Città blindata dai manifestanti
Commercianti sul piede di guerra

UNA BRUTTA GIORNATA PER MACERATA - Gli esercenti di corso Cairoli e centro storico: "Avevamo lavorato per Overtime allo scopo di portare tanta gente ma siamo stati fortemente penalizzati da queste tristi manifestazioni politiche"
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Corso Cairoli chiuso durante il corteo di Forza Nuova

Patrizia Moro della pizzeria Cairoli

di Alessandra Pierini
e Filippo Ciccarelli

Questo non è stato per Macerata un sabato come tutti gli altri. Se normalmente molti approfittano del pomeriggio prefestivo per riappropriarsi del centro storico e tengono ancora viva l’abitudine della passeggiata per lo shopping o per l’aperitivo, oggi non è stato così e piazza della Libertà e le vie adiacenti si sono trasformate in strade di una città fantasma. Gli accessi viari alla città sono infatti stati blindati per permettere lo svolgimento delle due manifestazioni, una di Forza Nuova, l’altra di Macerata Antifascista, che hanno riscaldato il clima in città (leggi l’articolo). Così poco più di 200 manifestanti in totale hanno richiesto non solo un significativo  spiegamento di forze, ma anche la paralisi del commercio cittadino.
Duri i commenti di disapprovazione da parte dei negozianti del centro storico e di corso Cairoli:

«E’ stata data prevalenza – commenta Andrea Venturino, presidente dell’associazione commercianti del Centro Storico – a una triste manifestazione politica, perchè per noi si è trattato di un’unica manifestazione, senza distinzione di idee politiche, sottovalutando una iniziativa bella e costruttiva come Overtime.
E’ vero che i motivi dell’ordine pubblico sono superiori a tutti gli altri, ma è da un  più di un mese che stavamo lavorando ad una manifestazione bella e costruttiva che sottolinea i valori sportivi e che è stata macchiata dalla politica». Oltre al fatto che un’iniziativa promossa tra l’altro con l’obiettivo di animare il centro storico è stata penalizzata, Venturino sottolinea altre conseguenze, non di minor conto in un momento di crisi: «Di sicuro il danno economico che abbiamo registrato questo pomeriggio è ingente, nonostante avessimo lavorato nelle ultime settimane per portare gente a Macerata». Amaro il commento di Stefano Di Pietro: «Iniziative del genere non possono essere fatte di sabato, la prossima volta saremo noi a protestare perché ci lascino lavorare».

La manifestazione antifascista in piazza Cesare Battisti

Lo stesso concetto viene espresso al negozio di frutta e verdura Corsalini che si trova a metà di corso Cairoli:  «Sembra di essere uno stato di guerra, non si può perdere il lavoro per una situazione come questa». Patrizia Moro, della Pizzeria Cairoli, denuncia i mancati guadagni in una giornata importante come sabato pomeriggio Nessuno ci ha avvertito, sapevamo solo che dalle 13 non si poteva parcheggiare per corso Cairoli, ma non immaginavamo che le cose sarebbero andate così tanto per le lunghe. Non c’è un cane che passa di qui, oggi».

(Foto Cronache Maceratesi – vietata la riproduzione)



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