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“Nella scuola esempio di integrazione
mancano all’appello solo i maceratesi”

Video-reportage dall'Istituto Montessori che rischia la chiusura perché il numero di alunni stranieri è più alto di quello degli italiani. Dopo l'allarme lanciato da una mamma su Cronache Maceratesi parlano gli altri genitori: "Qui ci troviamo benissimo". L'assessore Monteverde: "E' un problema politico che andrebbe affrontato in Parlamento"
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Alcune mamme degli alunni della Montessori

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di Alessandra Pierini

Suona la campanella della Montessori. In men che non si dica il cortile, fino a quel momento silenzioso e grigio, si anima di voci, risate, corse e dei colori di zainetti e giubbini, sciarpe e cappelli. Ogni mattoncino della storica costruzione di via dei Sibillini, potrebbe raccontare davvero molto a proposito di un metodo di formazione, di incontri, di piccole amicizie  e della vita di tanti bambini maceratesi che tra i banchi di queste aule sono diventati grandi. Nel cortile della Montessori, unica primaria all’interno dell’anello delle mura di Macerata, la scena dell’uscita da scuola si consuma sempre uguale a se stessa, quello che cambia sono gli accenti dei genitori che attendono fuori dall’ingresso e il mix di etnie e culture che si confondono in un unico flusso.

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La classifica degli amici fatta da Diego, iscritto alla terza elementare della scuola Montessori

Tra qualche anno tutto questo potrebbe svanire. La scuola Montessori infatti rischia la chiusura.  A lanciare l’allarme sulle pagine di Cronache Maceratesi martedì scorso è stata Rossella Monti, mamma di uno dei bambini iscritti alla terza elementare e di un altro alunno che dovrebbe iniziare la prima elementare a settembre. «Solo se avranno la possibilità di formarsi nella multiculturalità – aveva detto –  i nostri figli potranno essere persone migliori di noi, gli italiani del futuro. Diego sta vivendo questa sua opportunità alla scuola elementare Montessori di Macerata. Purtroppo, grazie all’ex ministro Gelmini, questa storica ed ottima scuola del centro storico è a rischio di chiusura. In questa zona della città, infatti, i bambini extracomunitari sono molti di più di quelli italiani e questo non permette di formare le classi nel rispetto delle percentuali imposte dal Ministero»  I parametri previsti dalla legge ministeriale prevedono che le nuove classi devono essere composte di almeno 2/3 di alunni italiani e un terzo di extracomunitari. Il 20 febbraio scadranno le iscrizioni alla primaria e al momento si sono iscritti 11 bambini ma ne servono almeno 15 per formare la clase e chiedere una deroga anche se gli italiani sono in netta minoranza rispetto ai bambini con cittadinanza estera. Lo stesso problema riguarda altre scuole della città ma alla Montessori la storia si ripete già da 2 anni, la scuola ha infatti solo la terza, quarta e quinta elementare e le classi andranno piano piano a spegnersi. Eppure i bambini si trovano molto bene, secondo le testimonianze dei genitori che abbiamo raccolto in un video. «Mio figlio si è integrato perfettamente» afferma la mamma di un bambino italiano anche lei perfettamente integrata nella logica multiculturale. Non manca qualche protesta ma le voci a favore della scuola sono in netta maggioranza. Intanto il Comune di Macerata fa sapere che sono diversi i progetti di integrazione promossi in questi mesi.

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La maestra della Montessori Alessandra Garaffa


“L’educazione interculturale come processo che promuove la consapevolezza che è necessario costruire un mondo di equità sociale e che mira a fornire delle attitudini, dei comportamenti che favoriscono il rispetto delle diversità e l’integrazione sociale partendo dal presupposto che la diversità in ogni sua accezione non è un problema ma una ricchezza. L’Amministrazione comunale – interviene l’assessore all’Integrazione Enzo Valentini – sta lavorando molto a favore dell’integrazione scolastica per facilitare l’inserimento e l’accoglienza degli alunni stranieri nelle scuole dell’obbligo cittadine. Penso ai progetti messi in campo per l’apprendimento della lingua italiana ai fini di un migliore inserimento, a quelli per la conoscenza e la condivisione dei sistema di regole attraverso cui si attua il vivere comune e per l’inclusione sociale”. E a questo proposito ricorda il Consiglio dei bambini e delle bambine e I Bambini incontrano la Città finalizzati alla conoscenza e alla storia della città, al Teatro ragazzi, a La mia scuola per la pace per diffondere la cultura della non violenza e del rispetto dei diritti umani alle nuove generazioni ed infine a Mus E finalizzato al’integrazione attraverso la partecipazione comune ad esperienze di creazione artistica.

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L’assessore Stefania Monteverde

“Si tratta di esperienze su cui il Comune – afferma invece l’assessore alla scuola, Stefania Monteverde – investe molto per la promozione del dialogo e del confronto tra le culture per tutti gli alunni e a tutti i livelli, per rendere ancora di più possibile la convivenza e la ricerca della coesione sociale in una visione di cittadinanza adatta al pluralismo e alla convergenza verso valori comuni. Sulla scuola bisogna creare una sinergia di grande fiducia tra enti locali, uffici scolastici, direzioni scolastiche: le sterili polemiche non aiutano nessuno. Il mondo dei bambini ha bisogno di adulti responsabili”.
E sempre in tema di integrazione l’Amministrazione comunale è impegnata a portare avanti anche il Centro di sostegno linguistico “Il Sestante”, gestito dall’Associazione Glatad, che promuove interventi di sostegno linguistico per bambini e ragazzi immigrati che frequentano le scuole elementari e medie con particolari difficoltà legate all’apprendimento della lingua italiana, il progetto Venti che si incrociano con incontri di gruppo per famiglie immigrate per recepire le difficoltà educative delle persone che crescono i propri figli “qui” ma provengono da un “là” che, con le proprie particolarità culturali, indicano modalità educative differenti, le quali diventano ricchezza solo in seguito alla costruzione di “ponti” tra culture. Importante è anche il progetto La grammatica del mondo: un sostegno pomeridiano ai compiti promosso dall’Arci in collaborazione con il Comune nella sede di via Verdi.

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L’interno della scuola

In merito all’integrazione il Comune ha garantito agli immigrati indigenti e ai loro familiari l’accesso ai servizi comunali con gli stessi criteri e le stesse modalità previsti per i cittadini residenti. Inoltre, come negli anni passati, sono stati attivati i servizi e gli interventi previsti dalla L.R. 13/09, che hanno richiesto un maggior cofinanziamento comunale a causa della riduzione di quello regionale realizzati attraverso la collaborazione col Centro di Ascolto e di Prima accoglienza per quanto riguarda i servizi informativi e di prima accoglienza, con l’Acsim e con l’Anolf per quanto riguarda gli sportelli informativi. È stata potenziata anche la consulenza legale gratuita attraverso una convenzione con l’Ambasciata dei diritti. È proseguito il progetto Macerata accoglie in convenzione col Gus di Macerata e il Ministero dell’interno, a favore dei rifugiati politici e richiedenti asilo.

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L’ingresso della scuola

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