Bambina all’ex suora:
“Troppi aspetti oscuri
e sofferenza per la piccola”

Il caso è stato affrontato nel corso del convegno “Adozione, affido: quale tutela?” organizzato da La Goccia e al quale hanno partecipato 150 persone. I relatori hanno affrontato il caso in maniera interdisciplinare concordando sulle modalità sbagliate
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Un momento del convegno

Un momento del convegno

All’Hotel Grassetti di Piediripa, si è tenuto il convegno “Adozione, affido: quale tutela?” a cui hanno partecipato oltre 150 persone, sala gremita e pubblico molto interessato a questo delicato argomento.
In qualità di ospite relatrice ha partecipato la dottoressa Lina Caraceni, che ha chiarito, da un punto di vista legale, le normative vigenti in materia di affido e adozione, mettendone in risalto punti di forza e criticità. A seguire è intervenuta l’avvocatessa Alessandra Perticarà, che ha sottolineato “l’abuso” che troppo spesso la legislazione italiana pratica relativamente allo strumento definito “Affido a rischio giuridico”.
«Per abuso si intende l’uso improprio che se ne fa applicandolo di consuetudine nella maggior parte dei casi e non, come prevede la legge, solo in quelle situazioni in cui l’abbandono è realmente contemplato. In questi casi infatti i giudici dei Tribunali per i minorenni sarebbero tenuti a rispettare rigorosamente i tempi stabiliti dalla legge, individuando la coppia ritenuta idonea per l’adozione e iniziando subito le pratiche relative a quello che viene definito “Affido pre- adottivo”, al fine di evitare spiacevoli situazioni, come quella che si sta verificando in questo momento nella provincia di Macerata, diventata ormai un fatto mediatico per l’interesse che suscita nelle coscienze della collettività. Al centro di questa questione infatti, ricordiamo che c’è una bambina di poco più di due anni, data in affido ad una coppia di Tolentino dopo l’ abbandono da parte della madre biologica, una ex suora che aveva deciso di avvalersi del diritto della segretezza del parto, ma che oggi è stata riaffidata alla genitrice da una sentenza della Cassazione sostenuta dalle lungaggini burocratiche e tecnicismi che non hanno tenuto in alcun conto l’interesse superiore del minore».
convegno goccia1A sostegno delle sopracitate teorie si è espresso Paolo Carassai, presidente dall’Associazione Onlus “La Goccia” con esempi pratici ed episodi di vita quotidiana che rispecchiano, di frequente, l’abuso di cui si è appena parlato. I suoi racconti, esposti con una terminologia molto pratica, ben lontana dai linguaggi burocratici, hanno posto l’accento sulla brutalità e la superficialità con cui certe leggi, applicate spesso in modo improprio, vadano a ricadere sulla stabilità psicologica precaria di minori che hanno già subito ogni tipo di trauma e che si vedono ripetutamente strappati a timidi affetti appena instaurati in nome di quella che continuiamo a chiamare “tutela dei minori”.
Applausi spontanei e conferme da parte del pubblico, sono scaturiti in seguito all’intervento della dottoressa Frida Tonizzo, dell’Associazione nazionale Anfaa (Associazione nazionale famiglie adottive e affidatarie) che ha insistito sulla storia della piccola restituita all’ex suora. Questa Associazione, che è sempre stata al fianco della famiglia affidataria a difesa del diritto della minore a crescere in una famiglia in grado di rispondere adeguatamente alle sue esigenze, ritiene che l’intero procedimento sia stato caratterizzato da molteplici violazioni di norme procedurali e che vi siano aspetti oscuri, che verranno affrontati nelle sedi opportune. Si fa riferimento, in particolare, alla violazione del diritto della minore alla continuità degli affetti da parte del Tribunale dei Minorenni, che ha di fatto anticipato, con l’ultimo provvedimento, la conclusione della delicata fase di passaggio dalla famiglia affidataria a quella d’origine (composta dalla ex suora, residente in un centro d’accoglienza). «Appare evidente come – ha sottolineato –  nel caso in oggetto, la decisione in merito al rientro definitivo sia stata presa in maniera intempestiva e senza un accordo preventivo con gli affidatari; ciò avrebbe consentito alla coppia di informare e preparare la bimba. Nessuno meglio di coloro i quali rappresentano la sua “base sicura ”, che l’hanno accudita e amata come figlia in questi suoi primi due anni di vita, avrebbe potuto sostenerla ed accompagnarla in questa delicatissima fase, fonte inevitabile di acuta sofferenza per lei».
cpnvegno goccia2Il professor Maurizio Pincherle, neuropsichiatra infantile ed esperto in materia legislativa, in quanto ha rivestito per oltre un decennio il ruolo di giudice onorario nel tribunale, è intervenuto confermando le dichiarazioni di tutti i colleghi relatori ed ha esposto quelli che si prospettano come futuri danni psicologici della piccola che avendo vissuto un secondo abbandono, manifesterà disturbi della personalità poiché, vista la brusca interruzione dei suoi legami affettivi primari, senza alcuna previsione della continuità dei rapporti, vivrà come un tradimento l’allontanamento di coloro che rappresentano la primaria figura genitoriale. Lo stesso ha inoltre sfatato l’argomento più volte riferito dalla madre genetica sul riconoscimento della stessa come tale in base all’osservazione, da parte della bimba, dello stesso colore della pelle delle loro mani: “e allora, ogni uomo o donna di colore che la piccola incontrerà anche in futuro saranno sua madre ”;ha messo così in evidenza che nessun bambino di poco più di due anni è in grado di discriminare e mettere a confronto tipi di pelle diversa, ma solo il volto di chi ha sempre visto accanto a sè . Dopo ulteriori approfondimenti, il professore ha concluso il suo intervento ponendo l’attenzione sulla assoluta necessità che i giudici si prendano la responsabilità di quanto stabiliscono e fanno eseguire senza sottrarsi alle eventuali conseguenze: “i giudici giudicano, ma non vogliono essere giudicati”. Il moderatore Luca Romagnoli è riuscito a creare una sinergia interessante fra tutti i relatori e fra gli stessi e il pubblico in gran numero presente in sala che, al termine, ha posto interessanti domande riguardo al caso della piccola bimba, più volte citato durante il convegno.



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