Assalto al portavalori:
nessuna traccia dei malviventi

Il commando era composto da sei persone, tutti italiani

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rapina_portavalori-13-300x253Nessun riscontro positivo dai posti di blocco che da ieri mattina sono stati istituiti in tutta la provincia per cercare di rintracciare i sei banditi che ieri mattina hanno assaltato un furgone portavalori della Fitist Security all’interno del quale erano contenuti circa due milioni di euro (leggi l’articolo). Malgrado l’impiego massiccio di forze dell’ordine sul territorio, i sei malviventi si sono come volatilizzati e a nulla sono valse le ricerche a tappeto. Gli investigatori, però, stanno setacciando diverse piste, dato che ad agire sarebbero stati dei veri professionisti. Innanzitutto, partendo dalle tre Alfa 147 usate per la fuga dai rapinatori e ritrovate vicino all’aviosuperficie di Morrovalle e cioè a pochi chilometri di distanza dal punto in cui è avvenuto l’assalto. Le tre auto sono risultate rubate nei giorni scorsi a Giulianova, in Abruzzo. Inoltre, si sta lavorando molto anche sulle testimonianze raccolte sia dai vigilantes coinvolti che dai camionisti che si sono trovati a passare loro malgrado in quei concitati momenti. Dall’inflessione con cui parlavano, si tratterebbe di personaggi italiani provenienti dal Sud Italia. Ancora difficile capire, invece, perchè dopo aver messo in piedi un piano così pericoloso, i sei abbiano rinunciato al bottino. Cosa è andato storto? Cosa è successo che il sestetto non aveva preventivato? Davvero non erano a conoscenza del fatto che, come sistema antifurto, si sarebbe sprigionato del gas? Anche su questo gli investigatori stanno lavorando per cercare di trovare la soluzione ad un caso che ha inevitabilmente scosso l’opinione pubblica.

(redazione CM)

(foto di Guido Picchio)

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