Il fegato di un maceratese
regala la speranza a Sara Anzanello
La moglie di un 58enne, morto per emorragia cerebrale, ha autorizzato la donazione degli organi permettendo di effettuare un urgentissimo trapianto alla campionessa di volley, colpita da epatite fulminante
di Alessandra Pierini
L’ultimo gesto d’amore di un uomo può compiersi anche dopo la morte e può essere così importante da salvare altre vite.
E’ quello che è accaduto nei giorni scorsi a Macerata dove un 58enne è morto per un’emorragia cerebrale e la moglie «dimostrando un’ammirevole generosità – sottolinea il direttore dell’Area Vasta 3 Enrico Bordoni – in un momento di così grande dolore, ha acconsentito alle procedure di donazione, offrendo così una nuova speranza a tanti malati cronici».
Tra questi c’è anche la campionessa trevigiana di pallavolo Sara Anzanello che lo scorso 16 marzo, grazie al fegato arrivato proprio dall’ospedale di Macerata, è stata sottoposta con la massima urgenza ad un trapianto.
Sara Anzanello si trovava a Baku, capitale dell’Azerbaigian, dove gioca da due anni con la squadra dell’Arzerrail quando ha accusato un malore. Terribile la diagnosi: un’epatite acuta che metteva a rischio la vita della centrale trevigiana, classe ’80.
La giovane è stata trasferita in Italia all’ospedale di Niguarda a Milano e lì è iniziata l’attesa per un donatore. Il fegato tanto atteso è arrivato la mattina del 16 marzo da Macerata.
«Il prelievo – scrive in una nota il direttore dell’Area Vasta 3 – è avvenuto il 16 marzo a seguito della morte cerebrale ed è stato effettuato dall’equipe di chirurgica del Centro Trapianti di Ancona e dalla equipe oculistica dell’ospedale di Macerata, dopo le sei ore di osservazione da parte del Collegio Medico, come previsto dalla legge. Dopo circa sei ore, il fegato ed un rene sono partiti alla volta dell’ospedale Niguarda di Milano, mentre il secondo rene è stato richiesto dal nosocomio di Ancona, destinato a ridare fiducia ad altri paziente e famiglie. Le cornee sono state invece inviate alla Banca degli Occhi di Fabriano. A questo generoso atto dei familiari, si è unita la professionalità e l’umanità di tutti gli operatori della Rianimazione, del Blocco Operatorio, delle Unità Operative e dei Servizi che hanno contribuito positivamente alla realizzazione del difficile e complesso processo della donazione».
Naturalmente l’operazione è stata molto delicata e bisognerà ancora attendere per conoscere lo sviluppo delle condizioni di salute dell’atleta. Il bollettino medico diffuso oggi anche sulla pagina di Facebook di sara Anzanello, pur manifestando grande cautela, fa sperare per il meglio: «Sono ad oggi soddisfacenti e stabili, tuttavia la complessità della situazione immunologica richiede ancora estrema prudenza. Ci si riserva di dare nuove informazioni nei prossimi giorni alla luce della evoluzione clinica».

UN TENERO ABBRACCIO!!!!!!!!!!!
Notizie come queste riempiono di commozione e di grande gioia chi, come il sottoscritto, dagli anni ottanta,in anni in cui chi parlava di donazione di organi veniva criticato, insultato e visto come un visionario, porta avanti, prima come presidente provinciale AIDO (Associazione Italiana Donazione di Organi e tessuti) e oggi come semplice iscritto, la battaglia per una buona causa,quella della donazione degli organi. Si parla purtroppo troppo poco di questi gesti estremi di donazione, che, come nel caso di questo emerito maceratese, ha contribuito realmente a salvare diverse vite umane. Un grazie grande ai famigliari del donatore, che hanno autorizzato l’espianto e agli operatori sanitari del nostro ospedale e dei centri che hanno eseguito il trapianto. In casi come questi, scatta una macchina organizzativa perfetta ed incredibile, che vede coinvolte decine di persone, medici, infermieri,forze dell’ordine, volontari ecc. Gesti concreti come questo e come quello di tanti altri cittadini che nell’anonimato più assoluto, in questi anni hanno fatto del nostro Paese uno tra i primi al mondo in fatto di donazioni di organi e la nostra regione marche una delle prime regioni in Italia, ci aiutano, come dice Papa Francesco a “non perdere la speranza” neanche in momenti difficili come questo.
Notizie come queste mi fanno pensare… Non esiste una legge in Italia che obbliga l’anonimato del donatore? Fatti due rapidi conti sulla popolazione maceratese,lo sparlare della popolazione medesima, le piccole dimensioni del nostro nosocomio e l’enfasi di quest’articolo…. Domani il nome del donatore, alla famosa ricevente ,sarà sulla bocca di tutti !!!