Prodotti alimentari di largo consumo scaduti in alcuni casi anche dal 2009 sono finiti nel mirino della Guardia di Finanza che ne hanno trovati e sequestrati più di due tonnellati sugli scaffali del magazzino di un grossista di origine pakistana operante a Morrovalle, in via Toscana. Il maxisequestro di prodotti destinati probabilmente ai negozi etnici della zona è stato effettuato al termine dell’operazione “Date Expired” che ha visto coinvolti anche i tecnici della prevenzione in servizio all’Asur 3 di Civitanova Marche.
Tra i cibi e gli alimenti scaduti, già confezionati ed esposti per la vendita, c’erano riso, pollo, latte condensato in scatola, farina di riso, biscotti, pasta di arachidi, fagioli in sacchi, formaggini, zuppa di manzo, spezie, patatine, peperoncino in polvere, farina di mais, salatini, pasta di datteri, malto, kepab, misture di spezie, salamoia, piadine, alloro, per un controvalore all’ingrosso stimato in circa 15.000 euro.
«L’operazione -ha spiegato il colonnello delle Fiamme Gialle Paolo Papetti – è basata sulle motivazioni e sulle linee guida che ci hanno portato inquesti mesi ad altri sequestri e cioè il rispetto del mercato e della legge al quale devono far riferimento tutti gli operatori, compresi quelli stranieri».
L’intervento, effettuato con iniziali intenti di polizia economica e finanziaria, finalizzato al riscontro del rispetto delle norme fissate in materia di sicurezza prodotti e tutela del made in Italy, si è dopo poco, trasformato in un significativo controllo a tutela della salute pubblica.
«Dopo i primi riscontri documentali – ha spiegato il maggiore Gianluca Ferraro – i finanzieri hanno controllato la merce posta in vendita, riscontrando evidenti carenze per ciò che riguarda le indicazioni di scadenza che, per legge, devono accompagnare i prodotti posti in vendita: in particolare, sono stati rinvenuti nelle quantità cibi ed alimenti preconfezionati recanti la data di scadenza trascorsa, in alcuni casi, da oltre due anni. E’ immediatamente scattato il sequestro e di seguito la sanzione. Il rappresentante legale della società è stato segnalato alla pertinente articolazione dell’A.S.U.R. per i provvedimenti e le sanzioni di competenza».
I prodotti sequestrati potevano essere altamente pericolosi per la salute umana come hanno spiegato Alessandra Garzetta e Maurizio Caporaletti, tecnici della prevenzione dell’Asur: «La data di scadenza è la data fino alla quale un alimento è igienicamente idoneo al consumo, se mantenuto nelle corrette condizioni di conservazione edeve essere riportata sugli imballaggi alimentari dei prodotti preconfezionati rapidamente deperibili (latte e prodotti lattieri freschi, formaggi freschi, pasta fresca, carni fresche, prodotti della pesca e dell’acquacoltura freschi) con la dicitura “da consumarsi entro” seguita dal luogo, sulla confezione dove la data viene stampigliata. La data deve riportare, nell’ordine, il giorno, il mese ed eventualmente l’anno. Sulla confezione devono essere anche riportate le condizioni di conservazione ed eventualmente la temperatura in funzione della quale è stato determinato il periodo di validità. Superata la data di scadenza, l’alimento può costituire un pericolo per la salute a causa della proliferazione batterica. Per legge è vietata la vendita dei prodotti che riportano la data di scadenza a partire dal giorno successivo a quello indicato sulla confezione».
Dai primi accertamenti la merce era venduta ai negozi etnici africani ed asiatici presenti sul territorio ma sono in corso indagini su tutta la provincia per verificare la diffusione dei prodotti scaduti.
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati
Se li date a Prato, li mette tutti nel suo ‘museo’ a Collevario!!!