Neonato muore per un virus
“L’ha contratto in ospedale,
vogliamo risposte”

TREIA - Il piccolo era nato a Macerata. L'appello dei genitori: "E' passato un anno e nessuno ci ha fatto sapere niente". Domani il bimbo avrebbe festeggiato il primo compleanno
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Al centro l'avvocato Paolo Carnevali con il papà e la mamma del piccolo

Al centro l’avvocato Paolo Carnevali con il papà e la mamma del piccolo

 

di Gianluca Ginella

Era venuto alla luce da soli otto giorni quando un neonato, figlio di una coppia di Treia, è morto a causa di un virus. Una malattia che il piccolo avrebbe contratto, secondo i suoi genitori, all’ospedale di Macerata. Da quei tragici fatti è passato un anno. «Vogliamo delle risposte» dice la mamma del piccolo, Isabella Rapaccini, 41 anni. La donna, insieme al papà del piccolo, Roberto Carletti, 43 anni, e all’altra figlia della coppia, domani avrebbe dovuto festeggiare il primo compleanno del bimbo, che avevano chiamato Gianmarco. Ma quella prima candelina non la potranno spegnere. E si chiedono perché. Dopo aver atteso per mesi di avere qualche risposta, hanno deciso di denunciare quanto avvenuto al loro piccolo, e si sono rivolti, a fine estate, ai carabinieri di Treia. La coppia ha inoltre deciso di rivolgersi ad un legale, l’avvocato Paolo Carnevali, per essere assistita in questa vicenda. Cominciata il 22 novembre, quando è nato Gianmarco, all’ospedale di Macerata. «Tutto era a posto fino al 26 di novembre – racconta la mamma –. Quando ci trattengono in ospedale per un lieve innalzamento dell’ittero e il bambino viene messo in fototerapia. Ma la sera del 26 ho iniziato a notare che qualcosa non andava. Il bambino non respirava bene, faceva uno strano gemito e l’avevo segnalato ai medici. La mattina dopo la situazione diventa gravissima. E i medici ci dicono detto che non c’è praticamente più nulla da fare e fanno trasferire mio figlio all’ospedale Salesi di Ancona».
Sia il piccolo che la madre vengono sottoposti a numerosi esami, che risultano per entrambi sempre negativi. Ed emerge così che qualsiasi cosa abbia il piccolo non è genetica e non è stata trasmessa dalla madre. I medici del Salesi cercano di capire come mai il piccolo stia così male, nel frattempo lo sottopongono a una terapia antibiotica, ma la causa non riescono a trovarla. Il 30 novembre il bimbo muore. In seguito «C’è stata una comunicazione del Salesi che dice che la causa della morte è l’echovirus – dice l’avvocato Carnevali –. Non sappiamo nemmeno se sia stata eseguita una autopsia sul bambino. Comunque nulla può essere imputato all’ospedale di Salesi, non si può imputare nulla per il bambino, perché quando è arrivato era ormai spacciato. Ci si aspettava che su quella morte qualcuno facesse una inchiesta, invece non è stato fatto nulla. I genitori non cercano vendette ma vorrebbero chiarezza. Perché è passato un anno e nulla si è saputo della morte di questo bambino. Confidiamo che la procura voglia fare chiarezza». Per i genitori il virus «l’ha contratto all’ospedale di Macerata, non siamo mai usciti da lì» dice la mamma. Il virus che ha ucciso il piccolo può derivare da varie patologie, tra queste il raffreddore o la gastroenterite. Oltre a quel virus, al Salesi è stato trovato nel piccolo anche un batterio, la klebsiella pneumoniae, che comunque non ha a che fare con la morte del neonato.



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