Scuola della scarpa fatta a mano,
il made in Marche per battere la crisi
MORROVALLE - Il corso presentato a Palazzo Lazzarini e finanziato dalla sezione Calzature di Confindustria Macerata con il supporto tecnico del calzaturificio Spernanzoni durerà fino a marzo

Gli allievi selezionati per la scuola della calzatura fatta a mano di Confindustria con i maestri Vittorio e Roby Spernanzoni
di Claudio Ricci
foto di Guido Picchio
Una scuola per la scarpa fatta a mano. Questo è il contributo della sezione calzature di Confindustria Macerata per formare 5 giovani allievi alla realizzazione di una calzatura interamente artigianale e superare la crisi, oggi dura anche per l’export, nel segno dei prodotti di qualità. Il corso avviato con il supporto del calzaturificio Spernanzoni e iniziato lo scorso 9 dicembre proseguirà fino a marzo attraverso 144 ore divise in 36 lezioni. I moduli, a carattere prevalentemente pratico, si svolgono all’interno di un laboratorio attrezzato con utensili necessari alla produzione di scarpe fatte a mano. Simone Di Donato, Matteo Pallotto, Maurizio Paoletti, Giulia Santarelli, Patrizio Budassi i provetti calzolai selezionati per la diretta dal maestro Olivo Melozzi.
Complesso e articolato il programma del corso che va dalla progettazione dei modelli, al taglio della tomaia passando per il montaggio e la giuntura fino alla solettatura a mano. Le finalità dell’attività formativa sarà rendere più competitivo il distretto calzaturiero locale, rafforzare le competenze distintive, promuovere e veicolare i valori del made in Italy e del made in Marche e acquisire competenze che stanno scomparendo e preziose per il comparto calzaturiero. Un settore quello della calzatura che con 10mila impiegati (il 10% degli occupati a livello nazionale del settore) rappresenta circa il 30 % dell’intera economia provinciale con più di 1 miliardo e 300 milioni di fatturato coperti per il 60% da una quota export.
«I dati del terzo trimestre 2014 confermano le dinamiche non positive emerse nel primo semestre – commenta in una nota Assocalzaturifici – La domanda si presenta decisamente debole in molti mercati a partire da quello interno che dopo le flessioni del 2012 e 2013 ha registrato nel 2014 un’ulteriore battuta d’arresto. Il buon andamento in America settentrionale non basta a compensare le pesanti perdite sui mercati di Russia – condizionato dalla crisi in Ucraina e dalla svalutazione del rublo e dal trend negativo in Giappone». «In un contesto come l’attuale occorre ridare ai giovani – ha detto Tonino Ciannavei, presidente della Sezione Calzature di Confindustria – la capacità di sognare, indispensabile per fare innovazione e per promuovere e veicolare i valori dell’eccellenza italiana, della qualità e del made in Italy apprezzati dal mercato mondiale».






