Ascoli, soldatessa picchiata e ricoverata
Arrestato il fidanzato
La vittima appartiene allo stesso reparto di Parolisi dove ieri ha prestato giuramento
Non c’è pace per il 235/o Rav Piceno, lo stesso dove prestava servizio come istruttore Salvatore Parolisi. Una soldatessa di 21 anni che proprio ieri ha prestato giuramento è stata picchiata selvaggiamente dal fidanzato e ora è ricoverata in ospedale ad Ascoli. L’uomo, Nunzio Calabrese, 27enne di Reggio Calabria come la ragazza, è stato arrestato dai carabinieri. La lite è scoppiata perchè lei voleva lasciarlo. La giovane ha riportato la frattura scomposta di una mandibola, se la caverà in 30 giorni.
Il litigio fra i due giovani sarebbe avvenuto ieri sera in un Bed and Breakfast della città. La ragazza, così hanno riferito i carabinieri, avrebbe manifestato al ventiquattrenne l’intenzione di interrompere il rapporto. Lui però non era d’accordo, e al culmine della lite l’avrebbe colpita con violenza. Verso la mezzanotte la soldatessa è stata accompagnata in ospedale dal titolare della struttura ricettiva e dallo stesso fidanzato, che però se n’è andato subito. In un primo momento, ai medici del pronto soccorso la giovane donna ha detto di essere caduta dalle scale. Una versione apparsa subito incompatibile con la gravità delle lesioni che aveva. Ascoltata dai carabinieri, la ventunenne ha poi ammesso che era stato il ragazzo a picchiarla. Nel giro di poche ore l’aggressore è stato rintracciato e arrestato con l’accusa di lesioni personali gravi e rapina: prima di abbandonare la fidanzata in ospedale, Calabrese le avrebbe infatti sottratto una tessera Postamat.
È stata subito raggiunta e confortata in ospedale dal comandate del 235/o Reggimento Piceno col. Michele Vicari e dal comandante della Compagnia di addestramento la soldatessa calabrese. All’origine del litigio con Nunzio Calabrese, 27 anni, poi arrestato dai carabinieri, ci sarebbe stata anche una richiesta di soldi da parte dell’uomo. Secondo quanto reso noto dall’Ufficio stampa del 235/o Rav Piceno, dopo averla presa a botte per farsi consegnare la tessera Postamat, Calabrese ha accompagnato la fidanzata in ospedale insieme al titolare del B&B dove alloggiava. Prima di allontanarsi dal nosocomio le ha intimato di non rivelare la vera causa delle ferite. E infatti, impaurita dalle minacce, in un primo momento la soldatessa ha taciuto sull’aggressione, parlando di una caduta dalle scale. Poi però ha avvisato del ricovero la ‘Caserma Clementi’, e il col. Vicari e il comandante della Compagnia sono accorsi al suo capezzale. Rassicurata dai superiori, la ragazza ha trovato il coraggio di raccontare la verità. A quel punto, gli ufficiali dell’Esercito hanno chiesto l’intervento dei carabinieri, ai quali la giovane ha fornito elementi utili a rintracciare il fidanzato. Nunzio Calabrese si trova rinchiuso nel carcere di Marino del Tronto in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto, che probabilmente si terrà lunedì.