Un posto di lavoro ogni 33 turisti
La sfida di Confesercenti
MACERATA - Il rilancio dell'economia deve partire dalla promozione del territorio. Claudio Albonetti (Assoturismo): «Va ridotta la tassazione. Basta trattare le imprese come mucche da latte»
di Monia Orazi
Un matrimonio tra commercio e turismo per rilanciare l’economia del territorio maceratese ed offrire nuove prospettive di lavoro. E’ il tema discusso ieri pomeriggio nell’incontro organizzato da Confesercenti, l’ultimo della serie “Proposte per uscire dalla crisi”, tenutosi nella sala Guizzardi della Camera di Commercio. E una ricetta con buone prospettive economiche, l’ha proposta Claudio Albonetti, presidente di Assoturismo Confesercenti. «Uno studio Usa dice che ogni 33 turisti in più che arrivano – ha affermato Albonetti – si crea un nuovo posto di lavoro nel settore turistico . In questo campo l’apporto manuale è fondamentale, non può essere sostituito da macchine. E’ ora di smetterla di trattare le imprese come mucche da latte, il turismo è un settore che può resistere a testa alta sul mercato. Ma c’è una tassazione insostenibile, occorre dare fiducia agli imprenditori e lasciare loro del reddito ed il sistema ripartirà». Qualcosa dal punto di vista turistico si sta muovendo, commercialmente parlando, con il film su Leopardi che è una conferma di quanto si possa ottenere da questi due settori se viaggiano insieme (leggi l’articolo).
Sul commercio Albonetti ha concentrato la sua analisi, con la grande distribuzione che distrugge il piccolo commercio, che da sempre fa coppia con il turismo. Per il presidente di Assoturismo occorre rivedere anche la politica dei saldi che andrebbero concentrati nei periodi in cui c’è flusso turistico. «Noi abbiamo in mente un’altra strada di sviluppo – ha detto – puntiamo sui centri commerciali naturali per armonizzare l’operato del piccolo negozio di vicinato, offrendo servizi accessori a chi si avvicina a questa realtà di commercializzazione». Per Albonetti il prodotto locale per vendere qualsiasi cosa non è opportuno da utilizzare, ma commercio, turismo ed eventi devono procedere in sinergia, creando occasioni di socializzazione per la popolazione.
L’analisi del comparto turistico come obiettivo di politica economica è stata affrontata dal professor Claudio Socci, insegnante di Politica Economica per il territorio. Per il docente un’analisi corretta dell’impatto economico del turismo deve partire dalla domanda. E’ su questa che si deve incidere per creare valore. Nelle azioni turistiche, secondo Socci deve esserci anche un’azione di controllo, per valutare l’efficacia delle azioni poste in essere e correggere il tiro, evitando di sprecare risorse, che potrebbero essere riallocate in altri comparti.
Dai dati mostrati da Socci, per il fatturato complessivo turistico sono rilevanti le agenzie di viaggio ed i tour operator che vendono all’estero le zone turistiche locali, inoltre anche quando il turismo non è un obiettivo di politica economica, ma un semplice strumento per raggiungere altri fini, ha un effetto positivo e trainante per l’economia, rivelandosi un “moltiplicatore” di opportunità economiche.
Loredana Miconi ha presentato i risultati positivi del progetto “Noi Marche”, che mette insieme diversi comuni delle province di Fermo e Macerata, creando un network con produttori e associazioni, sono stati realizzati una serie di eventi come “Un mare di Vernaccia” sulle spiagge di Porto Sant’Elpidio, seminari per i ristoratori locali favorendo la distribuzione di prodotti tipici negli esercizi ricettivi e agrituristici della provincia. Innovazione, professionalità, intercettare i flussi turistici che mostrano maggiore interesse per le Marche, sono i suggerimenti di Loredana Miconi, insiema alla realizzazione di applicazioni multimediali, destagionalizzazione e continuità nell’offerta turistica. Olanda, Belgio, Austria, Repubblica Ceca, Polonia, Russia, Svezia, Regno Unito, Germania e Bulgaria sono i paesi europei dove i turisti sono maggiormente interessati alle Marche, mentre fuori continente i più interessati sono Stati Uniti e Cina.
La positiva esperienza di Tipicità, che da 23 anni promuove nel corso di una partecipata tre giorni a Fermo i prodotti tipici e le eccellenze artigiane delle Marche, è stata presentata da Angelo Serri, direttore dell’evento e docente di pubblicità e pubbliche relazioni per il territorio. Alcuni numeri: 83 eventi in tre giorni, 150 espositori, 15 mila visitatori, 1500 operatori specializzati e buyer, 150 giornalisti accreditati, un budget complessivo di 600 mila euro di cui soltanto il 29 per cento coperto da fondi pubblici, il resto privati. L’attività di Tipicità si è estesa tutto l’anno, suddivisa in un marchio ombrello per iniziative promozionali, fabbrica di contenuti e laboratorio di rete, che mette in contatto alcune realtà italiane, con il nuovissimo progetto “Piccole Italie”, ed ha una ricaduta diretta sul turismo con il Grand tour delle Marche, già partito ed indirizzato ai turisti europei.
Gli interventi sono stati coordinati da Daniela Perroni guida turistica. Su questa professione ha relazionato la guida di Urbino Carla Rossi, incentrando la relazione in una difesa della professione dell’abusivismo.
