Cognigni: “Sull’Atac non accettiamo lezioni”

CIVITANOVA - L'amministratore delegato replica al centro destra
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COGNIGNI-ATAC

L’ amministratore delegato dell’Atac Sergio Cognigni

di Laura Boccanera

“C’è un limite a tutto e anche la politica non può sfuggire a questa elementare norma”. Ping pong di dichiarazioni e repliche fra il presidente dell’Atac Francesco Mantella, l’amministratore delegato Sergio Cognigni e i consiglieri comunali d’opposizione Ciarapica e Mobili che ieri hanno parlato di una volontà politica e non solo normativa dietro l’aumento dell’8% sulla bolletta dell’acqua (leggi l’articolo). “Se la situazione non fosse veramente difficile – scrivono i vertici dell’Atac –  l’intervento farebbe quasi sorridere e non meriterebbe replica. Tuttavia non si possono accettare lezioni dall’attuale consigliere Ciarapica, che per anni, anche in qualità di assessore, ha sempre avallato in giunta le scelte, a volte non proprio felici, della governance Atac e soprattutto non se ne possono accettare dal consigliere Mobili, assessore prima e Sindaco poi delle due passate municipalità. Sono costoro coloro che sono riusciti dall’unica società operante (Atac) – a costituirne altre due, con altrettanti C.d.A. e Collegi Sindacali, il tutto per accontentare appetiti e rendite di posizione. Sono riusciti a lasciarci una realtà finanziaria con uno scomodo indebitamento che stiamo riducendo, nei limiti del possibile, giorno dopo giorno. Hanno consapevolmente consentito che l’organico superasse di più del 15% gli standard previsti. Ed ora ci bacchettano perché, a loro dire, i nostri lauti compensi non consentirebbero i necessari investimenti. Non vogliono proprio capire, eppure i dati e i numeri, quelli veri, parlano chiaro”. Cognigni poi giustifica e motiva le scelte della nuova gestione: “Oggi due società su tre sono state già chiuse (ATAC Energia – ATAC Servizi) e i compensi dell’attuale C.d.A sono del 10% inferiori a quelli precedenti e di gran lunga inferiori a quelli dei C.d.A. dell’era Baioni. Consulenze e collaborazioni, prebende e agevolazioni sono state, per quanto possibile, annullate o drasticamente ridotte. Il dato vero è che non riusciamo a fare gli investimenti che vorremmo e la cui utilità certamente non ci sfugge, grazie all’eredità che ci hanno lasciato. La non puntuale bollettazione per mesi e mesi ci ha regalato un elevato contenzioso e una quantità non indifferente di crediti in sofferenza o addirittura inesigibili. Dimenticando che per anni hanno retto questa Società, vorrebbero far passare il messaggio che il Sindaco Corvatta, svegliandosi una mattina, abbia deciso unilateralmente l’aumento delle tariffe dell’acqua in danno dei civitanovesi. Ma ciò non ci sorprende perchè sappiamo bene che è questo il modo di ragionare e di fare politica di coloro che nel tempo mantenevano basse le tariffe per scopi elettorali, precludendo così all’azienda la possibilità di fare investimenti. Anche su questo i numeri non temono smentita”.



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