Rubavano e assemblavano motorini:
nei guai sei minorenni di Civitanova
La baby gang ha dato vita ad una vera e propria attività imprenditoriale all'interno di un casolare abbandonato di campagna
Ci sarebbe una banda di giovanissimi civitanovesi dietro all’aumento di furti di ciclomotori registrati a Civitanova Marche negli ultimi mesi. Ieri, infatti, dopo una accurata attività di indagine, sono stati segnalati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minori di Ancona, in stato di libertà, per i reati di furto, ricettazione e distruzione di atti veri, sei minorenni residenti a Civitanova, tutti incensurati. E’ stato invece segnalato alla Procura della Repubblica di Macerata, per gli stessi reati, anche un maggiorenne di origini ucraine, anche questo residente a Civitanova.
La baby gang ha dato vita ad una vera e propria attività imprenditoriale all’interno di un casolare abbandonato di campagna. I giovani rubavano i motorini, ne smontavano i pezzi, li riassemblavano in cloni diversi dagli originali e rivendevano i mezzi ad altri soggetti in corso di identificazione. La banda si occupava anche del riutilizzo di parti sui mezzi propri, della vendita a terzi di parti di motori ealtri pezzi dei ciclomotori rubati.
Le indagini avviate dagli agenti del Commissariato di Polizia Stradale di Civitanova Marche, dopo numerosi servizi di appostamento e osservazione, hanno permesso di stabilire che la maggioranza dei furti di motorini registrati in questi mesi era probabilmente da addebitare a questi giovani che erano soliti muoversi in gruppo.
Ulteriori indagini hanno inoltre consentito di individuare in un’abitazione di fatto abbandonata di proprietà dei genitori di uno dei ragazzi, alla periferia di Civitanova, il luogo in cui avrebbero rifugiato i mezzi sottratti. La costruzione, che si trova in zona defilata e poco frequentata, è stata perquisita martedì e nella quale sono stati rinvenuti pezzi, telai, targhini di numerosi ciclomotori, almeno 20, per buona parte dei quali è già stato possibile accertare la provenienza furtiva, quasi tutti sottratti a Civitanova o nei paesi vicini. La posizione isolata del casolare dove tutto veniva effettuato, permetteva poi agli autori dei furti e delle successive attività, di distruggere con il fuoco documenti, targhe, caschi e quanto non utile. Proprio tra le ceneri di alcuni di questi sono stati infatti ritrovati, oltre a resti di cavi e pneumatici, i pezzi di numerosi targhini di riconoscimento, alcuni dei quali precedentemente accuratamente tagliati, ma in qualche modo ancora leggibili. Tutto il materiale sequestrato, su cui verranno successivamente completati gli accertamenti, è stato posto sotto sequestro.
a. p.
buon spirito imprenditoriale
mmmhhhh… e, naturalmente, nonostante l’azienda funzionasse a pieno ritmo e alla luce del sole… nessuno sapeva o vedeva alcunché!!!!
i genitori dove sono…???
io sono una stata vittima di questi bastardi!