Truffa delle bollette mai pagate
Blitz nelle poste private di Porto Recanati

La Guardia di Finanza in azione nell'ambito dell'operazione "Lost Pay" che ha interessato 72 filiali in tutta Italia. L'indagine è partita dalla Procura di Palermo
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La filiale di Porto Recanati

C’èanche un’agenzia di poste private della provincia di Macerata tra le 72 che sono state sequestrate in tutta Italia  per violazione al Testo Unico delle Leggi Bancarie. Si tratta della filiale Posta Più di Porto Recanati, che si trova in via De Gasperi 28.

Il provvedimento è stato disposto in via d’urgenza dalla Procura della Repubblica di Palermo nell’ambito di un’inchiesta su frode ai danni degli utenti che pagavano bollette e altri servizi nelle agenzie senza che le somme venissero poi effettivamente canalizzate ai creditori. In questo modo, molte persone convinte di aver saldato si sono viste tagliare per morosità le forniture di luce, acqua e gas. Denunciati per truffa, appropriazione indebita e abusiva attività di prestazione di servizi di pagamento i titolari di due network di poste private, cui fanno riferimento le agenzie, con sede anche nelle province di Palermo, Messina, Catania, Trapani, Agrigento, Roma, Macerata, Lecce, Reggio Calabria, Modena e L’Aquila. Sono state sequestrate tutte le apparecchiature utilizzate per le operazioni finanziarie presso i franchisee, i server centrali, e quasi 180 conti correnti utilizzati per il deposito delle somme illegittimamente introitate tramite i pagamenti dei bollettini.

posta cm4Dalle diverse denunce delle vittime presentate in questi mesi alla Guardia di Finanza di Palermo, l’indagine “Lost pay” si e’ sviluppata approfondendo l’effettiva legittimazione della diffusa rete di franchising di poste private a esercitare l’attività raccolta di denaro e i conseguenti servizi di pagamento, compresi quelli dei bollettini postali, che sono per legge affidati, in via esclusiva, agli operatori iscritti in uno speciale albo istituito presso la Banca d’Italia. Secondo quanto emerso, le agenzie oggetto del sequestro svolgevano i servizi di pagamento in maniera totalmente abusiva. Sebbene in possesso dei contratti di franchising con i network di riferimento e dell’autorizzazione ministeriale, non avevano anche quella per i servizi di pagamento, né erano iscritte nell’apposito albo o affiliate a società autorizzate dalla Banca d’Italia. Solo uno dei network sottoposti a sequestro ha movimentato, in 18 mesi circa 30 milioni di euro, riferiti, per lo più, ad operazioni effettuate da ignari cittadini che hanno subito, poi, a causa di bollettini risultati non pagati la sospensione di acqua, energia elettrica, riscaldamento, o contenziosi per la riscossione di tributi o delle sanzioni. Sono al vaglio della Procura della Repubblica di Palermo numerosissime transazioni finanziarie effettuate tramite di alcune delle agenzie sottoposte alle indagini e che avrebbero favorito la movimentazione di grosse somme di denaro in violazione degli obblighi previsti dalla normativa antiriciclaggio in materia di segnalazione di operazioni sospette.

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