La poesia sbanca
la Galleria Scipione

MACERATA - Pubblico numerosissimo e attento alla presentazione dei libri di Tartaglia e Marcucci

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Giacomo Alessandrini

di Giacomo Alessandrini

 

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da sin.: Enrico Marcucci, Filippo Davoli e Davide Tartaglia

C’erano circa 200 persone (tra cui l’assessore provinciale alla cultura Sport Bianchini), alla presentazione delle opere prime di Davide Tartaglia e Enrico Marcucci. Un pubblico numericamente inusuale, per una serata di poesia; per di più, un pubblico composto in larga maggioranza di giovani. Attirati dai quadri di Carlo Carrà (un altro “colpo gobbo”, dopo quello dei De Chirico della prima serata della Rassegna di Quid Culturae)? Incuriositi dall’interpretazione di Rodolfo Craia? O, insieme a tutto questo, più ancora di questo, convinti dalla bellezza di questi due libri, di cui – con la formula dell’intervista agli autori – Filippo Davoli ha parlato con toni di piena adesione, prima di passare alla lettura dei testi migliori in essi contenuti? Fatto sta che numerosi spettatori sono stati in piedi per tutta la serata, in attento e coinvolto silenzio.

A giudicare poi dai ringraziamenti finali, dalla forza degli applausi, ma anche dal numero di copie autografate dagli autori, verrebbe da credere che è nato un nuovo modo di parlare di poesia: con la serietà critica che una presentazione impone, ma anche con la levità e la naturalezza di chi propone: un approccio, una ricerca, tante ridiscussioni allo specchio, la fortuna di taluni incontri della vita, gli “amici della biblioteca” (i libri, secondo una felice definizione di Davide Tartaglia), il pudore ma anche la soddisfazione di vedere un figlio (sia pure di carta e inchiostro) nascere.

Lo stile di Davide Tartaglia – come ha sottolineato anche lo scrittore Guido Garufi intervenendo dal pubblico – è molto diverso da quello di Enrico Marcucci: il primo più classico, il secondo più espressionista. Il primo più legato alle vocali, quanto il secondo implicato nell’uso delle consonanti e delle fricative. Ma entrambi due libri belli e attendibili, onesti, editi rispettivamente da “L’Arcolaio” di Forlì e “Italic Pequod” di Ancona.

Commovente anche il ricordo di Remo Pagnanelli, che una volta di più si conferma voce cara alle nuove generazioni di scrittori, nelle parole del giovanissimo Enrico Marcucci, nato soltanto due anni prima della scomparsa del grande poeta e critico maceratese.

 

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il pubblico presente alla presentazione

La Rassegna continuerà giovedì prossimo, 17 luglio, sempre alle ore 21:30, con il cinema di due registi come Alessandro Valori e Matteo Gagliardi (presso il Cortile Municipale in caso di tempo buono, ancora alla Galleria Scipione in caso di maltempo).


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