L’Intelligence secondo De Gennaro:
“L’informazione al servizio della democrazia”
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio ha aperto il seminario tenuto oggi alla Scuola di Giurisprudenza dell’Università di Camerino
“Il mondo dei servizi dell’informazione è al servizio della democrazia, e questo è un concetto che deve essere sempre più presente nel sistema culturale del nostro Paese. L’Università dunque è il luogo migliore per parlarne e ringrazio caldamente per questo l’Università di Camerino che mi ha voluto qui oggi”.
Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanni De Gennaro ha aperto il seminario su “L’Intelligence tra miti e nuove realtà” tenuto oggi alla Scuola di Giurisprudenza dell’Università di Camerino.
L’evento, al quale ha partecipato il Rettore Unicam Flavio Corradini, è stato coordinato dalla docente Catia Eliana Gentilucci e moderato dal giornalista Maurizio Piccirilli.
“Ringrazio il dottor De Gennaro per la sua presenza nel nostro Ateneo – ha dichiarato il Rettore Unicam Flavio Corradini – Quello di oggi è un momento molto importante per i nostri studenti. Come Ateneo abbiamo infatti il compito di formare i nostri giovani e occasioni come questa, su tematiche di così stringente attualità, contribuiscono alla formazione totale dei giovani e quindi di una società civile fondata sulla legalità e sull’etica”.
“Attualmente i servizi di Intelligence sono chiamati ad una mission diversa, che non è solo quella della difesa del Paese, ma in un mondo globalizzato è la difesa degli interessi economici, è la difesa dei mezzi con cui comunichiamo quotidianamente. E di fronte a queste nuove minacce diventa fondamentale avere risorse umane specializzate”.
Il dottor De Gennaro ha poi sfatato alcuni miti relativi alle attività dei servizi segreti, quali “i servizi segreti sanno tutto, i servizi segreti possono rispondere a tutte le domande, i servizi segreti possono fare tutto”.
“Non è così: – ha affermato i Servizi Segreti hanno il compito di cercare le informazioni, e sanno come cercarle, informazioni che poi sono importanti per l’autorità di governo per prendere le decisioni sulle azioni da intraprendere. Il tutto nel rispetto della legge e in quello che la legge consente loro di fare”.
Le attività più tradizionali dei Servizi Segreti, sia a livello nazionale che globale, si sono dovute implementare a settori di prevenzione ad ampio raggio che coinvolgono nuove esigenze come la difesa degli interessi economici e industriali nonché quella delle minacce asimmetriche derivanti dalle reti terroristiche, dai traffici illeciti e dalle mafie internazionali. “Un’altra grave minaccia che si è aggiunta in questi ultimi tempi è quella allo spazio cybernetico, che rappresenta anche un pericolo ad un nuovo sistema di vita sociale. In questo caso la difesa è affidata alla prevenzione, alla capacità dei Servizi Segreti di conoscere e di saper leggere le informazioni. Questa probabilmente è la sfida più difficile”.

Ci vuole proprio una bella faccia tosta nel farsi vedere ancora in giro, dopo quello che ha combinato al G8 di Genova una parte della sua polizia. E le condanne che hanno subito i suoi strettissimi collaboratori. Si vergogni un po’ quando ha un attimo di tempo.