Primarie: “Non toccate le regole”

Il circolo Pd di Potenza Picena si appella ai delegati. Mario Morgoni con Renzi: "Basta con le ipocrisie"
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Matteo Renzi a Macerata (clicca sull’immagine per leggere l’articolo)

 

Sabato 6 ottobre si riunirà l’Assemblea nazionale del Pd per decidere il regolamento per lo svolgimento delle primarie di coalizione a novembre. Il Partito Democratico di Potenza Picena invita i delegati a favorire la massima partecipazione. “Così a ridosso della consultazione popolare, cambiare le regole in corsa – dicono al coordinamento del circolo locale – per inserire delle norme che rendano difficile la partecipazione, sarebbe un’azione tesa a mortificare lo strumento primarie, con il quale il Pd è nato, e a limitare fortemente il protagonismo dei cittadini. È un segnale che, se confermato, pregiudica il buon esito della campagna elettorale e fomenta il sospetto che le regole siano flessibili alle maggioranze di turno per favorire di volta in volta il proprio candidato. Si adoperi, invece, l’Assemblea nazionale perché le primarie siano organizzate nello stesso modo e con le stesse regole di quelle che furono applicate nelle consultazioni che elessero Prodi, Veltroni, lo stesso Segretario Bersani e molti sindaci tra cui Fassino, Pisapia, Doria, Zedda, De Magistris e altri. Nella discussione che ci accompagnerà, ci si preoccupi di più di inserire e valorizzare dei contenuti e delle idee utili a questo Paese, e non di cercare il modo di contenere la partecipazione di liberi cittadini. Promuovere una consultazione per la scelta del candidato Presidente del Consiglio della nostra coalizione senza aprirsi fino in fondo alla partecipazione di tutti quei cittadini Italiani che vogliono esprimere la propria posizione votando per il candidato che preferiscono, rischia di diventare un pericoloso boomerang per tutto il Partito Democratico. Non si può aver paura dei propri cittadini!”

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Mario Morgoni

Sullo stesso tono la dichiarazione del dirigente provinciale Pd  Mario Morgoni: “Non toccate le regole! – dice- Sarebbe un clamoroso errore per il PD cambiare le regole delle Primarie a poco piùdi un mese da un appuntamento così importante . Le regole vanno cambiate lontano dalle competizioni.  E sopratutto non  si possono  cambiare quando chi ha la maggioranza per cambiarle è anche uno dei competitori della sfida. Sarebbe un atto di inaudita scorrettezza che imprimerebbe sul PD il marchio del Partito che si schiera a difesa di un ordine esistente, sempre più impresentabile ed inviso ai cittadini. Le primarie hanno accompagnato e contraddistinto la nascita del PD , rappresentano  l’ atto innovativo più importante prodotto dal Partito sino ad oggi e la loro funzione resta quella di promuovere partecipazione ed assunzione di responsabilità da parte degli elettori, in un paese che li considera sudditi (vedi Porcellum). Non possiamo mortificare questo strumento inventandoci sgangherate e improbabili  barriere per rendere difficoltoso l’avvicinamento alla politica da parte dei cittadini. Inoltre, è ridicola la paura che le primarie possano essere falsate da una presenza inquinante di dirigenti ed amministratori del centrodestra. Del resto, a Macerata il PD ha eletto presidente della Provincia il vice Presidente uscente della Giunta di Centrodestra. E ne abbiamo fatto anche un modello: il Modello Macerata. Quindi basta con le ipocrisie e assumiamo il coraggio di valorizzare le tante nuove energie che si stanno avvicinando al PD con la candidatura di Matteo Renzi”

 



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