Province, Menghi:
“Non si è capoluogo per decreto”

L'intervento

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Gianni Menghi

 Gianni Menghi, vice coordinatore comunale del Pdl Macerata, interviene sul taglio delle Province:

Il rischio che il territorio maceratese “perda” la sua provincia e sia accorpato a un maxi-ente delle Marche del sud e che Macerata si veda sottratto lo scettro di capoluogo ha provocato allarmi e proteste. Dato atto che queste reazioni rappresentano un’occasione positiva di protagonismo e magari un modo per ritrovare identità e consapevolezza, c’è materia, mi pare, per nutrire qualche preoccupazione rispetto a questa levata di scudi.

Vanno distinte le varie posizioni, tuttavia sembra emergere una difesa dell’esistente più che la richiesta di un intervento riformatore che sia radicale e razionale insieme. Il governo Berlusconi non ha mantenuto l’impegno programmatico dell’abolizione delle province; il governo Monti ha prodotto un pasticcio bisognoso di correzioni e di interpretazioni autentiche; peggio hanno fatto coloro che a Roma e in periferia, oggi come ieri, si oppongono alle riforme innescando la miccia dei localismi e dei lobbismi.

Quanto al capoluogo, non ci si può svegliare solo adesso quando si scopre la perdita formale di un titolo, quello di capoluogo appunto, che non abbiamo saputo difendere e valorizzare nei fatti a tempo debito. Ed appaiono poco tempestive e poco credibili le dichiarazioni di difesa e di solidarietà verso Macerata da parte di altri comuni della provincia, sia costieri che dell’entroterra, i quali nel passato, prossimo e remoto, si sono ben guardati dallo stringersi in alleanza con Macerata ma hanno cercato vie proprie.

La verità è che tutti, Macerata compresa, hanno scoperto troppo tardi la strada della competizione e quando hanno cominciato a praticarla si sono illusi di poterlo fare in solitudine e a dispetto degli altri.

Forse si può restare provincia grazie a qualche emendamento; di sicuro non si è capoluogo per decreto. O Macerata mette in campo volontà politica, capacità culturale e coesione sociale per esercitare davvero un ruolo di guida e di servizio in cui crede, oppure quel nome di capoluogo, comunque vadano le cose, resterà una pia illusione per noi maceratesi e un comodo alibi per gli altri.


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