Truffe informatiche e turismo
La denuncia di un b&b civitanovese
di Alessandra Pierini
L’estate è in assoluto la stagione migliore per chi opera nel turismo. La rete, negli ultimi anni, è diventata uno dei mezzi privilegiati per prenotare le proprie vacanze e, di conseguenza, anche gli operatori si sono organizzati per offrire dei canali di facile fruizione. Per qualsiasi albergo o struttura che si rispetti non può mancare un sito internet e una casella di posta elettronica. I moderni mezzi informatici, però, pur preziosi, non risparmiano dal rischio di truffe. E’ proprio Sara Nardelli, la titolare del B&B civitanovese “La Vecchia Concia” a denunciare di avere recentemente subito un tentativo di frode informatica: «Ho scoperto – ci spiega – che è capitato anche ad altre strutture ricettive e spero che diffondendo la notizia si possano prevenire altre frodi». Tutto è iniziato il 10 giugno quando la signora Nardelli ha ricevuto una mail in lingua inglese firmata da Ian Reed, in cui lo stesso chiedeva un preventivo per il soggiorno di 4 persone per 15 giorni (dall’8 al 23 ottobre) in occasione di un convegno.
«Sembrava a tutti gli effetti una allettante possibilità di lavoro – racconta ancora la titolare del B&B – chiedeva disponibilità e preventivo per 4 persone, 15 pernottamenti, in un periodo poco frequentato qui al mare, quindi ho risposto subito calcolando 2200 euro di preventivo (scontato oltretutto) e dando la disponibilità. Ma qualcosa non mi tornava… pretendevano di voler partecipare ad un congresso di cui non trovavo l’esistenza in rete e non si riferivano a Civitanova ma “alla mia città”. Ho deciso di fare qualche ricerca in rete sul nome di chi prenotava (Ian Reed) e sulle frasi iniziali della mail di prenotazione. Sono state 2 le spiacevoli scoperte: la prima è stata il sito di un signore che dice di chiamarsi Ian Reed e denuncia vari tentativi di Scam fatti a suo nome tramite un furto di identità http://reedinter.co.uk/IDtheft.htm e una valanga di siti in che riportavano mail simili a quella che avevo ricevuto, mettendo in guardia contro questa nuova truffa ai danni delle strutture ricettive». Lo scam è un tentativo di truffa con i metodi dell’ingegneria sociale, effettuato in genere inviando una e-mail nella quale si promettono grossi guadagni in cambio di somme di denaro da anticipare. Spesso scam e spam sono strettamente correlati. E’ la stessa Nardelli a spiegarne il funzionamento: «Tutto comincia con una mail di richiesta disponibilità come quella che ho ricevuto io. La struttura ricettiva comunica disponibilità e preventivo. I falsi turisti confermano la prenotazione e mandano via posta un assegno di entità molto superiore a quella del preventivo (3-4 volte più alto) dicendo che avrebbero difficoltà a prelevare denaro in Italia e chiedono la cortesia di incassare l’assegno e tenere da parte quello che avanza per consegnarglielo in contanti al momento del loro arrivo. La struttura riceve l’assegno, va per incassarlo in banca, ma la banca prende i suoi tempi di verifica. I frodatori a questo punto comunicano di aver avuto un contrattempo e di non poter venire, chiedono indietro la somma con la trattenuta della caparra (poche centinaia di euro a fronte di migliaia). Anche se la banca ancora non ha accreditato l’assegno, spesso la struttura si lascia convincere dalle pressioni dei frodatori (che arrivano fino alle minacce di denuncia) e restituiscono la somma prelevandola dai propri fondi. A questo punto si aspetta inutilmente l’accredito dell’assegno sul proprio conto, perché la banca a questo punto verifica che è scoperto o fraudolento e blocca il pagamento. Questa è solo una possibile traccia della frode chiamata Scam, possono cambiare i dettagli, ma costantemente si ripete lo schema preventivo, assegno molto più alto del preventivo e richiesta della differenza in maniera pressante».
A questo punto, la titolare de La Vecchia Concia, capito il gioco, ha subito preso provvedimenti nei confronti del fantomatico Ian Reed: «Ho segnalato la cosa alla Polizia che ha confermato i miei sospetti ed ho immediatamente mandato al sedicente Ian Reed diffidandolo dal mandare alcun assegno. Per la precisione ho scritto che qualsiasi assegno avessimo ricevuto sarebbe stato tagliato e rispedito al mittente, e che ogni insistenza per pagare con assegno e ogni invio di assegno non richiesto sarebbe stato considerato un tentativo di frode e denunciato alle forze dell’ordine competenti. Mi sembrava piuttosto chiaro come messaggio. Nonostante questo mi è arrivata una mail di risposta in cui, esattamente come era successo ad altri albergatori, chiedeva i dettagli per mandarmi un assegno da 7500 sterline (quindi più di 7500 euro!) con la scusa di mettere in mano a me il costo dell’intero viaggio (compresi i biglietti aerei, il noleggio della macchina…) e mi invitava ad attendere istruzioni sul cosa fare dell’eccedenza.Non ho resistito: parlo inglese ed ho chiamato il numero telefonico riportato. Mi ha risposto una voce d’uomo piuttosto stupito nel ricevere la chiamata. Ha risposto con vari “Yeah…” alle mie domande». Per finire, Ian Reed ha attaccato il telefono in faccia alla signora Nardelli che non ha avuto in seguito nessun altro disturbo o tentativo di contatto.
«Purtroppo – conclude Sara Nardelli – so che altre persone non hanno avuto la mia fortuna ed hanno perso diverse migliaia di euro grazie a questa frode.Per questo ho voluto segnalare la cosa, nella speranza che la consapevolezza di tale rischio possa mettere al riparo altre piccole strutture ricettive che venissero “agganciate” da tali truffatori».