Il «Gospodin» che non ti aspetti

MACERATA - Calorosi gli applausi finali del pubblico del Lauro Rossi

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Claudio-Santamaria

Claudio Santamaria

di Walter Cortella

E sì, perché il nome evoca un personaggio della letteratura russa dell’800, nato dalla penna di Do-stojevskij o Gogol, e invece ti ritrovi davanti un uomo del nostro tempo, tale Gennant Gospodin, creato soltanto quattro anni fa da Philipp Löhle, giovanissimo drammaturgo tedesco. Il testo di Löhle, al suo debutto in Italia, ha toccato nella sua tournée anche la nostra città e nel corso di due serate ha fatto registrare il pienone al «L. Rossi». Lo spettacolo, in forma di atto unico, porta la prestigiosa firma del regista Giorgio Barberio Corsetti che ha curato, insieme a Massimo Troncanetti, anche la scenografia. Il cast è composto da tre soli attori: Claudio Santamaria, che veste i panni di Gospodin, Valentina Picello e Marcello Prayer che interpretano, invece, tanti altri ruoli, compreso quello di voci narranti.
Chi è Gennant Gospodin, che in un misto di tedesco e serbo-croato significa «Chiamato Signore»? È un uomo semplice che si ribella al capitalismo, è un anti-eroe tragicomico che aspira a vivere, in una città che assomiglia tanto alle nostre, senza far ricorso al denaro col quale non vuole avere nulla a che fare, poiché avvelena da sempre l’esistenza dell’uomo, e in particolare dell’uomo contemporaneo. Segue una sua personale e anacronistica filosofia, basata su quattro principi: la partenza è da escludere, poiché sarebbe troppo facile lasciare il proprio paese; i soldi non devono essere necessari, quindi predica di vivere di baratti; ogni proprietà è da rifiutare: essere nullatenenti rende liberi. Infine, libertà significa non dover prendere decisioni. Di conseguenza la sua vita è impostata al massimo rigore spartano. Lascia che i tanti suoi amici gli portino via tutto ciò di cui dispone, tanto per lui ogni cosa è inutile. Non ha bisogno di nulla per vivere. Anche la sua donna, abbandonandolo, porta con sé i mobili e perfino il letto.

Valentina Picello

Valentina Picello

Gospodin mira a sostituire il denaro con il baratto: scambia ciò che ha con ciò di cui ha bisogno. L’unico bene del quale non si sarebbe mai privato era un lama col quale passeggiava, rimediando qualche spicciolo da benevoli passanti. Purtroppo Greenpeace glielo ha portato via con l’accusa di sfruttamento, per affidarlo forse ad uno zoo. E per questo Gospodin odia quelli di Greenpeace. Poi un amico occasionale gli affida una valigetta piena di denaro di dubbia provenienza che tutti vogliono, tranne lui poiché non sa cosa farsene. Ma ciò non gli impedirà di andare a finire in galera, dove finalmente troverà la massima espressione della libertà, quella di non dover prendere decisioni. La prigione è per lui il luogo della felicità, dove non circola denaro e la giornata è scandita dai tre pasti regolari, il luogo dove vorrebbe rimanere per sempre. Riuscirà a perseguire questo obiettivo? Il finale è aperto ad ogni soluzione. «Gospodin è una pura invenzione poetica e paradossale. Gospodin siamo noi, quando vorremmo mollare tutto e vivere in pace, senza il condizionamento, la pressione del guadagno. Gospodin è comico, è tragico, è adesso…..», così lo presenta il regista Giorgio Barberio Corsetti nel programma di sala. Intorno al povero Gospodin ruotano tanti «borghesucci», dal rigattiere che si arrabatta nel suo negozio di cianfrusaglie cercando di arrivare alla fine del mese al giornalaio che vuole offrirgli un lavoro, dalla poliziotta al trafficante/faccendiere, dall’amica Silvia alla stessa Annette, la sua compagna, che insegna in una scuola con la speranza di costruirsi un futuro migliore.

Valentina Picello e Claudio Santamaria

Valentina Picello e Claudio Santamaria

Tutti personaggi comici, strampalati o idealisti, interpretati con grande personalità dal duo Picello-Prayer, in un tourbillon di brevi scene dialogate, nelle quali interagiscono con intriganti e originali contributi video, realizzati con tecniche varie e di grande impatto sullo spettatore da Lorenzo Bruno, Alessandra Solimene e Igor Renzetti. Coinvolgenti e numerosi i brani musicali composti appositamente da Gianfranco Tedeschi e Stefano Cogolo. I tre interpreti sono stati molto bravi nel dare spessore psicologico ai rispettivi personaggi. Molto dinamica e vigorosa, in particolare, la performance di Claudio Santamaria, un attore dalla solida preparazione artistica, molto apprezzato peraltro al cinema e in tv. Spettacolo interessante, ben accolto dal pubblico maceratese questo Gospodin di Barberio Corsetti che lascia lo spettatore alle prese con un bel dilemma: è più coraggioso colui che sceglie il rifiuto e fugge la realtà o colui che preferisce adattarsi alla condizione per poter cambiare le cose dall’interno? Un quesito per il quale ognuno ha forse la sua risposta personale.

(Foto di scena di Olimpia Nigris Cosattini)

Marcello-Prayer

Marcello Prayer

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