrebbero sul medico stesso». Dunque il professore Sbriccoli suggerisce anche quale potrebbe essere una soluzione in proposito: «Responsabilizzare l’assenteista facendogli fare un’autocertificazione come accade in altri paesi europei. In questo modo è il paziente stesso a dover affermare il vero o il falso e non può coprirsi dietro alla figura del medico. Va detto – specifica Sbriccoli – che al tempo stesso se quest’ultimo fa più di un certificato nella stessa giornata sarà punito di conseguenza, in quanto sarebbero degli illeciti. I medici sono stanchi di essere considerati conniventi».



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