Sequestro dell’agenzia Posta Più
La titolare: “Sono io la prima vittima”

PORTO RECANATI - Maria Rosaria Capone rassicura sulla sua attività e sui pagamenti sempre andati a buon fine

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L'agenzia Posta Più di Porto Recanati

L’agenzia Posta Più di Porto Recanati

Ieri le Fiamme Gialle hanno sequestrato l’agenzia Posta Più di Porto Recanati nell’ambito dell’operazione “Lost Pay” avviata dalla Procura di Palermo per bollette mai pagate da 72 agenzie di poste private in tutta Italia (leggi l’articolo). Maria Rosaria Capone è la  titolare della filiale e in seguito alle recenti vicende che hanno condotto al sequestro preventivo di tutte le filiali Posta Più presenti sul territorio nazionale dichiara:
“Vorrei innanzitutto definire una premessa,  la sottoscritta non è indagata in alcun procedimento penale. Non vi sono investigazioni di alcun genere, da parte di alcuna autorità giudiziaria, che riguardino me o la filiale Posta Più di cui sono la titolare: l’unico soggetto indagato nell’ambito di questa complessa indagine della Procura della Repubblica di Palermo risulta essere la signora Graziella Torrisi , titolare della Rete in Franchising Posta Più, con sede a Palermo. Le indagini sono sorte in virtù della denuncia di un soggetto privato, titolare a Latina di un’altra agenzia di poste private che fornisce servizi analoghi a quelli di Posta Più, che lamentava problemi di autorizzazioni amministrative.

Laddove le investigazioni della Procura portassero a ritenere concrete e fondate le accuse mosse alla signora  Graziella Torrisi, è fuori di ogni dubbio che la sottoscritta potrà definirsi la prima vittima di questa penosa situazione e tutelerà le proprie ragioni innanzi a tutte le competenti Autorità. Allo stato, non ho comunque motivo di dubitare della sua buona condotta ; sono certo che riuscirà a chiarire la totale estraneità dalle accuse.

La cura dei miei interessi è stata  affidata al mio legale di fiducia, Luca Viggiano. Voglio altresì assicurare tutti colori che ad oggi hanno goduto e godono dei servizi della mia attività, che tutti i pagamenti effettuati sono andati sempre a buon fine. Sono fiduciosa, ad ogni modo, che a breve la Magistratura possa far chiarezza su tutta la vicenda, permettendo così a me e a tante altre oneste famiglie di tornare a svolgere con serenità il proprio lavoro»


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