Roberto Berdini: in Cina con il Made in Italy

La storia del beverage specialist dal Venanzetti di Macerata al "Ven-Ice"di Xiemen

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Roberto Berdini

Roberto Berdini

 

di Carmen Russo

Se fino a qualche anno fa sguardi desiderosi di fortuna e di realizzazione erano rivolti ad Ovest, se prima era l’America ad essere, nell’immaginario comune, simbolo di ricchezza e di speranza, ora è ad Est il sorgere di una nuova economia basata sul mercato dell’import-export, non solo di materiale ma anche di idee. Bisogna puntare al continente in “giallo” illuminato dai primi raggi del sole per arginare la crisi che sta toccando i continenti “storici”.
Ed è proprio questa la strada che ha intrapreso Roberto Berdini da Macerata a Xiamen viaggio di “sola andata”.
Complice indubbiamente l’esperienza e il coraggio di buttarsi alle spalle – ma nello stesso tempo di fare tesoro- dello stile di vita “italiano” e occidentale per “rinascere” in Cina. Una scommessa con se stesso, un lancio quasi nel buio spinto dalla passione per il proprio mestiere, Berdini incarna il neo- “sogno cinese”.
“Sono di Macerata e ho sempre nostalgia dei tempi di una volta ossia di quando ho gestito il bar Venanzetti -dal 1984  al 1992- che poi abbiamo ceduto a Simoncini. Ho quindi ho vissuto i tempi migliori per quanto riguarda le attività commerciali e il boom economico con tutto che ne rappresentava”, così ci racconta Roberto Berdini del suo passato maceratese.
Cinque anni fa, decide di trasferirsi definitivamente proprio a Xiamen,  ricca cittadina sulla costa meridionale che conta 4 milioni di abitanti. Roberto Berdini cavalca l’onda dell’esplosione sia demografica che economica che ha sommerso la Cina soprattutto negli ultimi anni e si getta nel settore del food & beverage aprendo un lussuoso e bel ristorante. Il “Ven-Ice”, il cui nome già si pone da Giano bifronte tra la tradizione italiana e il “nuovo mondo”, è sito sulla via più importante della città e ha una chiara identità verde-bianco-rossa a partire dal menù basato su piatti tipici, realizzati con ingredienti  che provengono dallo stivale: “I cinesi apprezzano molto e sono soprattutto incuriositi dal cibo italiano che oltre essere famoso nel mondo è anche per loro uno prestigio. Oltre che per l’organizzazione e la gestione tutta nostrana -con la mia stessa presenza-, sono ancor più incuriositi dallo stile e l’eleganza del locale, avendo tra l’altro progettato l’arredo classico e scelto i particolari  personalmente”.
Il suo successo, dato da chiare doti carismatiche e da senso degli affari, è destinato a crescere.

Roberto Berdini e il sindaco Romano Carancini a Nanchino

Roberto Berdini e il sindaco Romano Carancini a Nanchino

Ad oggi Roberto è uno dei maggiori rappresentanti dei “beverage specialist” e il suo lavoro lo porta a muoversi tra Shangai, Pechino, Xiamen, Nanchino e Kunming. Coopera, inoltre, offrendo la propria esperienza, con aziende governative cinesi.
Conosce bene il valore delle sue origini: infatti, collabora con i Desk operativi delle Marche ed è consulente tecnico di una piattaforma di prodotti made in Italy.
“Da tre anni, parte del mio
 lavoro consiste nel cercare di convogliare potenziali distributori cinesi, investitori, rappresentanti di aziende governative cinesi, nel maceratese a visitare anche le aziende agroalimentari. Mi impegno dunque, a promuovere oltre ai prodotti locali anche il mio territorio d’origine”.

Apripista delle nuove frontiere commerciali, l’imprenditore ha già aiutato molte aziende nostrane ad avviarsi nello stato asiatico. Molte realtà vitivinicole italiane sono riuscite, grazie al lavoro del beverage specialist, a posizionare i propri prodotti nelle migliori reti di distribuzione del Paese. Gli anni di lavoro in Cina hanno permesso al maceratese di rappresentare all’Expo di Shanghai vari eventi di livello internazionale.
Roberto Berdini è, comunque, ancora molto legato alla sua terra e ai suoi compaesani e della sua città natale dice: “Macerata, nonostante la fama di essere conservatrice e radicata al territorio, si è molto evoluta nella ristorazione. Ho visto locali nuovi e ben curati, e inoltre, la cucina marchigiana ha una tradizione non indifferente e vanta prodotti tipici certificati di gran valore culturale e gastronomico. Per fortuna – e grazie – ad alcune associazione professionali del settore con cui io stesso ho collaborato in passato e molti personaggi di ottimo livello tra i gestori maceratesi, che ancora credono nel lavoro che fanno ed  amano il territorio, la ristorazione resta un bel punto di forza per la nostra regione.”


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