Approvato il bilancio di previsione 2015 della Regione
Spacca: "Ci troviamo davanti a tagli per 230 milioni, dal 2009 al 2013 è stato del 38%, questo bilancio si compone nell'unico modo possibile. Più di così non si poteva fare"
L’Assemblea legislativa delle Marche ha approvato il bilancio di previsione 2015 e pluriennale. L’atto è passato con 25 voti a favore, 13 contrari e due astenuti, i consiglieri di Ncd Francesco Massi, che si era astenuto anche sulla legge Finanziaria, e Mirco Carloni, che al momento della votazione sulla Finanziaria non era presente in aula.
GLI INTERVENTI DEI RELATORI RICCI (PD) E ZINNI (CDM-Fd’I AN). In apertura di seduta sono intervenuti in Aula i relatori del Bilancio di previsione Mirco Ricci (Pd) e Giovanni Zinni (CdM-Fd’I An). Il relatore di maggioranza Ricci ha definito il bilancio di quest’anno un “bilancio di emergenza che ha cercato di mettere in sicurezza i fondamentali, scongiurando l’esercizio provvisorio”, nonostante il taglio di 230 milioni. Riconosce la “sofferenza netta di alcuni capitoli, prima di tutto il sociale e il trasporto pubblico”, settori per i quali si prevede una possibile integrazione a gennaio con una “variazione di bilancio per circa 30 milioni”. “Tutto questo senza intervenire su irap e tiket sanitari – ha concluso Ricci – confermando la scelta fatta da tempo di non aumentare la fiscalità”. Il relatore di opposizione Giovanni Zinni (CdM-Fd’I AN) ha parlato di “quadro desolante”, sostenendo che “il Presidente del Consiglio Renzi sta uccidendo le regioni e le province, senza un percorso di riforma costituzionale”. Zinni ha annunciato che il suo gruppo consiliare non intende fare ostruzionismo “per evitare il disagio di un esercizio provvisorio”, ma descrive il bilancio come “una serie di punti interrogativi”. “Non possiamo permetterci di azzerare la nostra capacità di risposta alla domanda interna” – ha concluso Zinni.
LA RELAZIONE DELL’ASSESSORE AL BILANCIO MARCOLINI. L’assessore regionale al bilancio Pietro Marcolini ha preso la parola in Aula dopo le relazioni di apertura dei consiglieri regionali Ricci e Zinni. Il bilancio si attesta sui 4,8 miliardi di euro, con tagli rilevanti sia in entrata che in spesa. Marcolini ha spiegato che le ultime manovre di finanza pubblica hanno previsto tagli per circa 173 milioni. “La struttura complessiva della manovra di bilancio pone a carico della spesa sanitaria una parte rilevante dei tagli governativi – ha detto Marcolini – approfittando in modo sostanziale delle premialità che la Regione aveva ottenuto in sede di riparto del Fondo sanitario nazionale per le annualità 2012, 2013 e 2014, ed a carico della spesa extra sanitaria la restante parte, mantenendo d’altra parte inalterato il finanziamento sanitario 2014 e l’integrale rispetto dei livelli essenziali di assistenza”. La manovra di bilancio 2015, sintetizza l’assessore, è stata “fortemente condizionata sia dall’applicazione dei principi e dal rispetto dei vincoli imposti dalla riforma contabile, sia dal contesto economico finanziario regionale e nazionale che ha ridotto drasticamente le risorse disponibili”. “E’ un bilancio di fine legislatura che avremmo potuto chiudere con un tratto di penna in esercizio provvisorio, affidando a chi sarebbe venuto dopo di noi la responsabilità di fare scelte difficili – ha concluso l’assessore – Abbiamo scelto la strada del confronto, della corresponsabilità e della codecisione, per individuare un criterio equitativo nella nuova allocazione delle risorse. Siamo a una partita aperta che vedrà la fase conclusiva tra la fine di gennaio e i primi di febbraio”.
IL DIBATTITO. Il consigliere regionale Raffaele Bucciarelli ha aperto la serie di interventi in aula sul bilancio di previsione. Bucciarelli (Federazione della sinistra) ha espresso sul documento di previsione economica “un giudizio politico pessimo”. “A gennaio – ha sostenuto – le misure una-tantum non daranno garanzie. Non era il caso in una situazione drammatica come questa di prevedere qualche misura minima nelle entrate, soprattutto per garantire maggiori servizi sociali?”. Di seguito è intervenuto il consigliere regionale Erminio Marinelli (Per le Marche) che ha criticato soprattuto la gestione della sanità, “la più grande azienda delle Marche controllata dal Pd”, e il mancato sviluppo dell’Aeroporto regionale Sanzio. Il capogruppo FI-Pdl Umberto Trenta ha parlato di “un bilancio fallimentare” che ha dimenticato “il lavoro e le famiglie”. “Il bilancio poteva essere un’occasione per sostenere il welfare. Avete condizionato lo sviluppo degli ultimi 15 anni di questa regione. Non avete dato risposte alla piccola media impresa che era il tessuto vero del sistema economico marchigiano”. Il consigliere Massimo Binci (Sel) ha fortemente criticato i tagli lineari applicati dal Governo nazionale, “tagli che non sono compensati da investimenti, con politiche di bilancio volte a depauperare l’economia reale e i servizi ai cittadini”. “Magro, difficile, privo di quello che è necessario per il sociale” sono le espressioni utilizzate da Dino Latini (Liste civiche per l’Italia), presidente della II commissione, per definire il bilancio. “Bisogna cambiare modo di impostarlo – ha proseguito Latini – e sperare che la manovra di ripulitura dei residui che e’ in corso dia i frutti sperati”. Francesco Massi, capogruppo Pdl-Ncd,”sebbene non soddisfatto dal punto di vista politico”, riconosce che “tecnicamente è stato fatto il massimo, perchè oggi far quadrare i conti è un’opera ciclopica”. Critiche al governo nazionale e regionale sono state rivolte dal capogruppo CdM-Fd’I An Giulio Natali. “La Regione Marche propone un bilancio tutto lacrime e sangue addebitando ogni responsabilità ai tagli del Governo. Al di là del fatto che continua a buttare soldi nella Sanità, mantenendo illegittime rendite di posizione, la scusa del problema dei tagli dello Stato non regge politicamente perché la Giunta Regionale tutta, dal PD a Marche 2020, non ha in alcun modo contestato con la dovuta durezza il Renzi pensiero”. Luca Marconi (Udc) ha invitato ad una semplificazione amministrativa e territoriale, sostenendo che “l’omogeneità dei territori significa garanzia di governabilità” e ha anticipato il contenuto di un suo emendamento per l’unificazione dei concorsi a livello regionale. Attenzione sull’importanza di investire sulla prevenzione del dissesto idrogeologico è stata posta dal consigliere regionale Acacia Scarpetti (Idv). Ottavio Brini (FI) ha chiesto delucidazioni “sui criteri e sui metodi utilizzati in commissione bilancio nell’adozione degli emendamenti e nell’assegnazione di risorse”. Il consigliere regionale Valeriano Camela (Udc) ha condiviso il criterio annunciato dall’assessore Marcolini “di recuperare risorse puntando sull’eliminazione delle duplicazioni e delle sovrapposizioni procedurali e burocratiche”. Infine la consigliera regionale Elisabetta Foschi (FI-Pdl) ha posto l’accento sulla riforma delle province, tema citato in numerosi interventi che l’hanno preceduta, che ha generato “una situazione di confusione e di emergenza che costerà di più delle province stesse”. “Non sappiamo chi dal 1° gennaio assolverà alle funzioni svolte sinora da questi enti, dalla manutenzione delle strade, al riscaldamento delle scuole”. Sulla riforma delle province è intervenuto l’assessore agli enti pubblici Antonio Canzian. “Per quanto concerne l’attuale percorso, abbiamo già attivato l’Osservatorio al fine di verificare la situazione sul fronte delle risorse e del personale – ha detto Canzian – Con la legge di stabilità sono state introdotte due novità, rispetto alla questione tempo e sulla ridefinizione delle funzioni. Il 1° gennaio andrà definitivamente stabilito il contingente di personale necessario ed entro 31 dicembre 2015 il processo di mobilità andrà compiuto. Per il 13 gennaio è stato convocato il tavolo tecnico per stabilire quali sono le funzioni fondamentali spettanti alle Province e quelle da trasferire, invece, ai Comuni. Nel contempo, andrà fatta anche una ricognizione precisa anche sui circa 600 dipendenti che, circa un decennio fa, sono passati dalla Regione alle Province. Soltanto dopo questi passaggi avremo una fotografia veritiera della situazione, che ci permetterà di presentare la bozza per un’adeguata proposta di legge. Resta fermo il nostro impegno nell’ambito della Conferenza Stato – Regioni per quanto concerne le risorse che devono accompagnare questo percorso”.
LE CONCLUSIONI DEL PRESIDENTE SPACCA. Al termine del dibattito sul bilancio, è intervenuto in aula consiliare il presidente della Giunta regionale Gian Mario Spacca. “Dal 2009 al 2013 – ha ricordato – il taglio alle Regioni è stato del 38%, a cui si aggiunge il taglio drastico del 2014; il taglio alle Province è stato del 27%, ai Comuni del 14% nello stesso arco di tempo, il taglio alle amministrazioni centrali dello Stato del 12%”.”Ci troviamo davanti a un taglio di risorse inusitato – ha commentato Spacca – pari a 4 miliardi di euro, 230 milioni riguardano le Marche. La maggior parte delle regioni non sarà in grado di costruire il bilancio e dovrà aumentare al massimo la pressione fiscale”. Ricorrere all’esercizio provvisorio, secondo il Presidente dell’esecutivo, sarebbe stato “inopportuno per una regione che negli ultimi anni si è sempre distinta per una gestione virtuosa”. Spacca ha portato ad esempio la sanità. “Il nostro sistema – ha detto – è uno dei migliori in Italia. Le premialità ottenute ci consentono di compensare parzialmente i tagli, senza abbassare i livelli essenziali di assistenza, dove le Marche ormai sono immediatamente a ridosso di Emilia e Toscana”. Ha ricordato che la costruzione del bilancio è stata resa ancora più difficile dal trasferimento di competenze e personale delle Province alle Regioni, senza che lo Stato predisponesse le risorse necessarie allo svolgimento di tali funzioni. “Di fronte ad uno scenario di questo tipo – ha detto – il governo regionale non poteva che procedere come ha sempre fatto, con responsabilità, prudenza e concretezza, ricercando le soluzioni migliori per la comunità marchigiana. Il bilancio 2015 è stato costruito nel massimo rispetto possibile degli enti locali, ai quali in tre anni la Regione ha trasferito 290 milioni di euro di capacità di spesa affinché potessero conservare la propria operatività. La manovra, dunque, fa riferimento esclusivamente ai fondi europei, che ci consentiranno di utilizzare sul bilancio 2015, 314 milioni di euro. Si riesce in questo modo a mantenere invariate, e anzi ad aumentare leggermente, le risorse disponibili per la nostra comunità. Più di così – ha aggiunto – non si potrebbe fare. Ora la battaglia si sposta nuovamente nella Conferenza dei presidenti dove mi auguro di trovare la stessa nostra determinazione contro le mancanze della Legge di stabilità. Occorre coerenza tra quanto si dice a parole e quanto si fa. Questo vale per ogni livello di governo”. Spacca ha inoltre ricordato la penalizzazione delle Marche nel riparto del fondo per il trasporto pubblico locale, risultando la regione con la quota più bassa d’Italia, “con una differenza del 30% rispetto alla penultima regione”.




