“Data in pasto all’opinione pubblica
come fosse un’appestata”

CIVITANOVA - L'Anolf della Cisl si schiera in difesa della malata di malaria: "Tutta Italia ha parlato del sospetto caso di ebola, così si alimenta il razzismo"
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SamMy Kinoun dell'Anolf Cisl di Macerata

SamMy Kinoun dell’Anolf Cisl di Macerata

di Laura Boccanera

“Una malata data in pasto all’opinione pubblica come un’appestata”. Continua a far discutere la comunicazione e il protocollo per l’emergenza sanitaria adottato in occasione del sospetto caso di ebola, che solo dopo gli esami effettuati allo Spallanzani di Roma è risultato essere malaria (leggi l’articolo). 

L’Anolf, sigla del sindacato provinciale della Cisl commenta a qualche giorno di distanza l’allarme procurato, analizzando le dichiarazioni del sindaco Tommaso Corvatta che aveva definito il sistema sanitario e il tam tam mediatico una “canèa” (leggi l’articolo).

“Non possiamo non far sentire la nostra voce in difesa innanzitutto della dignità di un’ammalata data in pasto all’opinione pubblica come ‘appestata’ e contro a chi  non perde l’occasione di incolpare gli immigrati di tutti mali della società di oggi – ha detto Sammy Kunoun dell’Anolf Cisl – Senza alcun riscontro razionale si alimentano solo sospetti e si producono danni enormi nei confronti di persone che hanno il solo torto di essere stranieri. L’episodio richiama alla mente il periodo dell’influenza cinese, anche allora qualsiasi persona con gli occhi a mandorla che avesse fortuitamente starnutito veniva scansata e guardata con sguardo accusatorio. Oggi tocca agli africani, domani chissà. L’importante è prendersela sempre con i più deboli dimenticando che tra i vari giramondo ci sono anche molti italiani che hanno le stesse possibilità di tutti gli altri di contrarre una malattia contagiosa. Per non parlare poi dei molti europei dediti ad un certo turismo purtroppo ben noto in sperduti bar della Thailandia o del Sudamerica. Smettiamola allora di creare allarmismo, che va ad incrementare solo forme intollerabili di razzismo”.



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